Da Chiari a Lume, torna il Partito fascista. E’ polemica anche nel Bresciano

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La Costituzione lo vieta in maniera esplicita nella XXII disposizione transitoria (“È vietata la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista”), ma questo non ha impedito a un gruppo di nostalgici di rifondare – anche nel Bresciano – un partito che si richiama in maniera più che esplicita all’esperienza mussoliniana. A denunciare il caso è il deputato Pd Luigi Lacquaniti, che sottolinea come “in diversi comuni della nostra provincia vi è chi vorrebbe ricostituire il Partito fascista. Dopo Lumezzane e Brescia l’ultimo caso è quello di Chiari, dov’è stata annunciata la costituzione di una sezione del movimento “Fascismo e Libertà”, con l’apertura di una sede e la distribuzione di tessere su cui svetta un fascio littorio”.

Lacquaniti, quindi, richiama la costituzione e la legge 645 del 1952 che sanziona chi fa propaganda neofascista. E incalza: “Non permetteremo che questo movimento attecchisca sotto qualsiasi forma nella nostra provincia e si saldi con altre associazioni e movimenti che già operano, in vario modo, anche a livello nazionale. Non si può far passare per libertà di opinione l’intenzione di ricostituire un Partito che cancellò la libertà d’opinione e tutte le altre libertà. (…) Presenterò un’interrogazione parlamentare al Ministro dell’Interno”, conclude il deputato Pd, “perché si faccia piena luce su questi movimenti e, assieme agli esponenti delle forze democratiche locali, chiederò un incontro al Prefetto”.

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  1. Invece siamo liberi con Renzi?!!! È stato Democraticamente votato?!!!!! La libertà è un’utopia! Nemmeno oggi è possibile esprimere il proprio pensiero! La libertà è un’utopia!!!

  2. Non sai cosa dici: sotto il fascismo dopo il tuo commento sarebbero arrivati a farti bere un litro di olio di ricino. O peggio.

  3. Le hanno spiegato che in Italia si vota il Parlamento e non il Presidente del Consiglio? Dalla battuta che fa non ha alcuna idea di cosa siano le istituzioni lei, se lo lasci dire. Altro che fare ironia spiccia.

  4. Con il Mattarellum i partiti hanno scelto i rappresentanti in Parlamento (non si scrive nessun nome e la posizione in lista definisce con pochi margini di dubbio gli eletti rispetto agli esclusi). Con l’Italicum stessa cosa in peggio: nominati in Parlamento con premio di maggioranza mostruoso al partito vincente e Senato composto da eletti da altri cittadini e con altri sitemi elettorali nelle Regioni e nei Comuni con in più…l’immunità Parlamentare. Enorme potere all’Esecutivo (Governo) ed al Presdidente del Consiglio. Ecco, per finire, manca solo la nimna…Gran Consiglio dei Ministri da riounire a Palzzo Venezia.

  5. Quindi i NOSTALGICI come D’ ALEMA, BERSANI, PAOLO CORSINI vanno a braccetto con i VERI FASCISTI ! Forse, fossi in loro, ci penserei anche 100 VOLTE … ma le poltrone sono più importanti evidentemente !!!!!

  6. Eh, già, il NO al referendum va da sinistra a destra, transitando per tutti quelli che ci soo in mezzo, pentastellati compresi. Ed è, malgrado l’apparenza, un segnale evidente di come la cosiddetta riforma costituzionale sia pasticciata, incongrente, ben lontana da risolvere la lentezza degli iter parlamentari e la semplificazione della macchina legislativa nonostante la scomparsa del Senato (fatto da nominati provenienti da altre tornate elettorali) come organo legislativo. E, come se non bastasse, vi è anche un preoccupante accentramento oligarchico del potere affidato all’Esecutivo ed al Premier e soprattutto, con l’Italicum, il supporto “operativo” di un Parlamento di nominati in cui, con più del 15% effettivo dei voti, il partito vincente si assicura il 55% dei seggi a disposizione in spregio alla rappresentanza effettiva del consenso elettorale. Non è un problema di “chi va a braccetto con chi” ma semplicemente di buon senso e realismo quello che porta persone molto diverse per appartenenza politica a votare convintamente per il NO.

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