Broletto, avanti con la Casa dei Comuni di Mottinelli. Referendum permettendo

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Il voto si terrà l’8 gennaio. E in discussione non c’è il presidente Pier Luigi Mottinelli che, secondo quanto stabilisce la legge Del Rio, starà in carica per altri due anni. Ma la composizione del consiglio di amministratori locali che lo sosterrà nell’azione di governo. Che rimarrà finalizzata a fare del Broletto la “casa dei Comuni”.

A fare il punto della situazione ci hanno pensato ieri Mottinelli e la sua squadra, che oggi va dal Partito democratico a Forza Italia in virtù dell’accordo con il partito guidato da Alessandro Mattinzoli, attuale vicepresidente dell’ente. Un patto che ha tenuto (il 90 per cento delle delibere sono arrivate all’unanimità, come ha ricordato Mottinelli), che ha superato le difficoltà di Bilancio (meno 47 milioni da Roma) e che si è tradotto, tra le altre cose, nella costituzione della società Acque bresciane srl, gestore unico del ciclo idrico integrato che l’approvazione – per nulla scontata – dell’assemblea dei sindaci.

Ora la maggioranza dovrà sottoporsi alla revisione del voto (per deleghe) dei Comuni. E alcuni hanno già annunciato l’intenzione di non ricandidarsi. Tra questi Nini Ferrari e Laura Parenza (oltre a Michele Gussago). Mentre Mattinzoli ha rimesso la sua disponibilità nelle mani del partito, pur sottolineando di essere “convinto di non mettere a rischio l’unità del centro destra poiché molti nostri amministratori per due anni hanno trovato in questa Provincia buoni punti di riferimento”.

Ma tra l’attuale assetto del Broletto e i fatti c’è di mezzo il referendum costituzionale di domenica. In caso di vittoria del No, infatti, si tornerebbe alle vecchie Province con l’elezione diretta di consiglieri e presidente.

 

IN ALLEGATO A QUESTO ARTICOLO IL DOCUMENTO DI 40 PAGINE CON QUANTO FATTO DALL’AMMINISTRAZIONE MOTTINELLI TRA IL 2014 E IL 2016 

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UN COMMENTO

  1. Epidemia di renzite acuta. Scusi, sta parlando di quindici anni catastrofici a guida centrodestra di cui dieci a guida “pesante e diretta” di Forza Italia (basterebbero per spararsi i 25 milioni di strumenti derivati rimasti sul groppone dall’era Cavalli). Mattinzoli di che partito è ? Del PD ? Forse il gigante, l’unico vista la situazione pregressa, è Mottiinelli. Ma anche qui ci sarebbe molto da discutere…

  2. Mottinzoli e Mattinelli: sì, non è un errore di battitura. Trattasi di esperimento politico di fusione per incorporazione di Forza Italia nel Partito Democratico. Grandissimi: telefonare subito a Renzi.

  3. Ma chi ha scattato la foto, non si è accorto di quello sfondo che fa apparire la capigliatura di Mottinelli come quella celebre di Einstein ? Oppure lo ha fatto apposta pensando a lui come “genio della politica ” ?

  4. Domanda tecnica: ma se vince il no al referendum, tutto dovrebbe restare come lo è adesso. Compreso il sistema di elezione delle provincie. Allora perchè si afferma che si tornerebbe alle vecchie provincie con l’elezione diretta (magari aggiungerei)?

  5. punti di vista e punti di riferimento sempre piu’ punti di “cose loro”. E’ evidente che la “scocciatura” delle elezioni democratiche previste dalla tanto discussa ed amata Costituzione stanno diventando solo un optional un piccolo impedimento che a questo punto meglio evitare e proseguire con inciuci ed inciucioni di ogni genere e colore!

  6. E basta con questa storia degli inciuci e inciucioni! Le andava bene la modalità di gestione della Provincia vissuta con 10 anni di Cavalli e 5 di Molgora? A un certo punto ci stava il PRESIDENTE (Molgora) che contemporaneamente era parlamentare, sottosegretario e presidente della Provincia. Il suo VICEPRESIDENTE (Romele) che era assessore provinciale e parlamentare. I maggiori disastri ambientali compiuti in Provincia di Brescia si sono vissuti in questi 15 anni e hanno lasciato le conseguenze all’attuale Presidente. Smettiamola di fare gli ipocriti, per favore!

  7. La genialata di ridurre i giorni di scuola per risparmiare, le scuole spesso al freddo con gli studenti che si portano le coperte, la stato delle strade che fanno letteralmente schifo ed il fatto che nella bassa l’erba sia stata tagliata solo a metà novembre è il miglior giudizio su questo ente. Il guaio è che non verrà abolito ma cambierà solo nome….

  8. ecco arrivata puntuale la difesa d’ufficio per la sua cara provincia di inciuciati subito smentita nei giusti “fatti non fatti” elencati dall’intervento che mi precede da “mvb”. Aggiungerei la “grande capacita’” di continuare ad installare autovelox per fare esclusivamente cassa. Prova ne e’ l’ultimo dietrofront sull’ultimo da poco installato. Vogliamo parlare di cave discariche ed inquinamento? Manutenzione strade provinciali? Dai da brava

  9. Vogliamo parlare di cave e discariche e di chi sono le responsabilità ereditate da questa provincia? SOno pronto a un dibattito pubblico dove e con chi volete. Già che ci siete invitate Nicoli Cristiani, Formigoni, Zambetti, Molgora, Romele e Dotti.

  10. Preparatevi tutti: la vittoria del Sì al referendum sarà l’inizio della fine. Scomparse del tutto le province, ridimensionate alla grande le competenze delle regioni, quasi azzerati i trasferimenti ai comuni, lo Stato Centrale sarà saldamente nelle mani dei Renzi-boys e delle Renzi-girls che imperverseranno con una miriade di decreti legge che dovremo digerire senza aver nemmeno il tempo di leggerli. Non ci resterà che aspettare solo che il Governo ed il Premier si trasferiscano a Palazzo Venezia…

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