Legambiente: pasticcio sulla sicurezza, la Brescia-Iseo-Edolo rischia ritardi

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In attesa dei doverosi investimenti in sicurezza, sulla linea ferroviaria Brescia-Iseo-Edolo si rischia di dilatare i tempi delle corse per ottemperare alle nuove normative nazionali. A lanciare l’allarme è il responsabile trasporti di Legambiente Dario Balotta, che “denuncia” come “se si applicassero le restrizioni i tempi di viaggio da Brescia ad Edolo passerebbero da 2 ore a 2.30 mentre da Brescia ad Iseo sarebbero di 10 minuti in più”.

ECCO IL TESTO INTEGRALE DEL COMUNICATO

Svolta nella messa in sicurezza delle ferrovie "ex concesse", protagoniste del drammatico incidente in Puglia dello scorso 12 luglio. Il Ministero delle infrastrutture ha pubblicato il 5 agosto scorso un decreto che fa transitare 41 linee regionali sotto le l’ombrello dell’Agenzia nazionale per la sicurezza ferroviaria (ANSF) da quello dell’USTIF (Uffici Speciali Impianti Fissi ), che comprende le linee delle Ferrovie nord Milano che gestiscono anche la Brescia Iseo Edolo. Ma questa linea sarebbe derogata dalla gestione dell’ANSF che controlla tutti i 16.700 km della Rete ferroviaria italiana del gruppo FS.

In attesa delle tecnologie più complesse verranno definiti gli interventi di mitigazione del rischio da prendere subito come la riduzione di velocità, il doppio personale, attraversamento a vista dei passaggi a livello ecc. L’agenzia monitorerà le società ferroviarie per l’applicazione di queste norme. Ciò che temono i pendolari delle 41 tratte inserite dal provvedimento del cambio di agenzia dalla USTIF all’ANSF è che in attesa degli investimenti per l’adeguamento dei parametri di sicurezza come il ripetitore di segnali a bordo e l’istallazione a terra delle boe interverranno delle misure prudenziali che riducono la velocità massima a 50Km orari sulle linee a binario unico. Ciò significa all’ungare i tempi di viaggio e rendere ancor più disagevoli le già disagiate condizioni di viaggio. Ma è meglio viaggiare lenti ma in sicurezza o in condizioni poco sicure? Per quanto riguarda la Brescia Iseo Edolo c’è da chiedersi come mai investimenti finanziati anni fa non sono ancora stati completati (revisioni dei prezzi da parte delle ditte appaltatrici?) cos’altro? Certo ancora una volta sono i meccanismi di spesa ad essere messi sotto accura. Chi sono i responsabili degli investimenti che ci hanno portato in questa situazione paradossale nel 2016? La situazione di esercizio della tratta che attraversa il Sebino è la seguente.

Una decina di treni nuovi gli Stadlers hanno tutti il ripetitore a bordo e sono collegati alle boe di terra istallate solo sui 27 km tra Brescia ed Iseo. Mentre una dozzina di convogli, le vecchie (40 anni) automotrici 668, sono tutte prive del ripetitore a bordo. Tra Iseo ed Edolo (73KM) l’impianto a terra, che ferma automaticamente i treni in caso di qualunque anomalia deve ancora essere completato. La velocità massima ammessa sulla Brescia Iseo è di 90 km/h, mentre sulla Iseo Edolo è di 60/80km/h. Se si applicassero le restrizioni i tempi di viaggio da Brescia ad Edolo passerebbero da 2 ore a 2.30 mentre da Brescia ad Iseo sarebbero di 10 minuti in più. Quella che dovrebbe diventare la metropolitana ferroviaria di Brescia continua a sorprendere negativamente nonostante gli impegni presi e gli annunci della Regione che ne è il gestore.

Dario Balotta responsabile trasporti legambiente lombardia

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  1. “Continua a sorprendere negativamente”: così viene definita una ferrovia che si è ripresa più che bene dall’oblio vissuto tra gli anni ottanta e la prima metà dei novanta, sulla quale si è investito sia sull’infrastruttura che (soprattutto) sul servizio offerto; dove il bonus mensile per superamento dell’indice di affidabilità per i ritardi è scattato solo due volte da quando questo meccanismo esiste (da circa dieci anni). Ah, nella frenesia di scagliarsi contro le automotrici 668, cui è affidata circa la metà delle corse e tenute in condizioni più che dignitose, si è dimenticato di precisare che 8 esemplari sui 14 attivi furono costruiti tra il 1991 e il 1994, quindi hanno al massimo 25 anni, e che le due unità più anziane sono del 1979 (37 anni). Peraltro sulle motrici in questione è montato il vigilante, che comunque ha funzione di train stop (seppur non collegato allo stato della via a differenza di SSC o SCMT).
    Comunque l’esercizio sulla linea rimane sotto la supervisione dell’Ustif, rispetta le regole dallo stesso stabilite, perché mettere le mani avanti creando allarmismo?

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