Adro, dopo le condanne la parola ora passa al prefetto

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POLITICA A BRESCIA - Danilo Oscar Lancini (ex sindaco Adro) - diritti Andrea Tortelli
POLITICA A BRESCIA - Danilo Oscar Lancini (ex sindaco Adro) - diritti Andrea Tortelli

Le amministrazioni comunali bresciane danno lavoro extra alla prefetto Valerio Valenti, costretto a confrontarsi con questioni che mettono in gioco la permanenza in carica di assessori e sindaci. Per questo è stato sospeso dalla carica il sindaco di Gavardo Emanuele Vezzola e restano da capire gli sviluppi della vicenda circa i presunti debiti di alcuni amministratori nei confronti del proprio comune a Rovato (un caso che sta diventando politicamente sempre più scottante).

Ma l’ultima vicenda è quella di Adro, con la sentenza che ha portato alla condanna dell’ex sindaco leghista Danilo Oscar Lancini (3 anni) e di altre otto persone tra cui l’attuale sindaco di Adro Paolo Rosa (1 anno), l’attuale assessore ai Lavori pubblici Lorenzo Antonelli (1 anno e sei mesi), il suo predecessore Giovanna Frusca (oggi al Bilancio, 2 anni) e l’ex responsabile dell’area tecnica condannato a tre anni. Per tutti, a vario titolo, l’accusa era quella di non aver proceduto secondo legge negli appalti per la realizzazione dell’area feste di Adro.

Ora anche l’amministrazione in carica rischia provvedimenti pesanti. E sarà il prefetto a dover decidere se i reati contestati agli amministratori rientrino tra quelli che secondo legge Severino prevedono l’interdizione dai pubblici uffici.

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