Brescia, parata di autorità per l’inaugurazione della sede della Direzione antimafia

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Inaugurazione sede Dia a Brescia, Roberto Maroni e Emilio Del Bono - www.bsnews.it
Inaugurazione sede Dia a Brescia, Roberto Maroni e Emilio Del Bono - www.bsnews.it

Parata di autorità, questa mattina – a Palazzo Martinengo di Brescia – per l’inaugurazione della nuova sede opertiva della Dia, la Direzione investigativa antimafia. Tra i presenti anche il capo della Polizia, Franco Gabrielli, il direttore della Dia, Nunzio Antonio Ferla, il procuratore generale della Repubblica presso la Corte d’Appello di Brescia Pier Luigi Maria Dell’Osso, il prefetto di Brescia Valerio Valenti, il sindaco di Brescia Emilio Del Bono, il presidente della Regione Roberto Maroni e diversi assessori e consiglieri regionali.

DI SEGUITO LE DICHIARAZIONI DI ALCUNI DEI PRESENTI

ROBERTO MARONI (PRESIDENTE REGIONE, LEGA)

“Oggi e’ una giornata importante”, lo ha detto il Presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni, al termine della cerimonia di inaugurazione della nuova sede operativa della DIA di Brescia, alla presenza del Capo della Polizia, Franco Gabrielli. “Dire Dia – ha osservato il governatore – vuole dire anche colpire i patrimoni delle organizzazioni criminali, un obiettivo sul quale mi sono impegnato molto quando sono stato ministro dell’Interno. Eravamo infatti stati noi, a dare vita all’Agenzia nazionale per la gestione dei beni sequestrati e confiscati, che come e’ stato ricordato oggi, serve ad assegnare i beni tolti alla criminalita’ organizzata”. REGIONE IMPEGNATA – La Regione Lombardia, ha sottolineato Maroni, “collabora con la Guardia di Finanza, con la Dia, con i Carabinieri e la Polizia, perche’ e’ nostro interesse evitare che la criminalita’ organizzata entri nell’economia lombarda condizionandone l’attivita’. Noi siamo molto impegnati in questa direzione”. STRATEGIE DIVERSE – Il presidente lombardo, ha poi osservato come negli ultimi anni sia cambiata la strategia delle organizzazioni criminali, meno propense “ad usare violenza e intimidazioni”. Sempre piu’ spesso, ha spiegato, “vanno a vedere dove c’e’ un’azienda in crisi o con dei problemi e la comprano. Per riciclare denaro e per usarla come facciata per entrare, ad esempio, nel mondo degli appalti pubblici. E’ – ha sottolineato – una modalita’ molto insidiosa. Anche per questo, serve una direzione investigativa specializzata, come appunto e’ la Dia, per scoprire e prevenire le infiltrazioni delle mafie nel nostro tessuto economico”.

GIAN ANTONIO GIRELLI (PRESIDENTE COMMISSIONE ANTIMAFIA LOMBARDIA, PD)

 “L’inaugurazione della nuova sede della DIA di Brescia, competente per la realtà dell’est della Lombardia, rappresenta il completamento del percorso iniziato da due anni con la sua Costituzione. La presenza del Capo della Polizia, Prefetto Gabrielli, ne ha ulteriormente sancito l’importanza. Al di là dei delicati e fondamentali compiti che questa realtà sta svolgendo e svolgerà, deve essere questa l’occasione per ribadire la volontà di tutta la realtà bresciana e non solo di far fronte comune contro la mafia che, non dimentichiamo, é ben presente anche sul nostro territorio. Il tentativo di penetrazione nel tessuto economico, attraverso canali sempre più sofisticati e insidiosi, accanto all’operato delle forze dell’ordine e della magistratura deve trovare  mondo del lavoro, dell’impresa, della cultura, dell’informazione, della scuola, delle professioni, della finanza, con la realtà istituzionale in prima fila a prevenire ed espellere mafia e corruzione dal nostro contesto sociale. In gioco vi é, oltre ai valori assoluti di libertà e legalità, la capacità di essere competitivo del nostro tessuto economico, la credibilità della nostra realtà sociale.”

