Loggia, e se la maggioranza silenziosa si coalizzasse?

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di Angelo Piovanelli – Si dice che Donald Trump sia arrivato alla conquista della Casa Bianca grazie alla maggioranza silenziosa degli americani, quella maggioranza silenziosa che ha messo a capofitto ogni altisonante pronostico.

Gli effetti di questo inaspettato risultato elettorale saranno tutti da vedere.

Intanto Matteo Renzi, con l’approssimarsi del referendum del 4 dicembre, dice che a far vincere il sì sarà la maggioranza silenziosa degli italiani.

Anche le conseguenze dell’esito referendario (che il 5 dicembre “tutti”, ovviamente, sosterranno di aver vinto) produrranno un ulteriore acutizzarsi dello scontro politico in atto. Del resto sullo sfondo ci sono ormai le scadenze delle elezioni politiche, delle elezioni regionali e, per Brescia, delle comunali.

Con riferimento a queste ultime, la domanda spontanea è: ci sarà anche una maggioranza silenziosa di cittadini bresciani in grado di sovvertire la tesi che ritiene ormai scontata la riconferma dell’attuale sindaco Emilio Del Bono ?

In un mio precedente intervento (@mirko) sostenevo di non vedere, oltre al centrosinistra e al centrodestra, altre coalizioni o partiti in grado di contendersi la guida della Loggia e che movimenti civici “veri” in grado di interpretare scelte di voto “rivoluzionarie” non sono all’orizzonte.

In verità si avvertono alcuni segnali, (n.d.r. Piattaforma Civica e X Brescia Civica) che hanno più il sapore di tentativi di andare oltre ai partiti tradizionali, ma è evidente che per far valere un peso decisivo nell’accattivarsi il difficile consenso di cittadini sfiduciati e, per certi aspetti nauseati, dalla politica delle polemiche e della rissosità, ci vogliono alcuni caratteri veramente distintivi.

Ci vuole una buona dose di coraggio per lasciare il certo per l’incerto. Una certa sfrontatezza nel rifiutare compromessi e logiche di aggregazioni incompatibili pur di fare massa. Ci vuole carattere e determinazione nel fare un programma con temi reali sapendo che c’è un centro storico della città, ci sono le periferie e ci sono i Comuni contermini. Sapendo che ci si deve scontrare con poteri conservatori che privilegiano i rapporti con il sistema consolidato dei partiti. Ci vuole una proposta alternativa, di autentico cambiamento, nel modo di praticare l’impegno politico e istituzionale, sapendo che i bisogni della gente e del mondo del lavoro sono i primi ai quali si deve dare risposta.

In sostanza serve una identità sociale ben definita che configuri autonomia e autorevolezza, capace di generare l’etica della responsabilità e di essere innovativa.

Non può mancare, infine, il leader (il candidato sindaco), che deve avere almeno tre requisiti: l’onestà intellettuale, l’audacia e il carisma in grado di dar corpo ai sentimenti della gente.

Chissà se la partita per la conquista della Loggia potrà vedere una disputa a tre?

Io penso che solo la coalizione (per i solitari c’è solo l’illusione) che abbia coscienza di sé, del proprio ruolo e sappia tradurre ed esprimere l’identità su richiamata possa fissare e raggiungere mete ambiziose. E credo che solo la coalizione che saprà esplicitare quell’identità possa aspirare ad intercettare il consenso di quella maggioranza silenziosa dei bresciani che potrebbe rivelarsi risolutiva per la vittoria finale.

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  1. Bravo Piovanelli: provi a mettere insieme Lei, la Ninì Ferrari, la “pasionaria” Castelletti e il piattaformista Onofri e qualche altro civico di passaggio. Scoprirà subito che la terza strada è una chimera talmente spropositata da far sorridere anche i polli con l’aviaria. Purtroppo, vincerà al ballottaggio il centrosinistra con o senza Del Bono, con o senza una “fenarolata” o “castellata” dell’ultima ora.

