Castegnato, i carabinieri chiudono il centro culturale islamico: era adibito a moschea

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Non era un centro culturale e commerciale, ma una moschea. Con questa motivazione i Carabinieri di Ospitaletto hanno messo i sigilli a centro islamico di via Verginelli, a Castegnato. Dopo cinque mesi di indagine, infatti, i militari hanno accertato che l’attività prevalente era quella di preghiera: una destinazione d’uso non autorizzata. Da qui l’ordine di chiudere tutto, contro cui però i gestori del centro hanno già annunciato ricorso.

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UN COMMENTO

  1. Non ho capito che male facevano: istigavano all’odio, reclutavano terroristi, spacciavano droga, avevano religiosi pedofili, corrompevano politici, evadevano le tasse. No ! Pregavano. E allora?

  2. Oh, una cosa intelligente l’AFRICANO l’ha detta: la cristianità è il male. Finiamo un inizio di discorso intelligente: le religioni di potere sono il male!

  3. Cosa pregavano e come pregavano? Perchè se pregavano il Corano e i suoi versetti di odio, non solo questa andrebbe chiusa ma tutte quante. Sarebbe poi doveroso se siamo uno Stato democratico, che fosse la Corte Costituzionale a stabilire i limiti della libertà di religione, perchè cosi’ come esistono dei limiti per tutti i diritti ivi compreso il diritto di parola che non puo’ sconfinare nell’apologia di reato, anche la libertà di religione al contrario di quanto si vuol far credere non puo’ non avere dei limiti, che sono i diritti altrui a non essere definiti infedeli da eliminare. Perchè se dovesse succedere mai che qualche Corte stabilisse essere un diritto quello di definirci infedeli da eliminare, dovremmo poter esercitare il diritto anche noi di non dare piu’ cittadinanza italiana e rispedire tutti a DUBAI che dicono si viva benissimo e tutti adorano gli sceicchi.

  4. Non hanno chiuso il centro perché “recitavano versetti di odio”, ma perché pregavano. Punto. Sparge odio chi accomuna tutti i musulmani ai terroristi, come se fossero la stessa cosa. Sarebbe come considerare tutti i preti pedofili. Non sono musulmano, anzi sono ateo, ma impedire a chiunque l’espressione delle proprie idee e della propria fede va contro i MIEI VALORI di libertà e democrazia.

  5. Appunto hai detto pregavano. Ma pregavano cosa? Perchè se nelle preghiere recitavano il versetto “Gettero’ il terrore nel cuore dei miscredenti, colpiteli tra capo e collo, Non siete certo voi che li avete uccisi è Allah che li ha uccisi” se permetti non è tanto edificante che si consenta una simile preghiera o si insegni nelle Moschee un versetto del genere o no? O pensi invece che la libertà di religione possa arrivare anche a consentire una simile istigazione di odio e morte? Visto che hanno fatto ricorso si spera che la Magistratura questa volta entri nel merito del problema, e che finalmente si interroghi su quali siano i limiti della libertà di religione. Perchè tutte le libertà hanno dei limiti, anche la libertà di parola, e non vedo perchè non debba avere dei limiti la libertà di religione. Versetti simili sono incompatibili con la nostra democrazia, la nostra libertà e i nostri diritti e sarebbe ora che si analizzasse questo problema fino a risolverlo. Poi visto che una sentenza della Corte Costituzionale ha detto che le leggi vivono nell’interpretazione che ne danno gli operatori del diritto, e anche qui ci sarebbe da parlarne, allora la Cassazione ha sentenziato che odiare significa augurare la morte a qualcuno. Qui se c’è qualcuno che augura la morte, oltre all’islamica ISIS , c’è anche questo versetto del Corano che ti ho citato dal quale tutti i musulmani possono leggere, predicare e trarre conclusioni e insegnamento ed è da far tremare!! Aspettiamo la sentenza della Magistratura!!!

