Diocesi, il vescovo Monari pronto alle dimissioni. Il mio rammarico? La questione femminile

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Il vescovo di Brescia è pronto a lasciare. Il 28 marzo, infatti, Luciano Monari – originario di Sassuolo – compirà 75 anni e, nel rispetto delle norme canoniche, lascerà la diocesi di Brescia dopo circa dieci anni di onorato servizio alla guida di una delle diocesi più importanti d’Italia. In una lunga intervista rilasciata al Giornale di Brescia, Monari sottolinea la vicinanza a papa Francesco (al “suo atteggiamento, diciamo così, sciolto nell’affrontare i problemi: prima la Chiesa appariva un po’ ingessata”), invoca un cambio di atteggiamento generale sulla questione profughi e indica come rammarico principale il fatto di non aver lavorato abbastanza sul tema delle donne nella Chiesa, sul loro ruolo nella Chiesa.

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  1. Non vediamo l’ora che se ne vada… L’intervista poi del Giornale di Brescia bisognerebbe leggerla con i contenuti al contrario per capire com’è questo vescovo e i tanti problemi che ha creato a causa della sua incapacità e immaturità. E infatti lo dimostra nel pensare di aver avuto un atteggiamento “sciolto” nell’affrontare i problemi. Sì, sciolto nel senso di non affrontarli e non sentirli suoi, facendo degenerare tutto. E questo anche a detta di molti preti che non lo stimano affatto. Quanto alle donne, il suo è stato il classico atteggiamento del prete maschilista che nemmeno le ascolta, oltre a non considerarle… Sulla vicinanza a papa Francesco però ci siamo: entrambi occupano gli spazi di televisioni e giornali per dimostrare, a parole soltanto s’intende, la loro vicinanza ai problemi della gente e ad apparire “simpatici”, oggi va di moda così. Meglio che se ne vada quindi…

  2. Lasci il tanto onorato vescovo, che siano gli altri, a tirare le somme del suo “onorato” servizio: buona parte dei preti bresciani che non lo ascoltano e nemmeno vanno alle sue riunioni, disordine e disorganizzazione in curia, deficit in numerose parrocchie mai sorvegliate, nomine di parroci senza conoscerli, totale sordità alle numerose sollecitazioni di fedeli e laici che sono incappati in situazioni che definire spiacevoli è un eufemismo, assuluta mancanza di autorevolezza, incapacità di capire i problemi creati nelle varie parrocchie con valido solo il principio che il prete che sbaglia ha sempre e comunque ragione perchè io, vescovo, non approfondisco e non ricerco la verità; assoluta indisponenza verso quei pochi preti che invece vogliono vederci chiaro e tirare fuori il marcio; considerazione nulla verso le donne. Mi pare che ce ne siano fin troppe di ragioni per dire che non è stato un servizio “onorato”. Ma tanto, essendo monarchi assoluti e mantenuti dallo stato italiano, nessuno li muove, perciò non ha senso dare un servizio alla collettività…

  3. Come diceva lo zio di Napoleone, cardinale: non riuscirà nessuno a distruggere la chiesa e i preti, nemmeno tu, caro Napoleone, perchè non ci sono mai riusciti gli stessi preti. Quando però apprendo che ci sono preti della nostra diocesi che radono al suolo simboli della cristianità come le santelle, mi rendo sempre più conto che forse oggi vale il principio contrario. Dai che avanti di questo passo riuscirete a distruggere la vostra amata chiesa…. Altro che musulmani che attaccano i simboli della cristianità: ci pensa lo stesso clero, con il buon monari che naturalmente non dice e non fa nulla!

  4. Questi non distruggono la chiesa, che sarà sempre più ricca, ma distruggono noi e le nostre tradizioni. Bisogna assolutamente togliere l’8 per mille perchè questi, alleati ai musulmani, ci vogliono ancora sottomettere.

  5. Vero. Infatti sia la chiesa che i musulmani combattono la modernità, il laicismo, il diritto di scegliere consapevolmente e non costretti dalla miseria, dal potere, dalla violenza e dalle convenzioni. Loro gli uomini li vogliono sottomessi, altrimenti, se sono affrancati da questi gioghi, loro non sono credibili e spariscono. Infatti attaccano i luoghi laici, non quelli di culto. A parte il fatto che quelli di culto ci pensano già i preti a distruggerli! Quanto oscurantismo e quanta disonestà regna ancora nelle religioni di potere….

  6. Il vescovo se la canta e se la gira come gli pare, peggio dei politici che almeno sono votati. Loro, il clero, no. E sono mantenuti da noi, e questi soldi vanno a scapito delle nostre scuole, degli ospedali, degli anziani, dei disoccupati, dei terremotati….

  7. Anche loro, come la cgil, hanno bisogno di utenza per poter sopravvivere, perciò, hanno bisogno di stranieri che non contestano quello che fanno, che non li criticano, che gli dicono “bravi”. Quando anche gli stranieri si affrancheranno, perchè comunque rimarranno musulmani, allora la chiesa userà i suoi soldi. Soldi estorti a noi cittadini con la truffa dell’8 per mille. Avanti quindi con le opere di misericordia!

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