Metro, Manzoni: il Tar ci ha dato ragione, ora attendiamo la Regione

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“Il provvedimento del Tar conferma la bontà delle richieste che sin dal 2012 l’Amministrazione comunale ha avanzato nei confronti di Regione Lombardia e sancisce espressamente il diritto della metropolitana di Brescia a essere ammessa al riparto delle risorse nazionali e regionali destinate al trasporto pubblico locale”. A dirlo è Federico Manzoni, assessore alla Mobilità e agli Affari Legali del Comune di Brescia.

“Con questa ordinanza – prosegue Manzoni – non è più in discussione il fatto che la metropolitana di Brescia debba essere finanziata nella sua gestione da parte di Regione Lombardia, residuando unicamente di stabilire il quantum di tale finanziamento, previo confronto tra le parti”.

“Regione Lombardia – prosegue Manzoni – non può pertanto continuare nel proprio atteggiamento con il quale ha sin qui ignorato il fabbisogno economico della metropolitana di Brescia e anzi ha l’onere di elaborare in tempi rapidi una proposta di finanziamento, dando applicazione a quei principi (fin qui inattuati) contenuti nella stesse legge regionale di riforma del trasporto pubblico locale”. “Attendiamo pertanto – conclude Manzoni – che la Regione provveda a dare seguito a quanto stabilito nell’ordinanza del Tar, convocando la prescritta Conferenza dei servizi”.

Con un’articolata ordinanza, il Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia – Sezione di Brescia ha accolto in via provvisoria la domanda cautelare del Comune di Brescia avverso i provvedimenti di Regione Lombardia che escludono la metropolitana automatica di Brescia da qualsiasi forma di contribuzione regionale.

L’ordinanza del Tar ha natura propulsiva, in quanto è finalizzata a far ottenere al Comune di Brescia un riesame delle proprie richieste da parte della Regione Lombardia. A tal fine, il Tar stabilisce che la Regione, per il tramite del dirigente responsabile della Struttura Economica e Finanziaria per il Trasporto Pubblico, proceda: a convocare il Comune, Brescia Mobilità nonché l’Agenzia del Tpl per un’apposita conferenza di servizi, la cui prima riunione dovrà tenersi entro 30 giorni da oggi; a elaborare una ipotesi di finanziamento da sottoporre al parere della Conferenza regionale del trasporto pubblico locale; a concludere la procedura entro il 31 marzo 2017, relazionando il Tar sull’attività svolta e sui provvedimenti adottati entro il 10 aprile 2017.

Il Tar Brescia, tuttavia, non si è limitato a stabilire lo stringente cronoprogramma di cui sopra, ma ha compiuto alcune fondamentali osservazioni, smentendo le deboli argomentazioni regionali sul punto e affermando viceversa che “la metropolitana di Brescia, benché entrata in esercizio solo recentemente, ha titolo per partecipare al riparto delle risorse destinate al trasporto pubblico locale”.

A tale riguardo, il Tar ha definito “irrilevante la circostanza che la metropolitana non ricada tra gli affidamenti di servizio storicamente finanziati, in quanto l’art. 17, comma 5, della legge regionale 6/2012 prevede che nella definizione dei parametri di riparto delle risorse regionali si tenga conto anche dell’entrata in servizio di nuove infrastrutture”.

Sempre nella sua ordinanza il Tar evidenzia che non è possibile rinviare il finanziamento della metropolitana “in attesa dell’elaborazione della metodologia statale di individuazione dei costi standard”, in quanto “la Regione può adottare propri criteri per effettuare la valutazione della congruità dei costi delle nuove gestioni, ai fini dell’ammissione immediata al finanziamento”.

Il Tar aggiunge che la metropolitana di Brescia ha altresì diritto a vedersi riconosciuto la valorizzazione economica delle agevolazioni tariffarie definite dalla Regione, in quanto “non vi sono ragioni per non riconoscere il relativo rimborso”.

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  1. Come da prassi, adesso la Regione si appellerà al Consiglio di Stato e poi molto probabilmente il “giro” ricominicia. Le ragioni, normativa e di legge, questa volta sono però tutte dalla parte del Comune di Brescia che bene ha fatto ad adire le vie legali poer vedersi riconosciuta la contribuzione regionale ai costi di gestione dell’infrastruttura. La strada politica, invocata da Rolfi, non era più percorribile da tempo e i 25 milioni d atirare fuori ogni anno per il Metrobus pesano come un macigno sui conti pubblici cittadini.

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