Bimba morta di meningite, la Regione indaga. L’assessore: col vaccino sarebbe salva

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“Regione Lombardia è vicina al dolore che ha colpito la mamma e tutta la famiglia della bambina di 5 anni deceduta agli Spedali Civili di Brescia per meningite da pneumococco, che ricordo non necessita profilassi per coloro che hanno avuto contatti con il malato”. Con queste parole – in un comunicato stampa arrivato nel pomeriggio dal Pirellone – l’assessore alla Sanità della Regione Lombardia, Giulio Gallera, ha commentato la morte della bimba di 5 anni di Inzino, nel Bresciano, per meningite.

“La diagnosi formulata per la bambina – ha precisato l’esponente della Regione – è di meningoencefalite da pneumococco per la quale Regione Lombardia dal 2012 propone gratuitamente il vaccino anti-pneumococcico. Purtroppo la bambina non è risultata vaccinata contro il batterio pneumococco”. Gallera, quindi, ha riferito nello stesso comunicato che la Regione ha attivato una Commissione di valutazione delle procedure per verificare che “i medici del Civile abbiano messo in atto tutte le procedure e azioni necessarie al fine di diagnosticare il prima possibile la malattia”.

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  1. Cosa aspetta lo Stato italiano al quale paghiamo le tasse per avere in cambio servizi che ci restituisce sempre piu’ all’osso a prevedere tra le vaccinazioni obbligatorie gratuite su tutto il territorio nazionale anche quello della meningite? Sconvolgente il racconto di una mamma martedi’ sera ad Agorà 2017, sentirsi in colpa per non aver vaccinato la figlia, dato che il vaccino non era obbligatorio e nessuno forniva informazioni che potessero portare ad una scelta consapevole. Sulla paura generata da questa meningite presente adesso in Italia questa mamma si sente contenta di questo impazzimento generale che ha generato.

  2. Benissimo l’annuncio del Governo sulla gratuità dei vaccini. Con tutte le tasse che paghiamo per la sanità allo Stato era il minimo che potesse fare, ma ora ne dovrebbe prevedere anche l’obbligatorietà in tutte le Regioni, perchè il principio di uguaglianza di cui all’art. 3 che prevede la pari dignità sociale e l’uguaglianza davanti alla legge dovrebbe portare a riflettere che la sanità in mano alle Regioni con ticket diversi da Regione a Regione e in quelle rosse addirittura in base al reddito e all’ISEE, è quanto di piu’ lesivo del principio di uguaglianza su cui si fonda lo Stato democratico, ci possa essere. La sanità che gli italiani pagano con le loro tasse allo Stato è assurdo che venga trasformata in servizi offerti in modo diverso da Regione a Regione, in base alle capacità anche economiche delle Regioni. Il diritto alla salute in quanto diritto universale dovrebbe invece essere garantito in un servizio uguale per tutti in ogni angolo del Paese. Il titolo V del 2001 è stata una vera catastrofe in tal senso e siamo diventati cittadini trattati in modo diverso da Regione a Regione e da Comune a Comune. Cosa c’è di piu’ lesivo dell’uguaglianza di cui all’art. 3 di questo?

  3. SANITA ROSA? L’Emilia-Romagna al primo posto in Italia per qualità dell’offerta sanitaria e capacità di rispondere ai bisogni di salute della popolazione. Lo certifica la rilevazione del “Meridiano sanità regional index”, elaborata per il secondo anno da “The european house – Ambrosetti” e presentata oggi a Roma.

  4. SANITA ROSSA? L’Emilia-Romagna al primo posto in Italia per qualità dell’offerta sanitaria e capacità di rispondere ai bisogni di salute della popolazione. Lo certifica la rilevazione del “Meridiano sanità regional index”, elaborata per il secondo anno da “The european house – Ambrosetti” e presentata oggi a Roma.