  6. Aspettiamo la Magistratura!!! Speriamo bene perchè non so se ho capito bene ma martedi’ sera ad Agorà 2017 l’esperto di giustizia, mi sembra abbia usato un tono un tantino aggressivo nei confronti di un Sindaco leghista di stare attento a non generalizzare perchè non giova alla serenità della città che amministra . Un conto è tener presente il contesto sociale e storico in cui viviamo altro è continuare a riversare degli slogan che non hanno neppure aggancio con la realtà come chi dice ad esempio che i terroristi arrivano coi migranti per cui una sciocchezza di questo tipo è veramente rara da sentire. Che ci possano essere casi isolati in cui questo avviene ed è ancora da accertare in Italia ma non si puo’ generalizzare lanciando od amplificando una xenofobia che non fa bene al nostro Paese, perchè la solidarietà come ha scritto Rodotà non è un sentimento ma è un diritto per chi lo invoca e un dovere per chi lo deve assicurare. Peccato nessuno abbia chiesto a questo esperto di giustizia a quanti dei 500mila sbarcati in Italia negli ultimi 3 anni la Magistratura abbia applicato il reato di clandestinità definito costituzionale dalla sentenza 250/2010 della Corte Costituzionale, perchè se è vero che dei 180mila che sono sbarcati quest’anno solo poco piu’ di 80mila hanno presentato domanda di asilo, gli altri dove sono finiti? E’ stato applicato a questi il reato di clandestinità oppure no? E se no si puo’ sapere perchè? Quanto alla solidarietà umana oltre a Rodotà esiste una sentenza della Corte Costituzionale la 353/1997 che indica che le ragioni della solidarietà umana non possono essere affermate al di fuori di un corretto bilanciamento dei valori in gioco e lo Stato non puo’ abdicare al compito ineludibile di presidiare le proprie frontiere. Le regole stabilite per un corretto flusso migratorio e adeguata accoglienza vanno rispettate e non eluse in quanto sono poste a difesa della collettività nazionale e di coloro che queste regole hanno rispettato. Si farà masi un bilanciamento anche con i nostri diritti e valori oppure si è sensibili sempre e solo dall’altra parte? A questi interrogativi vorremmo finalmente risposte!

  7. Sembra proprio di no. Nelle moschee non si istiga all’odio. Ogni preghiera inizia con: “o signore misericordioso e compassionevole”. Il vero odio e` di quelli come te che lo invocano e lo sputano con la bava alla bocca ogni volta che parlano di islam. E questo e` esattamente cio`che vuole l’ISIS, il quale si trovera` seminata la strada per dire alla moltitudine di islamici pacifici (che detesta): vedete quanto vi odiano? Non vi permettono nemmeno di riunirvi a pregare. Combatteteli, uccideteli, venite con noi”. Grazie a quelli come te prepariamoci al peggio.

  8. Non capisco perché non permettono la costruzione di nuove moschee, con tutte le regole necessarie. Per forza che poi sono costretti a pregare dove possono. Basta con l’odio verso chi é diverso. L’odio porta altro odio.

  9. Se sei quello che ha detto di essere ateo ne sai davvero tante su come si prega nelle moschee. O sei un musulmano.? Se sei un musulmano allora dovresti dire se esiste o non esiste nel Corano quel versetto di odio e morte che indica Getterò il terrore nel cuore dei miscredenti, colpiteli tra capo e collo, non siete certo voi che li avete uccisi è Allah che li ha uccisi? Visto che nelle traduzioni del Corano questo versetto c’è, se sei un musulmano la domanda a cui dovresti rispondere è come ti poni davanti a questo versetto? Lo condividi? Ne prendi le distanze? O è cosi’ straordinario per noi italiani che fino a non tantissimi anni fa non sapevamo nemmeno cosa fosse l’ISLAM porci queste domande, dopo che nessuno sa spiegarci come fare a distinguere chi segue alla lettera il Corano da chi no? Non pensi invece che questa diffidenza nasca proprio dal fatto che nessuno prenda le distanze dal Corano? Poi cosa vuol dire quando non ci sarò piu’, ti pare il modo di esprimerti? Se c’è una cosa certa in questa vita è proprio quella che non siamo eterni, ma si spera ciò non avvenga per mano di chi segue i dettami di una religione.

  10. Non sono il commentatore ateo e nemmeno un musulmano. Come vedi sei come Don Chisciotte della Mancia, il tuo odio ti acceca. Sono semplicemente un bresciano, anzi, una persona che ha un cervello per ragionare. Sono andato a vedermi e a leggermi le preghiere che gli islamici recitano nelle moschee, non ne ho trovata una che istighi all’odio. Punto e basta.

  11. Davvero non mi spiego il tuo fervore a favore dell’ISLAM e la tua ostinazione a difendere un testo, sacro e intoccabile per tutto il mondo moderato e non, che contiene incitament alla violenza ed alla morte in tante sue parti. Se sei davvero un bresciano qualunque, come fai a conoscere l’arabo e a comprendere le loro preghiere? Compra il Corano commentato da Magdi Cristiano Allam e vedrai in copertina il versetto che ti ho appena indicato e che è una palese istigazione all’odio e alla morte. Non fare il finto tonto!!

  12. Leggere il Corano commentato da Magdi Cristiano Allam sarebbe come leggere la Bibbia commentata da Abū Bakr al-Baghdād&#299 ;. Ma dàaaaiii!!!

