Telecamere nelle Rsa, la Regione stanzia 3 milioni. Rolfi: tutela per pazienti e lavoratori

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Videosorveglianza
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 Telecamere di videosorveglianza nelle case di riposo per prevenire furti e maltrattamenti a danno delle persone anziane. Lo prevede il progetto di legge di cui è relatrice Elisabetta Fatuzzo (Pensionati), approvato oggi in Commissione Sanità, dopo essere stato sottoscritto anche da tutti gli altri capigruppo di maggioranza: hanno votato a favore anche Partito Democratico e Patto Civico, astenuti i rappresentanti del M5Stelle. Il progetto di legge prende spunto dalla necessità di contrastare gli episodi a danno delle persone ospitate nelle Residenze Sanitarie e Assistenziali lombarde, sempre più frequenti negli ultimi mesi e puntualmente denunciati alle autorità giudiziarie.

Vogliamo garantire la sicurezza dei nostri anziani e disabili, vittime troppo spesso di maltrattamenti e abusi all’interno delle strutture, riportati e testimoniati anche nelle pagine di cronaca e nei servizi televisivi di alcuni organi di informazione regionali: con questo provvedimento diamo attuazione concreta alla volontà di tutelare meglio gli ospiti di queste strutture e diamo maggiori rassicurazioni anche ai loro familiari” ha detto la relatrice Elisabetta Fatuzzo, illustrando il provvedimento in Commissione. A tutela della privacy, le immagini raccolte saranno criptate e l’accesso alle registrazioni sarà possibile solo su autorizzazione dell’Autorità giudiziaria competente, in caso di avviso e notizia di reato. L’installazione delle telecamere non sarà obbligatoria: le case di riposo che decideranno di farvi ricorso, potranno contare su un budget complessivo di tre milioni di euro messo a disposizione dalla Regione per ciascun anno del triennio 2017-2018-2019. Non ci saranno invece incentivi premianti ai fini dell’accreditamento, previsti invece nella prima versione del testo. I criteri e le modalità per l’assegnazione dei fondi saranno stabiliti dalla Giunta regionale con un apposito regolamento che sarà predisposto entro 90 giorni dall’approvazione della legge. Per installare le telecamere e i circuiti di videosorveglianza sarà in ogni caso necessaria l’autorizzazione dei sindacati interni e potranno essere posizionate solo nelle cosiddette aree comuni (corridoi, sale d’attesa, etc…). L’elenco delle Residenze Sanitarie Assistenziali che si doteranno di sistemi di videosorveglianza sarà pubblicato con evidenza sul sito della Giunta regionale.

La Lombardia è la prima regione in Italia ad approvare una legge sulla videosorveglianza nelle case di riposo con il chiaro intento di garantire la qualità e la sicurezza dell’assistenza –ha sottolineato il Presidente della Commissione Fabio Rolfi (Lega Nord)-. Le risorse messe a disposizione vogliono essere un incentivo a tutelare sempre di più non solo i pazienti, ma anche i lavoratori in servizio presso queste strutture”.

Per installare le telecamere nelle case di riposo non serviva certo una legge specifica, ma condividiamo comunque l’obiettivo; per questo –ha detto Carlo Borghetti (PD)- votiamo a favore del provvedimento, consapevoli comunque che la qualità dell’assistenza è garantita e determinata da ben altri fattori. In ogni caso il testo finale è notevolmente migliorato rispetto alla sua versione originaria ed è ora compatibile con le finalità che ci si era preposti”. Perplessità sul ricorso a una legge specifica sono state evidenziate anche dal M5Stelle: “Un bando della Giunta sarebbe stato più che sufficiente per incentivare l’installazione delle telecamere, non comprendiamo la necessità di approvare un apposito provvedimento legislativo che ci sembra decisamente inutile e superfluo –ha detto Dario Violi-. Sarebbe meglio promuovere una indagine conoscitiva diretta con gli utenti delle case di riposo per valutare l’effettiva qualità dei servizi erogati, in base anche al loro indice di gradimento”. In Lombardia attualmente sono presenti 678 Residenze Sanitarie Assistenziali per complessivi 57.853 posti letto a contratto (quelli per cui la Regione compartecipa al pagamento della retta): il costo medio regionale della retta giornaliera è pari a 56,18 euro, con un costo minimo medio di 48,93 euro nelle RSA della provincia di Brescia e un costo massimo di 65,67 euro in quelle della provincia di Monza e Brianza. L’incidenza maggiore di denunce per furti e maltrattamenti subiti dagli ospiti delle RSA lombarde si riscontra a Milano e nella cintura metropolitana, dove al 31 dicembre 2016 risultavano ricoverate 17.043 persone.

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