Aeroporti, Balotta: Montichiari fermo senza vantaggi per Verona

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“Con l’arrivo di Save, l’aeroporto di Verona perde il treno dello sviluppo nonostante tenga in stand-by Montichiari”. A dirlo è Dario Balotta, presidente Osservatorio Liberalizzazioni (Onlit), ma anche responsabile regionale di Legambiente Trasporti. Balotta accusa Catullo di aver portato il bilancio in utile “grazie ad un artificio contabile e ai tagli del personale” e definisce “ assai improbabile” il piano di sviluppo annunciato da Save di 66 milioni di euro.

ECCO IL TESTO INTEGRALE DEL COMUNICATO

L’aeroporto Catullo ha potuto chiudere i conti del 2015 in attivo grazie ad un artificio contabile, ricorrendo cioè a poste anticipate e rivisitazione del fondo rischi per un valore di circa 4 milioni di euro messi a bilancio. Non solo, nello stesso bilancio non compaiono le spese per i 140 addetti mandati in cassa integrazione e poi in mobilità. A due anni dal suo ingresso, SAVE non ha realizzato né gli investimenti promessi, né ha sviluppato il business come più volte annunciato. Anzi, si può dire che Verona ha perso il treno dello sviluppo, visto che i tre aeroporti del suo bacino di rifermento (Bergamo, Bologna e Venezia) sono tutti cresciuti con alti tassi di sviluppo. Questo è lo scotto da pagare per non aver voluto fare la gara per la vendita del pacchetto azionario.

A ciò va aggiunto che appare assai improbabile il piano di sviluppo annunciato da Save di 66 milioni di euro, sia perché in contrasto con lo sviluppo dello scalo di Venezia che alla fine anno arriverà al terzo posto per passeggeri nella graduatoria nazionale, superando per la prima volta Linate e Bergamo. Sia perché Save è sotto lo scacco della scalata di Atlantia, la quale – pur ammettendo che vengano decisi nuovi investimenti dai nuovi azionisti – sicuramente non vorrà ereditare un piano industriale elaborato da altri. Resta infine il fatto che l’area del Garda non ha più uno scalo di riferimento e che, nonostante Montichiari sia stato tenuto in stand-by, il Catullo non ne ha tratto alcun vantaggio. In un quadro campanilistico si inquadra la proposta di allungare la pista lunga 3 km di Montichiari visto che già ora può ospitare tutti i maggiori aerei in servizio nel mondo.

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UN COMMENTO

  1. Dobbiamo poi ricordare che i costi di un eventuale piano di sviluppo lo pagheranno i passeggeri, visto che nel Contratto di Programma (sottoscritto tra Catullo SpA e ENAC il 29.11.2016)è previsto un aumento dei costi delle spese di imbarco (definito adeguamento tariffario) e che quindi SAVE spa non andrà ad utilizzare soldi suoi, ma le opere del Piano di Sviluppo saranno pagate dai passeggeri

  2. Verona sta crescendo del 7/8 % ed avrà nuovi voli, già annunciati ed in vendita (madrid, berlino, Norimberga, Amburgo ecc). Allungare la pista di Montichiari pare davvero una scellerata campanilata dei bresciani per un aeroporto inutile CHE ANDREBBE CHIUSO O VENDUTO.
    PS:i catulliani ci raccontano frottole da filò oppure da qualche parte c’è malafede e disonestà intellettuale finalizzata alla disinformazione.

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