  2. Gli unici che potrebbero disturbare Del Bono e il centrosinistra sono i rappresentanti della precedente amministrazione che fanno riferimento ai tradizionali partiti di centro destra. Altre ipotesi sono numericamente impraticabili.

  3. Chi votava destra è rimasto deluso dagli eletti che tutto hanno fatto meno che rappresentarne i valori, il rigore morale, il senso dello stato e le istanze degli italiani meno fortunati.

  4. Il signor Piovanelli è da sempre persona degnissima, ma in politica (almeno del centro destra) va ascritto a quella enorme schiera dei generali senza truppa. Quella grandissima parte di ideologi di movimenti-partiti-as sociazioni senza voti. Anche oggi prova a tratteggiare scenari interessanti ma banali. Che il centro destra sia maggioranza (in potenza almeno) lo scopre tardi. Che qualcuno provi a far dimenticare il passato all’ombra di ingombranti figure vestendosi da CIVICO (senza veri grandi risultati vedasi Castelletti/Fermi Onofri Jr/Onofri Sr) è risaputo da tutti. Quello che Piovanelli non fa è agire fattivamente per trovare tra i papabili quello che realmente ha i numeri per provare a vincere. Indicare i civici è banale e non vincente! Per la semplice ragione che avere un sindaco appartenete ad una civica da 4-5% lo espone a forti tensioni nei futuri gruppi di consiliari di maggioranza (Piovanelli dovrebbe averne buona memoria nell’esperienza Paroli…. o no???). Ben vengano riflessioni libere e sincere, ma come elettore di centro destra mi aspetterei più sforzi alla coesione “naturale” del C-DX piuttosto che la ricerca del candidato alternativo che faccia il miracolo! Il sindaco uscente Del Bono è debole per la scarsità di effetti della sua amministrazione composta da assessori evanescenti politicamente e amministrativamente, il sindaco stesso ha limiti anche caratteriali che lo frenano nei rapporti. La vittoria alle elezioni non è cosa così difficile. Difficile per il centro destra bresciano è trovarsi e rinunciare ai protagonismi ed alla volontà di primeggiare mettendosi al servizio della squadra. Quindi prego signor Piovanelli il suo contributo è prezioso ma lasciamo da parte scenari che non tengono conto dei dati reali. Bergamo lo dimostra, il sindaco Gori non ha vinto perché civico, ha vinto con una maglia politicamente chiarissima con un programma e delle idee che sono giunte chiare e senza troppe “voci” di aspiranti coprotagonisti/antag onisti

  5. L’analisi del precedente intervento è interessante e per certi aspetti condivisibile, però non mi produce le risposte che io, anche con gli interventi provocatori che vado facendo, sto cercando. Da tempo provo ad individuare tra i papabili quello che realmente ha i numeri per “provare” a vincere, ma francamente non ne vedo, perché tutti (come dice lei) sono impegnati con i protagonismi ed a primeggiare. Provi lei a darmi almeno un nome, escludendo quelli che hanno già dimostrato di essere perdenti e che rappresentano la politica del passato; provi lei a trovarne almeno uno che voglia interpretare il profilo di coalizione che io ho tracciato e che si potrebbe distogliere dall’omologazione generale all’appiattimento partitico fatto solo da yes man. Pur con la scarsità dell’attuale amministrazione la vittoria alle elezioni io non la vedo per niente facile. La coesione “naturale” del C-DX fatta solo sui simboli di partito è caduca in partenza. Ci vuole la coesione su un’idea innovativa ed una leadership riconosciuta che però ora non c’è e che non vedo nemmeno in fase di elaborazione. Ci vuole la coesione di idee che spazi oltre quella dei partiti che sono in caduta libera di consenso popolare. Continuo a sentir dire che la maggioranza degli italiani (e bresciani dice lei) è di C-DX, ma intanto a governare l’Italia e Brescia c’è il C-SX. Come si spiega ?? A. Piovanelli