  13. Non esiste a mio parere persona piu’ credibile di Magdi Cristiano Allam, che ha fatto ciò che è vietato nel mondo islamico ossia cambiare religione!!?? Comunque puoi leggere il Corano allora tradotto da Cherubino Mario Guzzetti a pag. 116 dove questo versetto è a pag, 116 e 117. A pag, 44 è indicato che è prescritta la guerra anche se non vi piace. A pag. 45 C’è la parte che indica … Tuttavia gli uomini sono un gradino piu’ in alto. Il ripudio vi è concesso 2 volte. Non sposate donne idolatre se prima non diventano credenti. E’ meglio una schiava credente che una donna idolatra anche se questa vi piace. Non date in sposa le vostre figlie a uomini idolatri se prima essi non diventano credenti. A pag. 71 C’è scritto che gli uomini hanno autorità sulle donne :::Perciò le donne buone sono obbedienti e hanno cura della propria castità …. Se poi temete che alcune si ribellino ammonitele, lasciatele sole nei loro letti e poi picchiatele. ” Piu’ o meno le traduzioni si equivalgono. Anzi ricordo che quando ho parlato a mio cognato di questo versetto che consente di picchiare le donne mi ha detto allora aveva ragione quel musulmano che viveva nel suo Paese a dirgli che loro sono autorizzati dal Corano a picchiare la moglie ed infatti lui l’aveva picchiata ed aveva fornito questa spiegazione!!! E anche un giovane che ha voluto sposare una musulmana che lavora con miei conoscenti ha dovuto convertirsi all’ISLAM.

  14. Ci sono molti cattolici che si sono convertiti all’ISLAM , anche giornalisti se non sbaglio, peccato se ne guardino bene a commentare questi versetti di odio e morte verso miscredenti e infedeli. Sarebbe interessante sapere che spiegazioni danno loro di questi versetti e come si pongono verso questi versetti, se li condividono, se li rinnegano. Tutti zitti.Sono forse credibili costoro? Potrebbero tradurlo e spiegarlo loro il Corano cosi’ avremmo piu’ punti di vista da mettere a confronto o no?

  15. Il mio non è fervore, è cercare di ragionare e approfondire i problemi, di qualunque natura siano. Fervore significa invece fermarsi al puro tifo, ai sempliciotti discorsi da bar e ai luoghi comuni. Su questo argomento se ne fanno a dismisura di discorsi da bar sport perchè ci si rifiuta di andare oltre nel timore di scoprire qualcosa che darebbe enormenente fastidio facendo crollare i propri castelli in aria. Ci si rifiuta di ragionare, è così e basta. Si scoprirebbe per esempio che a nessun islamico viene chiesto di uccidere, l’unico requisito espressamente richiesto è l’osservanza dei cinque pilastri dell’islam che sono: 1) la testimoninza della fede (come nei 10 comandamenti); 2) la preghiera (5 volte al giorno), ogni preghiera quotidiana inizia ricordando Dio che è “Clemente e Misericordioso”, e finisce con auguri di pace per tutti; 3) supporto ai bisognosi; 4) digiuno nel mese del Ramadam; 5) il pellegrinaggio alla Mecca (una volta nella vita). STOP. Questo non ha alcuna attinenza col terrorismo che è fanatismo e basta, Tutti gli islamici, tranne i terroristi, non hanno alcuna intenzione di mettere in pratica quella parte di assurdi e violenti versetti del Corano che comunque sembra rappresentino una minima parte del testo, che vengono invece enfatizzati dai terroristi che li strumentalizzano per fanatismo o voglia di potere. Così come i cattolici non si sognano minimamente di seguire quelli della Bibbia, sacro testo tuttora interamente in uso nella Chiesa. Quanto a ferocia mi sembra che la Chiesa cattolica non scherzi: “chi morrà non in grazia di Dio (quindi. evidentemente, anche i non cattolici), subirà la CONDANNA ETERNA”. C’è intolleranza assoluta (o sei cattolio o brucerai in eterno) E’ la pena più atroce che esista e non mi sembra sia stata abolita, oltretutto in contrasto con la “bontà e misericordia di Dio” fondamento di tutta la dottrina cristiana. Come si vede, se prese alla lettera, troviamo dele contraddizioni inaccettabili sia nel Corano che nella Bibbia.

  16. La Moschea in questione è stata chiusa perché era travestita da centro culturale per l'insegnamento della lingua italiana ai minori e all'integrazione del paese ecc… Quindi ben gli sta, visto che l'Attivita' era ben diversa da quella dichiarata…e visto che se qualcuno vuole integrarsi basta frequentare il luogo dove si vive senza creare un proprio luogo riservato dove incontrarsi tra stessa gente. Questo non crea integrazione ma coalizione tra simili. Tra l altro un terrorista tra i tanti letti negli ultimi mesi era stato frequentatore di quel posto. Per quel che riguarda la preghiera…chiunque e' libero in ITALIA di esprimere la propria fede e di moschee censite ne hanno già!

  17. Questo e` successo evidentemente proprio a causa dell’ostilita` verso le moschee che sta lievitato giorno dopo giorno in Italia. Questo e`un dato di fatto inequivocabile, non passa giorno che i politici populisti nostrani non sparino contro i luoghi di culto islamici al grido di “basta moschee, chiudiamo le moschee, ecc. Questo ovviamente sta creando apprensione nelle le comunita` islamiche che sono quindi tentate di riunirsi in segreto a pregare in comune come prevede la loro fede. Non e`che si riuniscono tra di loro, entrano nei loro luoghi di culto come fanno i cattolici quando entrano in chiesa. Le moschee non sono club prive’ tanto e` vero che se non hanno un luogo chiuso a disposizione pregano anche all’aperto. L’episodio in questione dimostra che rifiutare loro un legittimo luogo di culto, anche modesto, li costringe a riunirsi in segreto e cio` non va certo nella direzione della sicurezza, ammesso che vi si annidi qualche malintenzionato.

