Il PalaBrescia a caccia di sponsor, Banco di Brescia si è sfilato

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Il PalaBrescia torna ad essere semplicemente… PalaBrescia. Ubi Banca, infatti, nel 2016 ha terminato “l’affiancamento” alla struttura e ora la direzione è a caccia di sponsor privati. A causa della riorganizzazione societaria che ha coinvolto l’istituto di credito il Banco di Brescia si è sfilato dalla sponsorizzazione e così il “tendone” ha bisogno di trovare nuovi sostegni economici per poter proseguire nella propria mission culturale.

Nel 2016 la struttura ha ospitato quasi 80mila spettatori, a conferma di una proposta culturale che sta indovinando sempre di più i gusti dei bresciani. Ma se è vero che il PalaBrescia si conferma in città come il terzo punto di riferimento per gli spettacoli dopo il Teatro Grande e il Sociale, la concorrenza con il PalaGeorge di Montichiari si fa sentire, soprattutto per quanto riguarda i grandi concerti che in una struttura come quella cittadina difficilmente trovano posto.

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UN COMMENTO

  1. Un po’ a margine rispetto all’articolo, va commentato che da fine febbraio scompariranno le “reti commerciali” del Guppo Ubi, cioè le cosiddette banche rete per lasciare il posto al brand unico che sino ad oggi connotava la holding: tutto sarà solo Ubi Banca. Scomparse CAB e S.Paolo nel 1999 per diventare Banco di Brescia, scompare ora anche Ubi Banco di Brescia (tale dal 2007) un po’ a ricordarci triastemente quello che già molti (clienti) lamentavano: un lento ma inesorabile distacco di grandi Gruppi bancari come Ubi, al di là delle dichiarazioni ufficiali e della stessa comunicazione esterna, dai territori d’origine che ne videro la nascita e lo sviluppo. Che poi si abbandonino pure gli “agganci” attraverso sponsorizzazioni, sostegni economici, partnership, non è visto come un problema o uno “svantaggio competitivo”, ma spesso solo come un opportuno contenimento di costi. E così sarà: si spengono una ad una le luci sulla gloriosa storia bresciana e dei bresciani dal dopoguerra ad oggi.

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