Scommesse, Beccalossi contro Tavecchio e Buffon: ipocrita non vedere il dramma

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"A mente fredda e a distanza di giorni dalle prime polemiche, il presidente Tavecchio non arretra di un centimetro. Anzi, trova un fedele alleato nel capitano azzurro Buffon che, nel trattare l’argomento, parla di ipocrisia e bigottismo. Per quanto mi riguarda, respingo al mittente, queste considerazioni e confermo, in maniera forte e chiara, che Regione Lombardia sara’ sempre in prima linea nella cura dei malati di ludopatia e nel contrasto al gioco d’azzardo patologico. Ipocrita, per me, e’ chi non vede quante famiglie si stanno rovinando per colpa di quella che Don Antonio Mazzi, di recente, non ha esitato a definire ‘l’eroina del terzo millennio’".

Lo afferma Viviana Beccalossi, assessore regionale al Territorio, con delega alle problematiche connesse alla ludopatia, commentando la nuova presa di posizione del presidente della Federazione Italiana Giuoco Calcio, Carlo Tavecchio, intervenuto a Milano al ‘Forum Sport e Business’ del Sole 24 Ore, e le parole del capitano azzurro, Gigi Buffon, apparse in un’intervista al ‘Corriere della Sera’, in riferimento alle polemiche per la sponsorizzazione della Nazionale di una societa’ di scommesse.

"Probabilmente Tavecchio e Buffon – aggiunge Viviana Beccalossi – non hanno potuto toccare con mano quante famiglie sono andate e stanno andando in rovina a causa della ludopatia. Gente che non ha la possibilita’ di giocare decine di migliaia di euro ogni volta che ‘gli viene la voglia’, ma che brucia nelle macchinette mangiasoldi o altri in altri giochi d’azzardo l’intero stipendio o pensioni minime".

"Voglio solo ricordare a Tavecchio e Buffon – conclude Viviana Beccalossi – che il fenomeno e’ dilagante. Un recente studio effettuato in Lombardia, cui ha contribuito la Regione, rivela che quasi il 60% dei giovani delle scuole superiori (per la stragrande maggioranza minorenni) ha gia’ provato a giocare e circa il 16% di essi lo fa almeno una volta alla settimana. Il fenomeno, inoltre, coinvolge uno studente su tre gia’ fin dalle medie inferiori. Il tutto, alla faccia dell’ipocrisia e del bigottismo".  

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UN COMMENTO

  1. Parla dal pulpito giusto la Viviana. La sua di scommessa lei l’ha vinta: fare il politico a vita dai 26 anni in poi con stipendio medio mensile netto sui 7.000 euro al mese e pensioncina dietro l’angolo da almeno 5.000. Mica male per un lavoro fatto di parole, parole, parole come cantavano Mina e Alberto Lupo.

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