  18. E’ proprio al bar che quel musulmano che viveva dove abita mio cognato, gli raccontava che picchiare la moglie loro lo possono fare perchè lo prescrive il Corano. Mio cognato non ci credeva e quando gli ho detto che invece nel Corano l’ho trovato scritto è rimasto sorpreso ed ha detto che allora aveva ragione Juanin a sostenerlo. Viveva li’ anche un Ingegnere musulmano con la moglie in niqab, ma quando si è accorto che la gente non gradiva questa donna cosi’ coperta e irriconoscibile ha preferito tornare in patria piuttosto che far circolare la moglie a volto scoperto. Comunque il versetto che prevede di picchiare la moglie lo mettono in pratica, perchè dovremmo credere che non siano disposti a mettere in pratica anche altri versetti violenti.? Quando i musulmani hanno detto che ci avrebbero conquistato con l’utero delle loro donne e le nostre leggi, l’ISIS non esisteva ancora, perciò anche ammesso che la maggior parte degli islamici non abbia intenzione di mettere in pratica i versetti che prevedono per noi la morte, però sottometterci con l’utero delle loro donne e le nostre leggi,quello è sicuro che lo metteranno in pratica. Anzi proprio una musulmana che era stata avvertita di rispettare la fila anni fa rispose che fra un po’ avremmo visto noi chi rispettava la fila. Quindi evidentemente questa intenzione di sottometterci esiste. Se poi il Governo approverà lo IUS SOLI, questo avverrà prima che ce ne rendiamo conto.

  19. Il Corano ci dice chiaramente a proposito dell’attitudine da adottare nei confronti delle spose:

    …Comportat evi verso di loro convenientemente. Se provate avversione nei loro confronti, può darsi che abbiate avversione per qualcosa in cui Allah ha riposto un grande bene (Corano IV. An-Nisâ’, 19)

    Il Profeta Muhammad (sallAllahu ‘alayhi waSallam) disse d’altra parte: “Che un credente non abbia dell’avversione per una credente; se detesta in lei un comportamento, che sia soddisfatto di un altro comportamento”

    Il Sublime Corano, evocando i legami intimi tra gli sposi, dice ancora:

    …esse sono una veste per voi e voi siete una veste per loro… (Corano II. Al-Baqara, 187)

    Il Profeta (sallAllahu ‘alayhi waSallam) d’altronde confermò le parole del Compagno Salmân al-Farsî (radiAllahu ‘anhu) che aveva detto ad Abu ad-Dardâ (radiAllahu ‘anhu): “Sappi che Allah ha dei diritti su di te, che il tuo “nafs” (la tua persona) ha dei diritti su di te e che la tua sposa ha dei diritti su di te; allora dà a ciascuno di essi il suo diritto” (gli aveva detto ciò quando, col pretesto di avvicinarsi al suo Signore, Abu ad-Dardâ’ (radiAllahu ‘anhu) aveva trascurato la parte di sua moglie, al punto tale che essa se ne era lamentata dicendo che egli non aveva più desiderio per i beni di questa vita – hadîth riportato da Bukhârî e altri)

    Tale è il tenore dei Testi Sacri dell’Islâm riguardo il comportamento abituale che dovrebbe avere il marito musulmano nei confronti della sua sposa e viceversa.

    A dire il vero, così come l’Islâm responsabilizza l’uomo, responsabilizza anche la donna, essendo noto che entrambi si troveranno in presenza di Allah (subhanaHu waTa’ala) nel Giorno del Giudizio e che entrambi dovranno rendere conto dei loro comportamenti. Perciò, così come l’uomo deve rispettare i diritti che la sua sposa ha su di lui, anche la sua sposa deve osservare i diritti che il marito ha su di lei. Allah (subhanaHu waTa’ala) dice in effetti:

    …Esse hanno diritti equivalenti ai loro doveri, in base alle buone consuetudini… (Corano II. Al-Baqara, 228)

    Così, né l’uomo né la donna sono autorizzati a venire meno ai diritti del loro congiunto. Tale è la regola generale dell’Islâm. E, a questo titolo, l’uomo non ha affatto il diritto di alzare le mani su sua moglie, perché ciò è contrario al comportamento conveniente citato nel Corano.

