Borgo Trento, attentato allo studio del regista accusato di abusi su un minore

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Non un problema dell’impianto di riscaldamento, ma un attentato in piena regola. Anche se forse sfuggito alla mano dell’autore. E’ stata questa l’origine dello scoppio che, nella notte di ieri, ha sventrato una palazzina di Borgo Trento lasciando un buco grande come quello che avrebbe provocato un colpo di mortaio. E se un vecchio camino di pietra non avesse attutito il colpo deviando l’onda d’urto dell’esplosione il bilancio avrebbe potuto essere ben più pesante.

L’obiettivo dell’attentatore, secondo gli investigatori, era il regista Giuseppe Lazzari, che proprio in quella palazzina ha il suo studio. Il 47enne, nei mesi scorsi, era stato coinvolto in una vicenda torbida, con la Procura di Ravenna impegnata in un’indagine su presunti abusi sessuali ai danni di un 11enne che ha fatto da attore in un suo film. L’interessato ha sempre negato ogni addebito, ma per questo si trova agli arresti domiciliari, in un luogo diverso da quello dell’attentato.

A indicare che si è trattato di un attentato il forte odore di benzina presente in loco anche a diverse ore dallo scoppio, così come i segni di effrazione su una porta del palazzo. Secondo la prima ricostruzione l’attentatore si sarebbe introdotto furtivamente per poi innescare l’incendio

“Mi auguro che tutto questo non sia per nulla colle- gato a quanto sta vivendo il mio assistito. Sarebbe clamoroso e gravissimo”, ha commentato l’avvocato di Lazzari, Massimiliano Battagliola, interpellato dal Giornale di Brescia.

Nel frattempo, “fino a cessata necessità” la strada è chiusa al traffico dal civico 52 al 64. Negozi e palazzi sono comunque raggiungibili a piedi, mentre in via Fabio Filzi è stato provvisoriamente istituito il doppio senso di marcia.

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