Cultura, Del Bono contrattacca: in due anni abbiamo fatto molto, riconoscetelo

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“La strada intrapresa di investimento sulla vera ricchezza di questa città è iniziata. (…) Ogni tanto riconosciamolo”. A scriverlo è il primo cittadino di Brescia Emilio Del Bono, che con un post pubblicato stamane su Facebook risponde a un articolo del Corriere della sera dal titolo “Dopo il sabato dei sei eventi: l’ingorgo dell’effimero”. Nel pezzo, sostanzialmente, l’ex referente del dorso bresciano Massimo Tedeschi accusa la Loggia di aver messo in scena molti eventi collaterali, ma di non aver fatto abbastanza sui “fondamentali”, evidenziando in particolare “un deficit di strutture culturali (Pinacoteca-Castello-Crocera di San Luca) in attesa di futuro”. Parole che non sono andate giù al sindaco, che nel suo lungo post rivendica le diverse azioni messe in campo nell’ultimo triennio proprio sui “fondamentali”.

A QUESTO LINK L’ARTICOLO DEL CORRIERE

http://brescia.corriere.it/notizie/cronaca/16_ottobre_03/dopo-sabato-sei-eventi-l-ingorgo-dell-effimero-4f99db02-8936-11e6-8283-10451de6e209.shtml

DI SEGUITO L’INTERVENTO INTEGRALE DEL SINDACO

Oggi voglio proprio rispondere all’amico Tedeschi che ha scritto l’ennesimo fondo provocatorio. Qualche tempo fa ci spiegava dell’importanza di rivitalizzare la città con iniziative di respiro. E così e’ avvenuto. E non c’è dubbio che Brescia sia ricca di proposte che si vanno sempre più strutturando di anno in anno ( e non in modo effimero). Pensiamo alla festa della musica, alla festa dell’opera, alle X giornate, alla fiera del libro, al festival Supernova e potrei continuare. Dall’altra l’Amministrazione ha iniziato un’opera di riqualificazione del suo Patrimonio a suon di milioni (credo che Tedeschi sappia poco di cosa vuol dire recuperare risorse in conto capitale per investimenti oggi). Per esempio chi ha musealizzato la quarta cella e chi ha messo le risorse per farlo? Questa Amministrazione non Bruno Boni. Chi ha ripulito e riaperto il Teatro romano, chiuso alla fruibilità da quando io facevo le elementari? Chi ha avviato la riqualificazione del mercato dei grani? Chi sta reataurando e restituendo a nuova vita la Pinacoteca? Chi ha sistemato i tetti di Santa Giulia? Chi ha sostituito tutta la cartellonistica monumentale (cartelli e totem) ed ha avviato la pedonalizzazione delle piazze principali? E nel frattempo continua a lavorare su cose concretissime : bonifiche, investimenti sulle scuole e impianti sportivi (dal polivalente al bocciodromo di mompiano, dal nuovo capo di atletica all’eib). E questo in 3 anni. Ma credo non convincerò mai chi non vuole riconoscere ciò che si fa. Chi soprattutto ci chiedeva di tornare alla importante ma carissima ed inevitabilmente effimera stagione di Goldin mentre il patrimonio aveva ed ha bisogno di nuovi investimenti. C’è ancora molto da fare? Moltissimo. Siamo consapevoli di aver solo iniziato. Ma la strada intrapresa di investimento sulla vera ricchezza di questa città è’ iniziata. E costa fatica e grande impegno di molti. Ogni tanto riconosciamolo.

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UN COMMENTO

  1. Mi pare che la vera distinzione evocata da Tedeschi sia tra eventi che generano solo presenze di molte persone ed eventi culturali. Ma anche tra recupero di siti e luoghi che appartengono al patrimonio storico di una città rivitalizzandone la frequentazione e quindi il turismo di passaggio ed inziative che, invece, facciano rifiorire una tradiizione culturale assopita se non addiruttura tristemente spenta a Brescia. Va di certo riconosciuto quindi lo sforzo dell’attuale Amministrazione, ma una cosa è la quantità, altra cosa la qualità di un’offerta che si possa definire a balore aggiunto culturale.

  2. Cultura con la “pasionaria”? Un ossimoro. Tra le iniziative culturali, ci mette anche la Movida? P.S. Sindaco, controlli come scrive: l’italiano è in sofferenza.

  3. Ha ragione Tedeschi, abbiamo assistito ad un guazzabuglio sabato e domenica, questo non è far rivivere la città, è solo caos con un via vai di gente. E il sindaco non citi la festa della musica! Quella non è cultura e non è musica! È unicamente RUMORE allo stato puro. Ne sanno qualcosa i residenti del centro che sono costretti a sopportare rapper che ripetono frasi sconclusionate dalla mattina alla sera. Complimenti per l’esempio che date ai giovani. Con i soldi spesi per gli allacciamenti elettrici date delle borse di studio ai giovani musicisti
    , quelli veri! Manifestazioni del genere vanno fatte allo stadio, non hanno nulla a che vedere con la cultura. Il degrado culturale è visibile anche dalla conduzione della nomina del presidente del CTB…. alcuni dei candidati non brillano certo per background culturale ma pare vada bene così! Meno vali, più in alto sali! ecco come si affossa la cultura.