    Ma, se la moglie si dimostra “Nâshizah” (ribelle) nei confronti del marito, che cosa può fare quest’ultimo, dato che anche lui ha degli obblighi e che ciascuno sarà giudicato secondo le proprie azioni, e non secondo le azioni altrui?… Allah (subhanaHu waTa’ala) dice nel Sublime Corano:

    …Aiutatevi l’un l’altro in carità e pietà e non sostenetevi nel peccato e nella trasgressione… (Corano V. Al-Mâ’ida, 2)

    E il Profeta Muhammad (sallAllahu ‘alayhi waSallam) disse – se l’hadîth è autentico (comunque il principio è valido) – : “Che uno di voi non sia uno che segue (la gente), dicendo: “Sono come gli altri. Se fanno il bene, lo faccio e se fanno il male, lo faccio”. Ma siate indipendenti facendo del bene quando gli altri lo fanno ed evitando il male se essi commettono il male” (riportato da Tirmidhi che l’ha accettato)

    Cosa può dunque fare il marito in questo caso? Venire meno ai suoi doveri?

    Nel versetto 34 della Sûrah 4, Allah (SubhanaHu waTa’ala) esprime chiaramente che il marito non è affatto dispensato dai suoi doveri, che ha sempre un mezzo per correggere questa situazione, ricorrendo alla “maw’idha” (l’esortazione), ma che non ha il diritto né di abbandonare il letto coniugale, né di alzare nemmeno un dito (per picchiare). Il versetto in questione dice infatti:

    …Ammonite quelle di cui temete l’insubordinazione

    Poi, se l’esortazione non dà frutti e la sposa continua ad intestardirsi, allora Allah (Gloria a Lui, l’Altissimo) autorizza lo sposo a venire meno ad uno dei suoi doveri, non condividendo il letto coniugale con lei. Il versetto dice:

    lasciatele sole nei loro letti

    e ciò, come hanno ben compreso i sapienti, dormendo nella stessa camera e non altrove, perché, finché gli sposi sono insieme, le cose potrebbero sistemarsi.

    Allah (subhanaHu waTa’ala) dice a proposito della ‘iddah (periodo di attesa) del talâq (divorzio) che non bisogna mai cacciare la sposa durante questo periodo dal suo domicilio, per la ragione da Lui Stesso data:

    …Tu non sai: forse in questo periodo Allah farà succedere qualcosa (Corano LXV. At-Talâq, 1)

    Il Profeta Muhammad (sallAllahu ‘alayhi waSallam), così come riferisce la Sunnah, aveva già fatto ricorso a questa seconda fase, e ciò per un mese, finché i versetti della Sûrah “Al-Ahzâb” rivolti alle sue spose furono rivelati: essi proponevano loro di scegliere se restare con il Profeta Muhammad (sallAllau ‘alayhi waSallam), correggendo conseguentemente il loro comportamento, oppure optare per il divorzio (per maggiori dettagli su questo episodio rimandiamo al Tafsîr della Sûrah “Al-Ahzâb” (n° XXXIII), versetti 29-29, e al Tafsîr della Sûrah “At-Tahrîm” (n° LXVI)).

    Poi, se – malgrado tutto ciò – questa fase non conduce ad alcuna soluzione, ciò significa che siamo dinanzi ad una situazione molto delicata… In effetti, la rottura (“shiqâq”) non è lontana ed è la donna ad esserne la causa, in questo caso. Cosa fare allora?

    Il versetto prosegue:

    battetele

    Che cosa significa questo testo? Incita a picchiare la sposa o lo consiglia, dato che si tratta di una forma imperativa?… Ebbene, esso non è stato inteso così, e ciò a partire dal contesto stesso nel quale questo passaggio è stato rivelato, dallo stile coranico e dagli ahadîth profetici che trattano l’argomento.

    In effetti, il grande Imâm Tâbi’i (della generazione che seguì quella dei Compagni del Profeta – sallAllahu ‘alayhi waSallam) ‘Atâ (rahimahullah), in grande stima tra i sapienti e famoso interprete del Corano, affermò: “Che egli non la picchi, anche se le dia un ordine e lei non gli ubbidisca”

    L’Imâm Ibn Al-‘Arabî (rahimahullah), grande giudice Malikita, replicò commentando: “Ciò proviene dalla comprensione estremamente profonda di ‘Atâ’!”. Poi, argomentò così come spiegherò in dettaglio più avanti.

    L’Imâm Shafi’i (rahimahullah) disse chiaramente nel “Kitâb Al Umm” (il suo dire è stato ripreso da Fakhr ar-Râzi (rahimahullah) nella sua esegesi, il celebre “Tafsîr Kabîr”): “Il fatto di picchiare è, in questo caso estremo, autorizzato, ma il fatto di non toccarla è la soluzione migliore”

    E malgrado le mie numerose letture, non ho trovato alcun sapiente avente un peso presso gli ulamâ’ musulmani che inciti a battere la propria moglie anche in questo caso estremo.

    Al contrario, ho letto nel “Rûh Al-Ma’âni” di Al-Âlûssi (rahimahullah) e nel “Ahkâmu-l-Qur’ân” di as-Sâbûni (rahimahullah) l’accordo tra i sapienti sul fatto che non picchiare in questo caso sia la soluzione migliore e il migliore esempio.