  5. Apprezzabile della Regione Emilia-Romagna se è vero che prevede l’obbligatorietà dei vaccini per i bambini Anche se miei parenti mi dicono che la chiusura di reparti di maternità negli ospedali in provincia fa indignare enormemente chi ci vive perchè mai come adesso quei bambini che tanto accusano gli italiani di non mettere al mondo, nascono per strada e nelle ambulanze per difficoltà nel raggiungere gli ospedali sempre piu’ lontani..Ingiusto però l’aver messo i ticket in base al reddito e la Regione Toscana in base all’ISEE e forse anche la Regione Marche, a differenza di altre Regioni. Servizi e ticket dovrebbero essere offerti a tutti in modo uguale in ogni angolo dello Stato perchè le tasse noi le paghiamo allo Stato e non alle Regioni . Dopo aver letto poi che la Corte Costituzionale ha definito incostituzionale il contributo di solidarietà perchè previsto solo per il settore pubblico e non anche per quello privato è incostituzionale perchè lede il principio di uguaglianza su cui si fonda lo Stato democratico, non puo’ non far pensare che non sia parimenti incostituzionale e lesivo dell’uguaglianza su cui si fonda lo Stato democratico pagare le tasse allo Stato e avere poi una sanità diversa da Regione a Regione o no?

  6. Brava Toscana: e` giusto far pagare ticket piu` alti a chi ha un reddito medio alto e non farli pagare chi e` in difficolta` economica. Mentre e` ingiusto il contrario: far pagare lo stesso ticket farmaceutico a chi ha un reddito familiare di 20.000 euro e chi ne ha uno di 200.000.

  7. Cercherò la sentenza della Corte Costituzionale di molti anni fa che sembra stabilire che non è cosi’. Che la parità di trattamento deve essere prevista senza distinzioni di sesso, razza, religione e condizioni economiche e sociali. Perciò nella salute non dovrebbero valere le condizioni di ricchezza o povertà se l’art. 3 ha ancora un valore!?!

  8. Sono le tasse che vanno pagate in base al reddito e non i servizi. Chi percepisce uno stipendio di 200mila euro pagherà piu’ tasse alla fonte rispetto a chi ne percepisce 20mila e questo è giusto perchè lo prevede la Costituzione. Ciò che non prevede la costituzione è che siano i servizi che vengono già pagati con le tasse in base al reddito vengano poi offerti in modo disuguale e in base al reddito. I servizi vanno offerti in modo uguale per tutti. Sarebbe come dire che autobus o parcheggi o biglietti del treno resi attuabili con le tasse in base al reddito, venissero poi fatti fruire in modo disuguale e in base al reddito.

  9. Infatti non si pagano di piu` i servizi in base al reddito, si pagano di meno se si e` in particolare difficolta`. Le condizioni agevolate di alcuni servizi essenziali vengono concesse a chi e` in temporanea o definitiva condizione di precarieta`, economica o fisica. I normali contribuenti che non rientrano in tali requisiti continuano a pagare il servizio alle tariffe ordinarie, lo stesso importo che pagherebbero anche in assenza delle agevolazioni per i piu` deboli.

  10. Posso dire per età che prima della modifica del titolo V del 2001, tutto era meglio, anche la sanità. Con questa modifica si è introdotta l’anarchia regionale che ha portato i cittadini a pagare piu’ tasse a livello locale senza che poi venissero diminuite a livello nazionale e ad essere trattati in modo diverso da Regione a Regione come se l’art. 3 costituzione che prevede la pari dignità sociale davanti alla legge non esistesse piu’. Particolarmente peggiorata è la sanità, che viene anno dopo anno ridotta sempre piu’ all’osso ed è inconcepibile che il diritto alla salute possa essere condizionato alle capacità economiche delle Regioni anzichè essere lo Stato a garantire che le Regioni lo esercitino in modo uguale per tutti in tutto il Paese. I ticket sanitari che alcune Regioni hanno previsto in base al reddito o all’ISEE vorremmo che stabilisse la Corte Costituzionale se poi sia costituzionale visto che per il contributo di solidarietà ha stabiulito che lo Stato non poteva prevederlo per il settore pubblico e non anche per quello privato!!!

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