Le farmacie bresciane per il 2017 guardano all’on line. Senza perdere il contatto con i cittadini

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L’obiettivo per il 2017? Essere più presenti in tutti gli spazi dove stanno i cittadini, cioè anche on line e sui social, formando i farmacisti ad interagire nella maniera più efficace con i nuovi strumenti interattivi. Ma senza perdere d’occhio gli elementi qualificanti della professione: come il contatto umano e la divulgazione di un’informazione corretta di fronte al dilagare delle bufale via web. A dirlo è stata questa mattina la presidente di Federfarma Clara Mottinelli (accompagnata dal segretario Marco Belloni), durante la consueta conferenza stampa di fine anno.

Un’occasione per definire i desiderata per il nuovo anno, ma anche per fare il punto sugli ultimi dodici mesi di lavoro, che ha coinciso con il 70esimo compleanno dell’associazione che raccoglie le farmacie della provincia di Brescia. Tra le questioni principali del 2016 c’è senza dubbio la riforma sanitaria, con l’individuazione del nuovo ruolo della farmacia nel sistema socio-sanitario lombardo. Un partita ancora aperta in cui Federfarma Brescia si sta muovendo con l’obiettivo di “demandare alle farmacie attività un tempo gestite solo a livello centralizzato come la prenotazione di visite ed esami, il programma di screening contro il tumore del colon-retto e la distribuzione di ausili per le malattie croniche” e la speranza che “questa operatività si traduca anche in un riconoscimento economico.

La prospettiva è quella di “qualificare sempre più i farmacisti come consulenti globali della salute, acquisendo valore in particolare per l’attività di ascolto affiancamento e consiglio quotidiano ai pazienti”. E in questa logica si inseriscono le sperimentazioni in atto, che vedono anche la collaborazione dell’Università, come il monitoraggio via sms del rispetto delle terapie da parte dei pazienti, che nella metà dei casi – a un anno da episodi traumatici – tendono ad abbandonare le prescrizioni mediche.

Quanto infine all’ipotesi della liberalizzazione della proprietà delle licenze (oggi in capo a soli farmacisti), il rischio secondo Federfarma è che le multinazionali diventino quasi monopoliste nel mercato e che il sistema delle farmacie vada incontro a nuove difficoltà (in Norvegia di fronte a una svolta simile solo il 15 per cento delle farmacie è rimasto indipendente). Ma la riforma deve ancora arrivare. E in qualsiasi caso, come sottolineato dalla presidente Mottinelli, “noi non potremo affrontare le multinazionali sul loro terreno: dovremo far leva sulle nostre peculiarità e sulla capacità di offrire un servizio di prossimità e di relazione costante con l’utenza”.

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