Testa mozzata con minacce di morte al comandante della Forestale di Vobarno

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Brutto episodio intimidatorio a Vobarno, in Valsabbia. Martedì scorso, infatti, il comandante della Forestale, Cesare Scatamacchia è stato minacciato di morte da anonimi con modalità davvero inquietanti. Fuori dal paese, tra le frazioni di Degnagna e di Eno, è stata ritrovata la testa mozzata di una pecora avvolta in un lenzuolo intriso di sangue. Ancora più allarmante il messaggio, che rcitava: Farai la stessa fine, Cesare. A fare la macabra scoperta un passante. Sul caso stanno indagando le forze dell’ordine, che ipotizzano la mano di un bracconiere.

In serata è arrivata la solidarietà dei rappresentanti del Movimento 5 Stelle (Dino Alberti, Tatiana Basilio, Claudio Cominardi, Vito Crimi, Giampietro Maccabiani e Girgis Giorgio Sorial) in Parlamento e in Consiglio regionale. “In seguito al gravissimo atto intimidatorio rivolto al comandante del Corpo Forestale di Vobarno e del quale la stampa locale ha dato notizia in data odierna – si legge in una nota – desideriamo esprimere la più sincera e generosa solidarietà sia nei confronti del comandante Cesare Scatamacchia sia, indirettamente, dei suoi uomini e di tutto il Corpo Forestale bresciano. Solo tre giorni fa, domenica 16 ottobre, alcuni di noi hanno avuto modo di partecipare in incognito alle attività antibracconaggio svolte dal Cfs in collaborazione con gli attivisti del Cabs. Un atto dovuto per conoscere da vicino uno dei fenomeni illegali che – dai reati ambientali all’abusivismo – infettano e danneggiano il territorio bresciano. In attesa di conoscere l’autore e il movente del gesto – conclude il comunicato – ribadiamo la nostra assoluta solidarietà e offriamo la nostra totale disponibilità per condurre, a ogni livello istituzionale, iniziative che permettano al nostro territorio di diventare esempio di legalità e vero motivo di orgoglio”. 

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