Assemblea Aib alla Beretta. Bonometti: infrastrutture, bisogna fare in fretta

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Le infrastrutture sono un fattore decisivo per la competitività del territorio, tanto più in un momento di crisi. Su aeroporto di Montichiari e Tav bisogna agire in fretta, perché il prezzo dell’immobilismo è più alto del fare le cose sbagliate. E’ stato questo il fil rouge dell’assemblea di Aib, ospitata per la prima volta nella sede della Beretta di Gardone Valtrompia. Un appuntamento che ha visto la presenza di nomi importanti, tra cui il ministro delle Infrastrutture Graziano Del Rio (che ha chiuso i lavori) e il presidente nazionale di Confindustria Vincenzo Boccia

La sessione privata, riservata alle aziende associate, si è aperta alle 13. Alle 15.40, la relazione del presidente Marco Bonometti, a cui è seguita una tavola rotonda, moderata dal giornalista Oscar Giannino, dedicata ai nodi infrastrutturali del territorio, con Enrico Marchi (presidente Gruppo Save), Renato Mazzoncini (ad Ferrovie dello Stato) e Raffaele Tiscar (vice segretario generale della Presidenza del Consiglio dei Ministri).

“Brescia è la provincia italiana più specializzata nell’industria e tra le prime province esportatrici italiane”, ha sottolineato Bonometti dopo aver passato in rassegna la situazione nazionale e le azioni messe in atto dal governo Renzi. “La crescita è la nostra priorità assoluta”, ha quindi incalzato il numero uno di Aib, invocando una riduzione degli ostacoli per le aziende a partire da “una burocrazia lenta e oppressiva, una pressione fiscale inaccettabile e interventi della magistratura in un clima di ribaltamento della presunzione di innocenza”.

Bonometti ha poi affrontato la questione infrastrutture che ricoprono “un ruolo decisivo per lo sviluppo”, evidenziando una classifica da cui emerge che “Brescia è al 41esimo posto per la rete stradale in Italia (ante Brebemi), al 64esimo per le ferrovie e al 49esimo per l’aeroporto”. “Da tre generazioni chiediamo inutilmente che la Valtrompia sia collegata alla città e alla A4”, ha quindi tuonato Bonometti, appellandosi al ministro Del Rio: “Siamo preoccupati, auspichiamo che i cantieri per l’autostrada si aprano e si concludano al più presto, vogliamo i fatti”.

Ancora, il leader di Aib ha sottolineato che “l’aeroporto di Montichiari deve rapidamente giungere alla piena operatività partendo dai cargo” (subito dopo la fine del discorso c’è stata la firma dell’accordo con il fronte veronese Arena, Campana e Marchi), arrivando poi alla questione dell’alta Velocità. “Da 25 anni attendiamo il potenziamento della Milano-Venezia”, ha chiarito, “quando sembrava che fosse stata trovata una soluzione, Roma si è improvvisamente orientata verso il passaggio in città. Noi industriali rimaniamo per la fermata a Montichiari (obiezione a cui Mazzoncini ha risposto spiegando che "la Tav sta in piedi economicamente solo se ferma in città", ndr), ma fate la stazione dove volete: l’importante è che venga realizzato il collegamento con il D’Annunzio, altrimenti lo scalo rimarrà una cattedrale nel deserto”.

Infine la questione della banda larga, in cui emerge il pesante gap di Brescia. Qui, infatti, solo 19,6 per cento delle abitazioni dispone di una connessione a banda ultra larga, una media inferiore a quella italiana e meno che mezza di quella europea (58 per cento).