  6. L’analisi del precedente intervento è interessante e per certi aspetti condivisibile, però non mi produce le risposte che io, anche con gli interventi provocatori che vado facendo, sto cercando. Da tempo provo ad individuare tra i papabili quello che realmente ha i numeri per “provare” a vincere, ma francamente non ne vedo, perché tutti (come dice lei) sono impegnati con i protagonismi ed a primeggiare. Provi lei a darmi almeno un nome, escludendo quelli che hanno già dimostrato di essere perdenti e che rappresentano la politica del passato; provi lei a trovarne almeno uno che voglia interpretare il profilo di coalizione che io ho tracciato e che si potrebbe distogliere dall’omologazione generale all’appiattimento partitico fatto solo da yes man. Pur con la scarsità dell’attuale amministrazione la vittoria alle elezioni io non la vedo per niente facile. La coesione “naturale” del C-DX fatta solo sui simboli di partito è caduca in partenza. Ci vuole la coesione su un’idea innovativa ed una leadership riconosciuta che però ora non c’è e che non vedo nemmeno in fase di elaborazione. Ci vuole la coesione di idee che spazi oltre quella dei partiti che sono in caduta libera di consenso popolare. Continuo a sentir dire che la maggioranza degli italiani (e bresciani dice lei) è di C-DX, ma intanto a governare l’Italia e Brescia c’è il C-SX. Come si spiega ?? A. Piovanelli

  7. All’evidenza, Lei Piovanelli brancola nel buio più pesto e cerca risposte che nessuno può darle oggi sul fronte che sta esplorando provocatoriamente, ossia un centrodestra confuso e frammentato in Italia come a Brescia. Non ci sono nè numeri nè persone. E nemmeno un Rolfi-furioso potrebbe calamitare consensi oggi in libertà. Già, perchè se non andiamo errati anche a Brescia il primo partito è comunque quello del non-voto. E poi, basta qualche punticino percentuale in più “di opinione” guadagnato dai pentastellati e i giochi saranno chiusi. Si rassegni, Piovanelli, dedichi le sue capacità ed il suo tempo a qualcos’altro che non sia la tornata elettorale cittadina del 2018.

  8. La sensazione è che la maggioranza silenziosa sia non poco arrabbiata con la guida poltica del Paese in questo momento e che sappia leggere la realtà guardando nel portafoglio a fine mese piuttosto che facendosi abbagliare dai dati dell’ISTAT o dalle elucubrazioni di sociologi e politologi vari. Anche a Brescia gli umori sono parecchio neri, ma crescerà solo il numero degli scontenti che non votano. E quindi Del Bono si berrà un pirlo con Fenaroli e la Castelletti prima del abllottaggio e ci cuccheremo altri cinque anni di cambiali da pagare, noi figli e nipoti, per il Metrobus.

  9. Alle prossime elezioni il centrodestra prenderà una sonora batosta. Il ricordo dell’operato della giunta precedente peserà per anni ancora. Se poi si avrà la malaugurata idea di candidare Rolfi, sarà una catastrofe: lo abbiamo già visto all’opera in qualità di sindaco di fatto e ci è bastato. Probabilmente se ne guarderà bene dal candidarsi, sia per la certezza di perdere, sia per la certezza di perdere… laute prebende. Paroli avrebbe avuto presenza e capacità: a buttato alle ortiche il suo carisma lasciando la città in mano al signore suddetto e a degli assessori ancor più inconcludenti di quelli dell’attuale giunta.
    I 5stelle avranno ottime possibilità solo se riusciranno a scovare un candidato capace di farsi conoscere: per ora nemmeno i consiglieri comunali hanno riconoscibilità. Vinceranno l’astensione e , purtroppo, il candidato piddino, che sia Del Bono o altri (si sa che il candidato dipenderà anche dalla permanenza al potere o meno dei renziani) . Mala tempora currunt!