    In effetti, il Profeta Muhammad (sallAllahu ‘alayhi waSallam) disse: “Il migliore di voi è il migliore nei confronti delle sue spose”.

    In un altro hadîth, disse chiaramente (sallAllahu ‘alayhi waSallam), riguardo al fatto di picchiare la propria sposa in questo caso estremo: “I migliori di voi non picchieranno”.

    E in un altro hadîth è riportato che, quando dei mariti picchiarono le loro spose in questo stesso caso estremo, ed esse andarono a lamentarsi dalle spose del Profeta Muhammad (sallAllahu ‘alayhi waSallam), questi tenne un sermone durante il quale evocò il fatto che numerose donne si erano venute a lamentare dei loro mariti… Disse allora (sallAllahu ‘alayhi waSallam): “Quelli (quei mariti) non sono i migliori di voi” (hadîth autentico riportato da Shâfi’i, Ibn Mâjah e Ibn Hibbân (se ben ricordo) e altri).

    Forse che ciò contraddica il passaggio del Corano in questione? Se si ha una buona padronanza dello stile coranico, si comprenderà molto bene che non vi è alcuna contraddizione. In effetti, ci si trovava già in una fase in cui il semplice fatto di alzare anche solo un dito costituiva un peccato in sé. E siamo passati dal divieto al verbo impiegato alla forma imperativa, che è “idribûhunna – battetele”. Questo utilizzo (della forma verbale) è noto in arabo sotto la denominazione “Al-Amru ba’da-n-nahy” (l’ordine che segue il divieto). Che cosa significa questo genere di impiego (del verbo)?

    Citerò due esempi nel Sublime Corano che permettono chiaramente di comprendere la regola così come lo stile impiegato.

    Il primo riguarda il fatto di cacciare durante il Pellegrinaggio. Il versetto dice chiaramente:

    O voi che credete! Non uccidete la selvaggina se siete in stato di consacrazione (Corano V. Al-Mâ’ida, 95)

    Dopo questo divieto, un versetto rivelato più tardi dice:

    Dopo che vi sarete desacralizzati, cacciate! (Corano V. Al-Mâ’ida, 2)

    Ci troviamo qui in una situazione simile: eravamo in uno stato di divieto. E una volta terminato questo stato, il verbo “istâdû – cacciate” viene impiegato alla forma imperativa. Dovremmo dedurne che si tratti di un ordine o di una raccomandazione e, conseguentemente, appena finito il Pellegrinaggio, dovremmo partire tutti per la caccia?!!

    In ogni caso, nessuno dei sapienti musulmani l’ha compreso in questi termini! D’altronde, nemmeno alcun arabofono lo capirà così. Tutto ciò che si può dedurre da ciò è che durante l’ihrâm (lo stato di sacralizzazione) la caccia è vietata, e alla fine di questo stato non lo è più, ossia: nel caso in cui si vada a caccia dopo la fine dell’ihrâm, non si commette più peccato.

    Un secondo esempio è dato nella Sûrah “Al-Jumu’a” riguardo alla preghiera del venerdì. Il versetto dice:

    … quando viene fatto l’annuncio per l’orazione del Venerdì, accorrete al ricordo di Allah e lasciate ogni traffico… (Corano LXII. Al-Jumu’a, 9)

    Ciò significa che durante questo periodo il musulmano è obbligato a non compiere alcun commercio e a rispondere all’appello alla preghiera. Poi, abbiamo il versetto seguente:

    Quando poi l’orazione è conclusa, spargetevi sulla terra in cerca della grazia di Allah (Corano LXII. Al-Jumu’a, 10) (con l’espressione “la grazia di Allah” si intende qui la ricerca dei beni materiali necessari alla sussistenza umana)

    Cosa bisogna capire allora dall’espressione “intashirû fi-l-ard –spargetevi sulla terra”? E’ forse un ordine o una raccomandazione? E colui che volesse rimanere in moschea ad invocare il suo Signore dopo la preghiera del Venerdì commetterebbe forse un peccato o qualcosa di sconsigliato?! Assolutamente no! Invece ci troviamo di nuovo in una situazione in cui una cosa era proibita per un periodo (il momento della preghiera), poi il verbo alla forma imperativa spiega che questo divieto è rimosso (dopo la fine della preghiera). Niente di più.

    Lo stesso possiamo dire riguardo al versetto che trattiamo qui, a proposito dell’imperativo “idribûhunna – battetele”. Se noi lo analizziamo nel contesto, una volta di più, ci accorgiamo che si tratta di un imperativo che è stato utilizzato dopo tutta una serie di divieti. Ma c’è qualcosa di ancora più importante ancora… Subito dopo questo verbo alla forma imperativa, Allah (subhanaHu waTa’ala) dice:

    Se poi vi obbediscono, non fate più nulla contro di esse. Allah è altissimo, grande

    Che cosa significano le parole “Allah è altissimo, grande” che vengono dopo “non fate più nulla contro di esse”?