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  1. bravo Bonometti. Niente burocrazia soprattutto in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro.Basta tasse, tutti sanno che gli evasori sono i lavoratori dipendenti. La magistratura lontano dalle aziende perchè sono un fulgido esempio di legalità e trasparenza finanziaria.Autostra de, alta velocità e aeroporti dappertutto
    fino a far scoppiare il territorio.Questi signori non sanno gestire nemmeno un giornale, vedi il colossale buco di bilancio del Sole 24 ore, e si mettono sempre in cattedra ? Bonometti, ci faccia il piacere di guardare a casa sua

  2. Ci sono molte cose che i privati sanno fare meglio del pubblico. La prima è sicuramente rubare, falsificare, turlupinare i soci d’affari e i clienti. Nel senso comune degli ultimi anni è stata affermata con prepotenza l’idea della superiorità dell’impresa privata, sia sul piano dell’efficienza che su quello dell’etica (salvo eccezioni, seppure particolarmente numerose, come nel caso italiano). Una chiacchiera senza riscontro nella realtà, ma che nessuno è riuscito a fermare, anche perché i megafoni che tematizzano il discorso pubblico sono tutti in mano a “privati”. E per di più a privati che fanno, come core business, tutt’altro mestiere.
    Si può pensare che i privati presi singolarmente siano complessivamente brutta gente, ma una volta che si associano, che “fanno sindacato”, siano costretti se non altro dalla diffidenza reciproca a comportarsi in modo più virtuoso e che quindi, quando predicano al paese quali siano le quattro virtù cardinali e i sette vizi capitali da evitare, indirizzando i governi in un senso e nell’altro, sappiano cosa stanno dicendo e soprattutto facendo. Errore. Sono ladri associati. Anche ai danni dei loro pari grado, imprenditori privati come loro. La verifica si può fare in questi giorni con la vicenda che ha colpito IlSole24Ore, ossia il più prestigioso e letto e ascoltato tra i quotidiani economici italiani, con una credibilità appena un gradino al di sotto del Financial Times. Se siete curiosi, cercate l’articolo a firma di Giorgio Meletti apparso su Il Fatto Quotidiano. Riferisce del dissesto incredibile del gruppo editoriale posseduto e controllato da Confindustria (non da un singolo imprenditore, dunque, ma dalla loro associazione sindacale). Incredibile perché i bilanci ufficiali riferiscono di aumento del venduto e contemporaneamente anche delle perdite. Cosa da far impallidire la più derelitta delle partecipate pubbliche… Una violazione così aperta delle bronzee leggi dell’economia aziendale mette certamente in dubbio la capacità manageriale degli associati di Confindustria (se si fanno guidare da incapaci, significa che non sono migliori di chi hanno scelto). O quantomeno la loro onestà. E dire che questo quotidiano, come tanti altri, raccomanda di votare “sì” al referendum costituzionale per “sbloccare il paese”. Forse perché si sentono già gli schiavettoni ai polsi…
    E non sembra strano che il bubbone sia stato fatto scoppiare da quattro redattori dei giornale. Evidentemente migliori del loro datore di lavoro, come quasi sempre capita in questo paese (ma anche negli altri…). Conclusione: quando vi troverete davanti al prossimo somaro o venduto che vi vuol indottrinare sulla superiorità dei “privati”, seguite l’esempio del comandante partigiano Eros: due dita negli occhi, per aiutarli a vedere meglio…

  3. sbrighiamoci, facciamo le cose in fretta, che così ci guadagniamo, non importa se sono sbagliate tanto sono i soldi dei cittadini, mica i nostri …

  4. Invidia sociale e odio inducono a scrivere commenti paranoici e deliranti, come alcuni sotto riportati. I veterocomunisti vorrebbero un’Italia ridotta in miseria. Mi dicano quanti posti di lavoro hanno creato loro. Forse, più che crearne, li fuggono i posti di lavoro. O no? Esprimo vivo apprezzamento per un imprenditore che crea benessere per tante famiglie.

  5. Tutti quelli che adesso chiedono il metrò in Valtrompia, sono gli stessi che lo hanno osteggiato quando era stato progettato, tanto da indire un referendum per non farlo. Coerenti come al solito.

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