  10. Il consigliere pentastellato comunale è uno, anzi una: l’avv.Laura Gamba. Che fino ad oggi ha fatto bene e pure tanto con correttezza, competenza e altrettanta determinazione. Tutte cose le riconoscono i compagni di banco all’opposizione, ma anche avversari di maggioranza e Giunta. Altra cosa sono però, come giustamente si osserva, la visibilità e quell’appeeal sugli elettori che derivano dall’ essere un po’più conosciuti e forse anche un po’ più esperti. Per intenderci, a Brescia serve qualcosina in più per risultare autonomamnete affidabili sapendo di non poter contare su coalizioni o aggregazioni varie, dal momento che i pentastellati non fanno alleanze. Al ballottaggio anzichè il centrodestra ? Sarebbe interessante, ma i numeri di partenza sembrano troppo bassi.

  11. Nel panorama politico bresciano molti movimenti e/o partiti si richiamano al civismo almeno nel nome : Scelta civica, Piattaforma civica, Rete civica bresciana, Noi per la civica, Nini Ferrari e Francesco Onofri, ecc Un filo civico collega i vari gruppi. È pensabile far nascere una grande forza Civica, seria e unitaria ?? Ce ne sarebbe un gran bisogno !

  12. Si richiamano tutti al civismo, ma solo nel nome: si è risposto da solo. Lei che è un saggio (di del Bono) faccia un bella tessera del PD e si tolga una volta per tutte il pesiero, quello civico inattuabile a Brescia.

  13. Se entrassi in un partito, di destra o di sinistra, sarei un elemento disgtegante del partito stesso, proprio perché il pensiero libero e ancor più il vero pensiero civico non è comprimibile nel giogo politico, non si trova a proprio agio nel mondo della partitocrazia. L’unico partito in cui ho militato era ” il Polo dei Cittadini ” da me fondato con alcuni amici milanesi….porti pazienza..non sono inquadrabile !!

  14. Guardi che entrerebbe nel PD, che non è nè di destra nè di sinistra e nemmno di centrosinistra o centrodestra. E’ una specie di polo dei cittadini: azz…è proprio il suo partito ! In più potrebbe sempre dire di rappresentare l’ala liberal-civica-progr essista che guarda alle monatrchie del Nord Europa. Tanto ce ne sono giù nove di correnti ufficiali, una in più o una in meno. E poi avrebbe le raccomandazioni autorevoli di Del Bono, di Corsini, di Rebeccchi. Dài non si si lasci sfuggire questa opportunità in articolo nortis.

  15. Ammetto che il non essere inquadrabile in un partito o associazione rende più agili. Ma la difficoltà signor Sandro nella politica sta in questo nel condividere obiettivi e coinvolgere energie per raggiungerli. Lei mi può obiettare che spesso così non è, ed io le do ragione. Ma il fatto che talvolta le cose non funzionino non vuol dire che siano sbagliate ma significa che chi le fa le fa male o in malafede.
    L’essere unici o almeno credere di esserlo troppo spesso viene considerato come un vessillo positivo, mentre lo trovo un fattore sminuente. Si guardi attorno, anche nell’ambito lavorativo. I suoi successi sono da ascrivere solo a lei? Sicuro che i suoi collaboratori non abbiano molti meriti forse più di quelli che lei vuole riconoscere loro?
    Sul civismo poi mi permetta una battuta.. Da anni vedo muoversi queste “civiche” che altro non sono che specchietti per le allodole. Richiamano gli elettori con abiti diversi per poi all’interno della maggioranza (di DX o di SX) uniformarsi al mainstream. Chiediamo ai partiti più forza nel pensiero e nei progetti, questo ci manca da tempo, non facciamoci sviare dal nocciolo della questione!

  16. Non sono l’unico civico, non mi sento unico autore di alcuni successi. Con me, nel mio ambito, si lamentano per la mia eccessiva condivisione. Mi creda, il messaggio civico,( quello onesto e non civetta ) può anche non riuscire a costituire un partito, ma può essere una Proposta, un Pensiero che molti come me ( ad es. il gruppo nazionale Civicrazia) portano avanti, non solo con scritti e discorsi,con conferenze e partecipazioni a Staff politici, ma anche nella quotidianità senza intrupparsi in schieramenti partitocratici.

