E’ la Lombardia la regione a più alto rischio terrorismo

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“Per il secondo anno consecutivo Demoskopica conferma che la Lombardia e’ la regione a piu’ alto rischio di infiltrazione terroristica. Dobbiamo combattere il fondamentalismo e sradicare la piaga dell’estremismo islamico prima che si verifichi un attentato”. L’ha detto l’assessore regionale alla Sicurezza, Protezione civile e Immigrazione, Simona Bordonali, commentando quanto e’ emerso dall’Italian Terrorism Infiltration Index 2016 ideato dall’Istituto Demoskopika che ha tracciato una mappa delle regioni piu’ a rischio potenziale di infiltrazione terroristica sulla base di tre indicatori ritenuti ‘sensibili’: le intercettazioni autorizzate, gli attentati avvenuti in territorio italiano e gli stranieri residenti in Italia provenienti dai primi cinque paesi considerati la top five del terrore dall’Institute for Economics and Peace (lep) nello studio ‘Global Terrorism Index 2016′.

FONDAMENTALISMO NON COMPATIBILI CON NOSTRA CIVILTA’ – “Dal nostro territorio – ha ricordato l’assessore – sono passati diversi terroristi internazionali e sono stati rimpatriati numerosi lupi solitari accusati di connivenza con lo Stato islamico. La situazione e’ allarmante. I fondamentalisti islamici non sonocompatibili con la nostra cultura e con la nostra civilta’. Purtroppo notiamo spesso come siano i giovani a propagandare ideologie jihadiste, segno del fallimento di un processo di integrazione promosso da buonisti e dalla sinistra”.

LA CLASSIFICA – Per il secondo anno consecutivo, dunque, la Lombardia, che con un punteggio pari a 10, e’ l’unica regione italiana a collocarsi nell’area a piu’ alto rischio potenziale di infiltrazione terroristica. Seguono il Lazio (6,3), l’Emilia Romagna (3,67) e il Piemonte (3,23). Rischio ‘intermedio, invece, per Veneto (2,56), Campania (2,48) e Toscana (2,20). Le altre regioni si posizionano nell’area a piu’ basso rischio: Trentino Alto Adige (1,6), Liguria (1,5), Calabria (1,03), Marche (0,9), Sardegna (0,86), Friuli Venezia Giulia (0,75), Puglia (0,68), Sicilia (0,56) e Umbria (0,42). In coda ci sono Abruzzo (0,24), Molise (0,06) e Basilicata (0,05).

SERVE PIU’ PERSONALE CONTRO RADICALIZZAZIONE NELLE CARCERI – “E’ stato lo stesso presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, a paventare il pericolo di radicalizzazione nelle carceri. Per contrastare l’estremismo islamico – ha concluso Bordonali – serve dunque un incremento del numero di agenti di polizia penitenziaria e maggiori fondi per la formazione e per le dotazioni degli agenti stessi. Le carenze di organico riguardano purtroppo tutte le strutture presenti nella nostra regione”.

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