Davide Vannoni ci riprova con le staminali, questa volta in Georgia

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Davide Vannoni, patron di Stamina e condannato a Torino due anni fa, ci ha riprovato in Georgia. Ma anche qui gli è andata male, per l’intervento ancora una volta della Procura torinese. Dopo la condanna con patteggiamento a un anno e dieci mesi che prevedeva l’impegno a non applicare più infusioni di staminali ritenute non sicure, Vannoni avrebbe trasferito la sua attività in una clinica di Tbilisi. 

Qui, secondo quanto ricostruito dalla Procura italiana, avrebbe continuato a praticare le infusioni con cellule staminali richiamando pazienti dall’Italia a cui venivano chiesti pagamenti pari a 18mila euro per tre infusioni o 27mila euro per cinque. La Procura di Torino avrebbe quindi aperto un’altra inchiesta a carico di Vannoni, questa volta con l’accusa di reclutare pazienti particolarmente bisognosi (si tratta di cure compassionevoli quindi applicate su persone che non hanno altra cura efficace per la propria patologia) sul territorio italiano. Le autorità georgiane, informate dall’Italia di quanto stava accadendo, hanno disposto lo stop immediato alle attività di Vannoni.

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