  17. Praticamente, Belli e i civicratici sono le classiche “voci che chiamano nel deserto”, inascoltati e sparuti, magari da sempre inascoltati e sicuramente sempre più sparuti. Però con le loro proposte e pensieri, che dicono persino aver avuto un qualche successo (!?), possono partecipare serenamente a Staff politici (cioè, poer capirci, inciuciati col PD al governo di Brescia nonchè strenui sostenitori del SI renziano, massacrato ieri al referendum) senza sentirsi affatto intruppati in schieramenti partitici. Incredibile ? Strano ? No, nascosto dietro le quinte, c’è sempre lui: Narciso.

  18. I risultati del referendum di ieri ci fanno annotare che il fermento popolare è forte (alta partecipazione al voto), espressione sì di una protesta, ma anche di una richiesta di radicale cambiamento. E’ il fermento elettorale di una nuova cittadinanza che ha votato in libertà a prescindere dalle indicazioni dei partiti. E’ il civismo che rivendica una politica a “beneficio” della società per favorirne la crescita eliminando le ingiustizie. Un civismo che può essere alternativo al sistema dei partiti che si sono dimenticati della loro funzione mediatrice tra lo Staro e i cittadini e che hanno causato un ciclo degenerativo della politica. Un civismo che può anche essere sinergico alla democrazia dei partiti se questi abbandonano l’autoreferenzialità e un po’ di privilegi. Si può scegliere di ascoltare e dare spazio a questo fermento o mantenersi omologati ad un’ideologia. Io sono per il cambiamento e penso che anche a Brescia ce ne sia bisogno.

  19. Bravo, Piovanell: si aggrega nmentalmente al pensiero pentastellato, dice le stesse cose soprattutto su autorefernzialità, privilegi, lontananza dalle ideologie e altro come la democrazia partecipativa anzichè quella rappresentativa. Peccato che lei sia di destra, provenga dalla destra e sia stato militante ed eletto rappresentante nelle istituzioni della destra berlusconiana (PDL). In buona sostanza, nel terreno pentastellato non la lascerbbero nemmno piantarsi, figurasi crescere. Ultima notiziola curiosa: il 75% dei giovani tra 18 e 34 anni ha votato NO al referendum. Meditate, quello è uno spazio difficile da occupare parlando solo e genricamente di cambiamento: infatti, si sono accorti che si può cambiare anche in peggio…

  20. Interessante il dato dei giovani ! Verrebbe quasi da dedurre che se hanno votato NO, mandando a casa un premier quarantenne, forse è perché si fidano di più delle persone più mature (anagraficamente) ! Meditate ! Angelo Piovanelli

  21. Scusi, Piovanelli, dimenticavamo di dirle che il 70% di quei giovani voterebbe oggi, sondaggi alla mano, per il Movimento Cinque Stelle, che, guarda caso, ha attualmente in pista due leader come Di Battista e Di Maio, più giovani entrambi di Renzi, Boschi e Madìa. Mediti. Piovanelli, e si riposizioni serenamente con il suo ex leader ottantenne, peraltro pregiudicato e sempre più…cinese (orrore: ha venduto il Milan ai comunisti !).

  22. perfetto intervento. Il non inquadrato Sandro è a sua insaputa già chiuso nella scatola… E lo hanno preso all’amo solo facendogli balenare davanti l’esca di essere un saggio del sindaco. Fortuna signor Belli che nel business lei su muove mlto diversamente, per fortuna…

  23. Beh, nel business Belli è il pilota automatico. Poi c’è il primo pilota, il secondo pilota, il tecnico di bordo, le hostess, gli steward, la tecnologia dell’ Airbus A380…Chiaro il parallelo aeronautico ?

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