    Ciò significa che, se voi usate la vostra forza trasgredendo i limiti e picchiate quando non sussista più la ragione per la quale il fatto di picchiare era stato autorizzato, sappiate che, così come voi siete più forti fisicamente di vostra moglie, Allah (subhanaHu waTa’ala) è ben più Grande di voi… Ciò che voi potete fare alla vostra sposa, Allah (subhanaHu waTa’ala) può farvelo molto di più; e Allah è “Aliy – Alto”: ciò vi ricorda che voi dovreste elevarvi contro questo genere di comportamento. Dunque, riassumendo, si tratta qui di un momento in cui “l’immunità” della donna (se possiamo esprimerci così) è momentaneamente sospesa, senza tuttavia che il fatto di batterla sia né consigliato né raccomandato. Al contrario, il migliore esempio rimane quello del Profeta Muhammad (sallAllahu ‘alayhi waSallam), come abbiamo citato prima.

    Ora, in cosa consiste questa “sospensione dell’immunità” e che cosa significa “battere, picchiare” qui? E’ un gesto che, senza alcun dubbio, ha una conseguenza importante sulla psicologia della donna o si tratta di un atto veramente fisico? Qual è veramente il suo limite?

    E’ in questo contesto che bisogna leggere i pareri dei giuristi (fuqahâ) sulla questione. Quando il Compagno Ibn ‘Abbâs (radiAllahu ‘anhu) fu interrogato sul senso di “battere”, rispose: “bi-s-siwâki wa-n-nahwih” (“Con il siwâk (bastoncino cura-denti della grandezza di una matita) e ciò che è dello stesso genere”).

    La risposta di Ibn ‘Abbbâs (radiAllahu ‘anhu) consiste nello spiegare ciò che significa “battere” nel contesto: è chiaro che non si tratta di fare male fisicamente. In effetti, ciò che è autorizzato dal versetto, è l’impatto stesso del gesto e non la forza di quest’ultimo.

    E’ per questo che i sapienti dicono che, se il colpo lasci la minima traccia, si impone il taglione. E non è certamente il colpetto con una matita che rischi di lasciare una qualsiasi traccia, se non una traccia piuttosto morale. E malgrado tutto, ciò è lontano dall’essere consigliato; tutto al contrario, come abbiamo visto…

    Ecco spiegati i testi relativi all’argomento. Ho impiegato del tempo a dettagliare la questione, vista tutta la confusione sparsa a destra e a sinistra sull’argomento.

  20. A parte che io non odio nessuno,apro solo gli occhi e mi documento sottolineando ciò che non è chiaro e ritengo incompatibile, invece l’odio semmai è al contrario. Evidentemente al musulmano Juanin che viveva dove vive mio cognato non è stato spiegato come intendi tu il Corano se sosteneva al contrario che glielo consentiva proprio il Corano di picchiare la moglie e lo faceva regolarmente. Comunque da tutto il papiro che hai scritto emerge sempre evidente una discriminazione che è l’uomo che è superiore alla donna ed è l’uomo che puo’ eventualmente picchiarla, cosi’ come è l’uomo che puo’ avere fino a 4 mogli e non il contrario. E questo è incompatibile con i diritti che si sono raggiunti nella nostra civiltà. Qualcuno ha scritto addirittura che in Italia vivono regolarmente famiglie poligame, anzi coi barconi in TV ci avevano persino detto che arrivava una di queste famiglie poligame con tanti figli a carico. Abbiamo il diritto di chiederci come possa essere consentito se questo è contrario alle nostre regole oppure dobbiamo sottometterci oltre ai discriminatori burqa anche alla discriminatoria poligamia cosi’ come alla discriminatoria libertà di circolazione che si lascia ai clandestini e ai richiedenti asilo che come abbiamo visto , tra loro entrano con estrema facilità anche terroristi e jhadisti furbi di ogni genere che anzichè essere trattenuti senza libertà di circolazione scorazzano felici e prepotenti tra la gente limitando la libertà delle persone che sempre piu’ si chiudono in casa?

  21. La sottomissione della donna all’uomo e` ribadita solennemente nella Bibbia. Gli apostoli Paolo e Pietro ripropongono la divisione dei ruoli anche nel Nuovo Testamento: 1Corinzi 11:3: “Ma voglio che sappiate che il capo di ogni uomo è Cristo, che il capo della donna è l’uomo, e che il capo di Cristo è Dio”.  1Corinzi 14:34: “Come si fa in tutte le chiese dei santi, le donne tacciano nelle assemblee, perché non è loro permesso di parlare; stiano sottomesse, come dice anche la legge”.  Colossesi 3:18: “Mogli, siate sottomesse ai vostri mariti, come si conviene nel Signore”.  1Timoteo 2:11,12: “La donna impari in silenzio con ogni sottomissione. Poiché non permetto alla donna d’insegnare, né di usare autorità sul marito, ma stia in silenzio”.  Efesini 5:22,23: “Mogli, siate sottomesse ai vostri mariti, come al Signore; il marito infatti è capo della moglie, come anche Cristo è capo della chiesa, lui, che è il Salvatore del corpo”. Le donne italiane fino al 1945 non avevano diritto al voto.

