Zero consumo di suolo? Decidiamo da che parte stare

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La rubrica delle lettere al direttore di BsNews.it
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Lucia Ferrari, consigliere comunale Pd Brescia
Lucia Ferrari, consigliere comunale Pd Brescia

La Legge Regionale 12 del 2005 stabilisce che ogni Comune è sovrano nella pianificazione del proprio territorio. Ottima cosa – verrebbe da dire – bravi amministratori regionali: padroni a casa nostra!

In forza di questa legge il Comune di Brescia ha dotato la città di un Piano di Governo del Territorio (PGT) innovativo sotto tanti punti di vista. Mi limito a sottolineare l’aspetto ambientale: l’Amministrazione ha voluto caratterizzare il suo PGT con la scelta di impedire ulteriore consumo di suolo e azzerare quello che riguarda il suolo agricolo. La ricaduta ambientale è presto detta: meno edificato equivale a meno trafficato, meno riscaldato/condizionato, più verde!

Peccato però che la stessa Regione con la Legge 31 del 2014, pubblicizzata con lo slogan “zero consumo di suolo”, stabilisca che, prima di 30 mesi dall’entrata in vigore di questa legge, non sia possibile ai Comuni revocare eventuali diritti edificatori, perché ogni previsione deve passare prima al vaglio degli strumenti urbanistici Regionali, giustamente sovraordinati ai PGT. Considerato il carico di lavoro che ne consegue per la Regione, che sta già decidendo per tempi più lunghi dei 30 mesi, e calcolando che i PGT hanno validità di soli 5 anni, è facile capire come, di fatto, nessun Comune può portare a compimento le proprie scelte di governo del territorio. L’esatto contrario del conclamato “padroni a casa nostra”!

In questi giorni il TAR ha accolto parzialmente un ricorso presentato da una proprietà che, a seguito dell’entrata in vigore dell’attuale PGT, si è vista preclusa la possibilità di mantenere il diritto edificatorio per 40mila metri quadri di superficie da realizzare su area attualmente agricola.

Questa sentenza fa toccare con mano il vulnus legislativo del quale accennavo poc’anzi.

In fase di elaborazione del PGT il Comune aveva promosso, attraverso un bando, la ricognizione sui Piani Attuativi non ancora realizzati, con l’obiettivo di far emergere le reali intenzioni edificatorie degli interessati. La citata proprietà non ha usufruito di questo strumento, salvo poi, poco prima che il PGT andasse in adozione e grazie all’opportunità offerta dalla Legge Regionale 31, presentare al Comune la propria proposta di Piano Attuativo che, a quel punto, contrastava con le scelte pianificatorie del nuovo PGT.

Ora l’Amministrazione sta affrontando la questione sollevata dalla sentenza del TAR, decisa a percorrere tutte le possibili vie legali per sostenere la propria scelta ambientale che questo PGT ha impresso alla città nell’interesse della collettività. L’azione dell’Amministrazione è pertanto caratterizzata da una forte determinazione a portare avanti il proprio mandato elettorale, e non certo da arroganza nel voler sfidare chi ha il compito di giudicare. L’ambiente è un bene comune troppo importante!

Peccato che qualcuno associ il concetto di bene comune al comunismo! E dimentichi invece che esso è un valore più volte richiamato nella nostra Costituzione che, in occasione del referendum, abbiamo potuto toccare con mano quanto stia a cuore a tutti gli Italiani.

Eventuali ricorsi erano già stati messi in conto dall’Amministrazione che è però convinta che, davanti a situazioni simili, sono due le questioni sulle quali non deve tergiversare: la prima è che l’interesse privato non deve prevalere sull’interesse collettivo; la seconda è una questione strettamente giuridica e invoca chiarezza sul reale vulnus legislativo che penalizza le scelte Comunali.

L’opposizione su questa sentenza del TAR si è stracciata le vesti arrivando a chiedere le dimissioni dell’assessore Tiboni. Tale indignazione conferma come davvero questa Amministrazione abbia fermato il consumo di suolo in coerenza a quanto promesso in campagna elettorale.

Lucia Ferrari (Consigliere PD Comune Brescia)

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4 COMMENTI

  1. Temo che la consigliera si addentri in tematiche che evidentemente le sono state spiegate male! Di che ricognizione parla? Era un bando per entrare in graduatoria per partire con i piani attuativi PREVISTI dal PGT. Il fatto di non partecipare non manifesta la rinuncia all’edificazione. Cara consigliera studi perché ha detto delle gravi castronerie. Ed ancora sappia che il TAR ha esaminato una dei simili ricorsi presentati, ergo l’impianto di questo PGT sta facendo acqua da tutte le parti. L’amministrazione ricorrerà? Ovvio tanto non sono soldi suoi quelli delle spese legali! Quanto il fermare il consumo di suolo cara consigliera non è stata l’amministrazione ma le logiche di mercato che hanno fatto sparire la speculazione edilizia, ormai chi investe più nell’immobiliare. Peccato ci si poteva aspettare di più da una consigliera i cui interventi non vengono mai riportati dalla stampa locale, sarebbe stato un bel sipario su cui esibire conoscenza e capacità amministrativa… ed invece eccola cadere… Non si riempia la bocca di parole che non sono nelle sue corde “padroni a casa nostra”, consigliera dovrebbe sapere che l’urbanistica fortunatamente è fatta di piani ordinati verticalmente per evitare che si faccia proprio a casaccio…. Ritenti aancora, ma cambi argomento questo proprio non le si adatta..

