Lombardia, da oggi 20 guardie armate sui treni della Bergamo-Milano

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E’ partito questa mattina sui 104 treni giornalieri delle tratte Milano-Bergamo via Treviglio e Bergamo-Treviglio il progetto sperimentale "Tratta sicura".

SPERIMENTAZIONE DI UN MESE SENZA ALCUN AUMENTO DEI BIGLIETTI – "Per un mese – ha spiegato l’assessore regionale alle Infrastrutture e Mobilita’, Alessandro Sorte – su queste linee saranno in servizio 20 guardie giurate armate. Saranno impegnate in 9 squadre piu’ una di riserva e riusciranno a coprire il 75 per cento delle corse quotidiane. Allo stesso tempo saranno potenziate anche le squadre anti evasione che accompagneranno le guardie armate. Ricordo anche che non e’ previsto alcun aumento del biglietto per questo progetto sperimentale".

PRIMO TRENO ALLE 5.40, ULTIMO ALLE 23 – Il primo treno in partenza da Milano sul quale effettueranno servizio e’ quello delle 5.40, l’ultimo quello delle 22.10. Il primo treno da Bergamo e’ quello delle 6.02. L’ultimo quello delle 23.

PRIMO PASSO PER ARRIVARE A PIANO CON 300 GUARDIE – Si tratta dunque di un’evoluzione del percorso sperimentale avviato l’anno scorso con i vigilantes. "Se anche questa seconda fase – ha aggiunto Sorte – dara’ i risultati sperati e che chi usa il treno per andare a scuola o al lavoro ci chiede, pensiamo di poter fare ancora di piu’ mettendo in campo, nel prossimo anno, un Piano straordinario per la sicurezza sui treni con l’impiego di circo 250-300 guardie armate".  

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UN COMMENTO

  1. Meno male. Si potrebbe risolvere il 50% dei problemi se si rispettasse la direttiva europea 2013/33/UE che prevede che i richiedenti asilo che rientrano nell’art.8 di questa direttiva devono essere trattenuti in centri appositi e deve essere impedita la libertà di circolazione e se in questi centri non è possibile ospitarli si puo’ collocarli in carcere ma lontano dai carcerati comuni e anche da coloro che non hanno presentato domanda di asilo . Hanno accesso a spazi all’aria aperta, ma non la libertà di circolare a quanto pare tra la gente. Percio’ sembra proprio che coloro che non presentano domanda di asilo non possano stare sugli scogli di Ventimiglia o nei giasrdini di Como indisturbati ma in luoghi ivi compreso il carcere ed espulsi. Ma anche coloro che hanno presentato domanda di asilo e non si conosce nè l’identità nè la nazionalitAà, C’è pericolo di fuga o rappresentano un pericolo per la sicurezza della nazione, anche loro devono stare in luoghi dove deve essere vietata la libera circolazione. Altro che trovarseli per strada, nei parcheggi degli ospedali o dei supermercati, o a fare i lavavetri, tutti mestieri abusivi e mantenuti a spese degli italiani in Hotel. Non sembra che la direttiva europea consenta loro questa libertà. Chi l’avrà scritta questa direttiva visto che nemmeno i nostri rappresentanti europei ne parlano???

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