  22. Mi fai venire in mene una domenica da mia suocera che viveva in campagna e c’erano diversi marocchini che passavano la domenica a vendere biancheria, ebbene uno di questi marocchino disse che si era accorto che qui in Italia erano le donne a gestire la famiglia, ad avere la cassa. Qui comandano le donne !!! In tono sorridente. Inutile parlare di Bibbia e di quello che contiene e che sono secoli che ormai non si segue. La costituzione che prevede l’uguaglianza ha poi spazzato a poco a poco quelle poche regole rimaste e che privilegiavano gli uomini rispetto alle donne!!! Ho notato poi che nel corano c’è un versetto abrogato, cominciate anche voi ad abrogare quei versetti incompatibili con la nostra democrazia se volete essere credibili e creduti solo cosi’ ci si potrà fidare di voi, altrimenti resterà sempre il dubbio che piu’ che integrarvi la vostra volontà rimanga quella una volta raggiunta la maggioranza di voler eliminare la nostra costituzione e democrazia per sostituirla con la vostra teocrazia e sharia.

  23. Paura degli islamici? No, io ho più paura degli italiani. Gli islamici non uccidono le mogli, gli italiani invece sì, e lo fanno ogni giorno per 365 iorni all’anno, se non sono le mogli sono le fidanzate o le ex fidanzate, quando non uccidono anche i figli. Oggi per esempio a Milano un italiano ha ucciso la moglie con 23 coltellate. Domani ce ne sarà un altro. Aggiornati.

  24. Sul fatto che si uccidano mogli e fidanzate che si getta acido, usanza questa imparata molto presto da Paesi esteri, se non erro è usata in Pakistan o Bangladesh, hai ragione, è un vero orrore. Andrebbe ripristinato l’ergastolo per costoro ed invece se la caveranno con pochi anni, dopo aver rovinato la vita a se stessi e agli altri. Non capisco se siano tutti drogati marci, visto che la droga fa morire le cellule nel cervello, ma una cosa è certa non lo fanno per ordine e in nome di Dio..Con la presenza dell’ISLAM comunque abbiamo importato anche il rischio di ulteriori omicidi orribili visto che dai giornali stamattina emergeva che vogliono insanguinare l’Europa. Anche noi abbiamo avuto il Kamikaze che si è fatto saltare davanti a una caserma a Milano e speriamo che sia finita li’.

  25. E avanti a generalizzare: per l’ennesima volta sono costretto a ripetere che chi vuole insanguinare l’Europa non sono gli islamici, sono i terroristi dell’ISIS, che arbitrariamente e illegittimamente si richiamano all’ISLAM ma che nella realtà odiano gli islamici (vedi attacchi alle moschee, ecc.) e sono semplicemente animati dalla pura FOLLIA. Mentre gli islamici non insanguinano nulla, non seguono i famosi anacronisti versetti (così come i cattolici non seguono quelli della Bibbia), sono pacifici e non uccidono le mogli e i figli, come invece fanno gli italiani (generalizzazione per generalizzazione).

  26. Nel mondo occidentale la donna ha lottato per secoli per raggiungere la libertà e l’indipendenza dall’uomo e per acquisire pari dignità. Nel mondo islamico la donna è invece costretta a vivere in totale schiavitù dall’uomo, dalla nascita alla morte, da sempre e per sempre, perchè cosi’ vuole il Corano. E dunque laddove la donna vive in sottomissione all’uomo cadono tutti i motivi di violenza contro di lei. Quando mogli e figlie tentano però di avvicinarsi agli usi e soprattutto ai costumi occidentali frequentemente vengono uccise.

  27. E’ vero, ma come tu stesso dici, da noi le donne hanno dovuto lottare per secoli per emergere dalla totale sottomissione e anche adesso il maschilismo è ancora imperante. Tanto per fare un esempio, Il maschio che tradisce è un grande, la femmina che tradisce è una tr.ia. La donna che raggiunge un livello importante nella società suscita ancora fastidio, tende a venire ironizzata e spesso derisa e insultata (vedi in politica). Nella maggior parte delle famiglie ricopre ancora il ruolo di cameriera tuttofare (anche se lavora), con il consorte che legge beatamente il giornale in poltrona. I tanti femminicidi che vengono perpetrati ogni giorno in Italia sono frutto di questa mentalità ancora piuttosto radicata: la donna non si perdona, stia zitta e si occupi delle faccende domestiche (quante volte abbiamo sentito queste frasi?). Il fatto stesso che fino al 1945 la donna fosse esclusa dal voto è significativo. Da noi da pochi anni la donna è faticosamernte uscita dall’inferiorità civile. Gli islamici hanno ancora parecchia strada da fare. Ma con questo discorso il terrorismo non c’entra nulla.

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