Cgil, Drera nuovo segretario generale della Funzione pubblica di Brescia

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Marco Drera è il nuovo segretario generale della Fp Cgil di Brescia. A eleggerlo oggi – con 70 voti a favore, 1 contrario, 1 bianca e 1 astenuto – l’assemblea generale della categoria. Cinquantasei anni, sposato con due figli, Drera ha lavorato per 18 anni come artigiano nel settore privato. Assunto nel 2000 al Comune di Desenzano, nel 2001 è diventato delegato sindacale e dal 2006 ha iniziato a lavorare in Fp Cgil, prima come funzionario e dal 2010 come segretario organizzativo e con la delega all’Igiene Ambientale. Drera sostituisce Donatella Cagno, segretaria generale della categoria per sei anni e una lunga storia sindacale iniziata all’Inps. «Avendo la possibilità di andare in pensione, sollecito un cambio di fase – ha osservato Donatella Cagno -. Da tempo è in atto un ricambio generazionale nella nostra categoria e, tenendo conto che forse oggi si sta finalmente riaprendo la possibilità di rinnovare i contratti, è bene sollecitare ulteriormente questo processo di rinnovamento interno».

Nel suo intervento in assemblea Marco Drera si è detto più che consapevole delle difficoltà: «Guidare la categoria è un impegno che un po’mi spaventa, per le complessità che questo comporta». La situazione è complicata: il contratto nazionale enti locali e sanità è fermo da sette anni, addirittura dodici se si considera la sola parte normativa. «Dodici anni senza regole contrattuali a cui si sono sostituite norme di legge che ne hanno preso il posto – ha ricordato -, imposte da Brunetta e di fatto condivise dai governi successivi. Il mondo dei servizi pubblici in questi anni è profondamente cambiato senza regole contrattuali, costringendo i territori a navigare a vista». Di qui la necessità di riportare il tema della contrattazione al centro: «Solo in questo modo possiamo ritornare protagonisti credibili di riforme e di rilancio dei servizi pubblici. Dobbiamo ricominciare a scrivere regole che vedono i lavoratori al centro dei progetti di trasformazione e miglioramento non perdendo di vista i nuovi lavoratori».

In segreteria, oltre a Drera, restano Francesca Baruffaldi (Funzioni Centrali e Oraganizzazione), Stefano Ronchi (anità) e Giovanni Amarante (Terzo Settore).

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  1. E potenziare i settori metalmeccanico, commercio, privati in genere, no? No, perchè non fanno tessere, essendo quel mondo del lavoro, un mondo di sfruttamento e di ricatti verso i lavoratori. Quindi, molto meglio difendere che ha già tutele e fare tessere da lì. Altro che questione sociale….

  2. La realtà sta nei numeri, gli ultimi disponibili. I tesserati CGIL sono 2,6 milioni di pensionati e 2,1 milioni di lavoratori con una perdita anno su anno di 700.000 tessere, circa il 12%: giovani e precari non si si iscrivono più ad alcun sindacato.

  3. E, secondo te, perchè non si iscrivono più? Perchè non hanno tutele e difese da un sindacato che è autoreferenziale, vive di rendita sui pensionati che ha stratutelato scaricando sui giovani il costo di pensioni al di sopra di quanto hanno versato. E lui ne approfitta prendendo i soldi sulle situazioni di privilegio che ha creato. Intanto il mondo del lavoro va a pezzi e loro, invece di ricostruirlo con le giuste lotte che in passato dicevano di fare (solo per le tessere), si buttano sul loro futuro: gli stranieri. Questa è la conclusione di decenni di lotte e di false speranze ai lavoratori. Peggio di così…

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