  4. Nelle osservazioni degli anonimi e anche di alcuni giornalisti mi pare che vi sia confusione o meglio intolleranza fra svago e cultura, come se una persona normale avesse bisogno solo di cultura o addirittura di ‘ alta cultura’ e non mai di svago.Tempo fa avevo osato proporre che le due realtà fossero divise e distinte, con due assessorati o due sezioni separate. Questa distinzione interessa sia gli eventi sia i siti, che per la cultura sono ad esempio i musei, per lo svago ad esempio un parco giochi. Importante mi pare è che le due realtà siano proporzionate, ciascuna abbia un suo spazio, senza che si snobbi il divertimento lo svago il relax rispetto alla cultura nobile, all’arte ad alto livello.È per questo che proponevo di cambiar nome a Brescia Musei quando si diceva che avrebbe dovuto occuparsi di tutto, anche delle attività ludiche in Castello ec… Non vedo, ad es. un personaggio colto e serio come Massimo Minini occuparsi dei giochi della gioventù o di una festa del rock….. Bene lo svago ……Bene arte e cultura

  5. Il problema è che per molti, anzi quasi tutti quelli che si vedono in ciroclazione, andare in un museo è uno svago e solo uno svago. Assistere ad una commedia di prosa ? Uno svago. Un concerto o un’opera lirica, pure uno svago al punto che poco importa cosa venga rappresentato e chi abbia scritto o musicato il tutto e non vado oltre. Domenica scorsa, rappresentazione di Turandot al Grande, qiattro gentili signorine mi hanno perseguitato a destra e a sinistra continuando a mezza voce a chiedersi cosa stesse succedendo in scena. Povero Puccini, non finì il suo capolavoro e si fermò ad una nota di ottavino con la morte di Liù, che coincise anche con la sua. Per le acculturate signorine del Grande poteva fermarsi un po’ prima: bastava e avanzava il “Nessun dorma” di Calaf, tanto lo…svago era già stato assicurato.

  6. Vero che a volte il confine fra cultura e svago è minimo” ,vero che esistono giovani signorine sotto culturalizzate, ma anche vero che i giochi della gioventù, da me citati, non sono cultura, mentre una conferenza di filosofia o un testo di H Hesse non sono svago. Due realtà disinte, in siti diversi la cui programmazione non va confusa. Ottimo sarebbe realizzare una ” agenda della città ” come Bresciacittagrande ha chiesto prima alla Amministrazione Paroli, poi alla odierna. Una programmazione che i cittadini osano conoscere e a cui sia possibile partecipare.

  7. Vero che a volte il confine fra cultura e svago è minimo\” ,vero che esistono giovani signorine sotto culturalizzate, ma anche vero che i giochi della gioventù, da me citati, non sono cultura, mentre una conferenza di filosofia o un testo di H Hesse non sono svago. Due realtà disinte, in siti diversi la cui programmazione non va confusa. Ottimo sarebbe realizzare una \” agenda della città \” come Bresciacittagrande ha chiesto prima alla Amministrazione Paroli, poi alla odierna. Una programmazione che i cittadini possano conoscere e a cui sia possibile partecipare.

  8. Temo di non essermi spiegato. I livelli culturali medi sono talmente scivolati verso il basso nel nostro malandato Paese che eventi indubbiamente configurabili come culturali (un’opera lirica, un concerto, un’esposizione d’arte, una commedia di prosa, una conferenza tematica) sono ormai frequentati prevalentemente da “cacciatori di svago” che nulla sanno, lo ripeto, del contenuto artistico che giustifica la loro presenza in una galleria, in un teatro, in una sala conferenze. Per questo chi programma chiama ormai qualsiasi cosa sempre e solo “evento”: l’importante è che usciate di casa e “facciate numeri per la statistica”, cari concittadini, che sia un concerto di band rock cittadine oppure una dissertazione di filosifia teoretica di Emnanuele Severino. Importante, per i “cacciatori di svago”, è appuntarsi la medaglia presenzialista dell’evento per potersene poi vantare anche se nulla si sapeva prima e men che meno dopo di ciò a cui si è partceipato. Quindi, inevitabilmente, si programma solo la quantità anzichè la qualità, accidenti anzichè sostanza, un fritto misto abbondante e poco costoso per tuttti anzichè pochi piatti ben cucinati e pagati al prezzo giusto. Così gira, ormai.

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