Polemica in Loggia: l’illuminazione dei beni comunali passa da A2A a Iren

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Palazzo Loggia
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Polemica rovente in Loggia. Il Comune capoluogo ha infatti “scelto” di abbandonare per alcuni servizi A2A – di cui con Milano è azionista di maggioranza – per affidarsi alla concorrente Iren, la multiutility che fa capo ai Comuni di Torino e Genova, per la fornitura dell’energia elettrica. Un caso sollevato questo pomeriggio dal consigliere di Forza Italia (e presidente della Commissione Bilancio) Giorgio Maione, che ha distribuito alla stampa – e poi pubblicato su Facebook – la lettera inviata da un dirigente a tutti i dipendenti del Comune.

Il nuovo gestore del servizio inizierà ad operare dal primo febbraio, data da cui uffici, scuole e palazzi di Brescia – con esclusione del servizio di illuminazione pubblica – pagheranno le bollette a uno dei principali concorrenti di A2A.

Una svolta clamorosa (frutto probabilmente di un errore degli uffici comunali) che ha animato il dibattito durante il consiglio comunale di oggi, con tanto di coda polemica fuori dal consiglio comunale quando il sindaco e Maione avrbbero avuto un violento scontro verbale.

“Dopo cent’anni il Comune di Brescia non usufruirà più della fornitura della vecchia Asm”, spiega Giorgio Maione di Forza Italia, “questo perché la Loggia non ha da tempo predisposto una gara per la fornitura di questi servizi. Purtroppo il Comune di Brescia è anche l’azionista di riferimento di A2A e quindi questo costituisce un messaggio non positivo sulla società, che invece deve avere tutto il nostro appoggio e il nostro sostegno. A2A avrebbe potuto perdere o vincere la gara, ma così è stata esclusa dai giochi a priori con l’adesione alla piattaforma Consip. L’amministrazione Del Bono”, ha concluso Maione, “ha dimostrato così di non seguire le questioni importanti per la città con danno enorme per la sua società più importante”.

Ora si attende la replica ufficiale del Comune.

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  1. Viste le strategie di crescita per linee esterne di A2A, basterebbe che dietro l’angolo ci fosse la fusione per incorporazione di IREN in A2A (se ne parlò per tutto il 2014 e ancora a fine 2015 lo stesso Valotti non la escludeva e di fatto non è mai stata abbandonata l’idea della nascita della mega-multiutility del Nord) e così quella che oggi pare una clamorosa “svista amministrativa” sarebbe solo un bonus-esca verso la fusione. Ci si allineerebbe così alle liee-guida ed al piano strategico di A2A che comunque signifcano tanta finanza, sempre più privatizzazione del comparto energetico (Brescia e Milano stanno da tempo svendendo a tranche la partecipazione maggioritaria di controllo pubblico), forte spinta monopolista soprattutto sul sistema tariffario. Già, c’era una volta ASM…

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