Postini lavorano a giorni alterni ed è già crisi

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Forse non tutti se ne sono ancora accorti, ma il postino non sono più due volte, anzi ora suona a giorni alterni. La nuova modalità di consegna della posta è stata avviata a Brescia e provincia da una decina di giorni e già si accumulano ritardi e il centro di smistamento è vicino al tilt. In città il numero dei postini è passato da 119 a 87 grazie alla riduzione delle zone di recapito, ma certo non è diminuita la mole di lettere, raccomandate e pacchi da consegnare. 

Anche in provincia la situazione non è più rosea perchè l’alternanza dei portalettere ha forse ridotto i costi ma non ha aumentato l’efficienza di un sistema già noto per non essere sempre affidabile.  

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  1. Non capisco come pensaino di valorizzare l’azienda, migliorare i servizi porterebbe ad essere competitivi con le iniziative private che ormai hanno sorpassato le poste in tutto e per tutto.
    Pensare che in Inghilterra le poste sono un vanto per efficienza, la posta la ocnsegnano due volte al giorno.
    Le poste Italiane sono la personificazione delle inefficienze tipiche Italiane, uno schifo….

  2. Come qualsiasi servizio pubblico, quando è privatizzato non persegue più l’interesse dei cittadini ma esclusivamente il profitto, quindi tutto ciò che non rende abbastanza viene ridotto, tagliato, abbandonato. Vero è che spesso il pubblico non brilla per efficienza, ma questo è un difetto che si può correggere, mentre il privato è costituzionalmente efficiente solo se guadagna. Consegnare una raccomandata (nonostante i prezzi elevati delle spedizioni) evidentemente rende poco, dunque meglio concentrarsi su carte di credito, servizi bancari, commerci assortiti, assicurazioni e i cittadini si arrangino.

  3. Basta mettere un occhio al business plan per capire dove stia andando Poste Italiane sotto la guida di Caio, uomo di porvenienza McKinsey come i suoi compagni di banco Passera, Profumo e Massiah, per citare i più noti. Il bilancio, o meglio la redditività del Gruppo viene innanzitutto dal comparto PosteVita. A seguire ci sono Banco Posta Fondi Sgr, la miriade di servizi in ambito monetica (carte di debito e di credito), del transaction banking e degli strumenti tradizionali di raccolta (libretti e buoni fruttiferi). Il comparto postale tipico, dopo il collocamneto in Borsa, si sta spegnendo pian piano come un lumicino e l’unica attenzione dedicatagli è quella sulla riduzione costanete e continua dei costi. Da un anno vige inoltre il nuovo modello di servizio con tanto di gestori di portafogli clienti: tutto come una banca, appunto…

  4. Insomma, girala in un modo o girala in un altro, il risultato non torna sempre. Forse il problema rimane sempre a monte: uno stato costruito con lo sputo contro la volontà del popolo che porta da 150 anni le conseguenze in termini di scollamento fra istituzioni e stato, proprio perchè non siamo popolo, e ognuno si arrangia come può: dal dipendente che pensa soltanto al suo stipendio e a fare il meno possibile, tanto paga pantalone, al cittadino che, quando privatizzi, non ha il servizio perchè l’azienda, quando acquista l’ente, pensa solo al business.

  5. Oltre alla riduzione delle uscite, si può notare un’altra cosa : anche quando sono in giro i portalettere, le cassette delle lettere restano vuote ! Ho chiesto anche ad altri amici: stessa cosa.
    Io sto aspettando una “Posta 1 – Pro” da 10 giorni (Milano- Brescia)

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