    • Investimenti nel mercato immobiliare e speculazione edilizia. Interressante considerarli sinonimi, quasi a ricordarci che anche Brescia è stata in mano, nel suo piccolo, a questo o quel palazzinaro di turno, con tanto di amministratori pubblici “referenti personali”, a prescindere da logiche di pianificazione territoriale, urbanistica e residenziale. E oggi qualcuno magari pretenderebbe ancora di alzare la voce rilanciare l’affarismo privato e celebrarlo a scapito del consumo di suolo e anche di una seria analisi della domanda. No, qualsiasi cosa si faccia, anche minima, per stabilizzare il cemento esistente, merita un grato riconoscimento dell’opinione pubblcia.

  2. sbandierare questi valori oggi e mi riferisco a zero consumo di nuovo suolo agricolo e ambiente, va di moda ma se dal lato del consumo di suolo agricolo quelli che hanno le disponibilita’ finanziarie (banche) sono sempre le stesse persone di ieri che nonostante pgt ,ptcp, piani agricoli s, consumo zero, comuni , provincia e regione comunque le loro “cosette” prima o poi se le costruiscono (centri commerciali ipermercati ecc) al contrario e diversamente le piccole medie imprese costruttrici sono in tribunale con i loro libri contabili “grazie” alle banche in quanto come si sa il residenziale ed i piccoli medi interventi non vanno piu’ e anche se andassero le banche a costoro hanno chiuso i rubinetti e NON sicuramente “grazie” ai pgt a consumo zero !!! Nel frattempo nella provincia di Brescia si continuano ad autorizzare discariche per rifiuti di ogni tipo e colonne di tir si recano quotidianamente alla centrale dell’ A2A in centro a Brescia dove procedono a bruciare i nostri rifiuti differenziati tutti insieme a seconda della necessita’ del bruciatore secco? aggiungono umido, umido? aggiungono secco. Bravissimi e noi paghiamo pure per fare i servi a coloro che guadagnano 3 volte con i nostri rifiuti!!! Il futuro ed il presente che ricchezza di retorica e di demagogia

  3. @Stradivarious ma forse non è così a Brescia investimenti immobiliari (se non su patrimonio esistente) = speculazione ? Forse le è sfuggito che a Brescia non esistono costruttori (se non piccoli) ma di fatto il collegio costruttori è presente come rappresentanza di interessi di (chiamiamoli così per rispetto) sviluppatori immobiliari. Ma oggi di fatto, questo è il senso del post, discutere come fermare la cementificazione è stupido, perché già ferma di suo e non tornerà mai più alla condizione preesistente o solo in minima parte. Ma il tema qui è credo diverso, ovvero cercare di “maneggiare” la complessità degli strumenti urbanistici con la logica del piccolo chirurgo, ovvero addentrarsi in un complessissimo campo dove urbanistica, pianificazione economica, diritti legali, normative complesse vigono da sempre e farlo come quando si va in piazza a suonare la chitarrina!
    Enrica tocca il nocciolo della questione, si è sbandierato una cosa stupida durante le elezioni, dimenticando che proprio il PD ebbe in mano (ed in tasca) l’ultimo vero PRG fonte di ENORMI interessi. Quindi ora si prosegue prendendo gli allocchi in giro. Nel 1997 negli USA usci un film interessante Wag the Dog, al di la della trama usa una accezione comune ovvero “prestate attenzione a quella cosa rumorosa là…. mente noi facciamo altro”!. Qui è lo stesso, con l’aiuto della stampa locale che finge di non vedere, tace su molte cose. Un esempio? Che ne è stato della vicenda della funzionaria comunale che inserì nei progetti comunali i prodotti da lei stessa (in società) disegnati e prodotti? Nulla si sa più, come del resto pochi hanno saputo che la stessa fu in lista con Del Bono…. Alcuni amici direbbero “è un caso? Io non credo…”. Abbiamo forse sentito quanto è costato questo PGT? Ed ancora se anche i prossimi ricorsi vinceranno i giornali hanno parlato seriamente degli scenari possibili? Ed ancora i responsabili di questo disastro pagheranno? E i saggi del Sindaco tra cui anche addetti ai lavori hanno influenzato questo PGT? Mi scuso con lei Stradivarius per essermi poi allargato ad altri temi. Grazie della pazienza.

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