SIMONA BORDONALI (ASSESSORE REGIONALE, LEGA)

“La presenza a Brescia della Direzione investigativa antimafia è fondamentale. La nostra provincia è territorio di attenzione della criminalità organizzata per la ricchezza che produce. Sono già 25.944 le operazioni sospette in materia di riciclaggio nel primo semestre 2016 in Lombardia e poco meno della metà delle quali nel solo distretto bresciano. Siamo la quinta regione italiana, dopo Sicilia, Campania e Calabria e Lazio, per numero di beni confiscati. La Regione Lombardia è in prima linea per la lotta alle mafie e alla criminalità organizzata”. Lo ha detto Simona Bordonali, assessore alla sicurezza, protezione civile e immigrazione della regione Lombardia che ha partecipato questa mattina a Brescia all’inaugurazione della nuova sede della sezione operativa della Direzione investigativa antimafia. “Abbiamo approvato la Legge regionale 17 che prevede il conferimento di risorse per incentivare il recupero ai fini sociali e sostenere il riutilizzo da parte degli Enti locali di beni confiscati alla criminalità organizzata” ha ricordato Bordonali. “Lo scorso agosto abbiamo stanziato ottocentomila euro per sviluppare interventi di aiuto e assistenza alle vittime dei reati di stampo mafioso e della criminalità organizzata. Abbiamo inoltre destinato quattrocentomila euro per l’attivazione e il funzionamento dei centri per la legalita’ in tutte le province lombarde, con il compito di diffondere la cultura della legalità tra gli studenti, attivando azioni di sensibilizzazione ed elaborando proposte concrete di intervento per combattere la criminalita’ e la corruzione. In due anni – ha concluso l’assessore – sono state coinvolte 407 scuole, 4.280 classi, 6.609 docenti e soprattutto 103.153 studenti. La Regione Lombardia è concretamente in campo per il contrasto alle mafie”

MIRIAM COMINELLI (DEPUTATO PD)

“E’ con grande soddisfazione che oggi ho partecipato alla cerimonia di inaugurazione della nuova sede della Sezione operativa della Direzione Investigativa Antimafia di Brescia. Il contrasto alla criminalità organizzata grazie all’operato delle forze dell’ordine è un patrimonio per il nostro territorio e per tutto il Paese. Nel bresciano abbiamo visto negli anni come l’attività delle cosche mafiose sia presente e radicata e seppure non infiltrata nelle amministrazioni pubbliche, come abbia orientato le attività criminali anche ai danni dell’ambiente, con delitti odiosi e subdoli che minano il futuro e la sicurezza dei cittadini. Con la nuova sede Brescia si dota di un importante presidio che avrà anche la funzione di vigilanza sulle grandi opere pubbliche che interesseranno il nostro territorio ”, è quanto annuncia Miriam Cominelli, deputata del PD in Commissione Ecomafie, partecipando all’inaugurazione della nuova sede operativa della Dia di Brescia.

VIVIANA BECCALOSSI (ASSESSORE REGIONALE, FDI)

“Colgo in pieno il messaggio lanciato dal capo della polizia Franco Gabrielli e sin da subito chiedo a tutte le Istituzioni e alle rappresentanze politiche bresciane di unire le forze e di fare tutto ciò che è nelle proprie competenze per sollecitare chi di dovere affinché nel nostro territorio venga aumentato il numero degli agenti della polizia, ma più in generale delle Forze dell’ordine”.

Lo afferma l’assessore regionale al Territorio, Urbanistica, Difesa del suolo e Città metropolitana Viviana Beccalossi, oggi presente a Brescia in occasione dell’inaugurazione della nuova sede della Dia (Direzione investigativa antimafia).

ADRIANO PAROLI E FABIO ROLFI

“Esprimiamo soddisfazione per l’apertura della sede della DIA a Brescia perché si tratta del coronamento di un lavoro iniziato con la Giunta di centrodestra, durante la quale si tennero i primi contatti e sopralluoghi per individuare la sede attuale.” Lo dichiarano Adriano Paroli e Fabio Rolfi, rispettivamente ex sindaco ed ex vice sindaco della Città di Brescia. “Siamo quindi lieti – spiegano gli esponenti politici bresciani – che questo lavoro sia proseguito con l’attuale amministrazione cittadina, arrivando alla concretizzazione odierna. Si tratta di un doveroso riconoscimento per tutta la Città e più in generale per l’intero territorio bresciano, che da tempo è finito nel mirino delle mafie. Il potenziamento specialistico è una notizia da salutare con favore, perché si traduce in un maggior supporto alla già proficua attività svolta degli investigatori bresciani e – concludono Paroli e Rolfi – potrà rendere ancora più incisiva l’azione dello Stato nel contrastare la criminalità organizzata.”

 

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