LETTERA. “Pd, un peccato non aver accolto la proposta di Orlando”

6
La rubrica delle lettere al direttore di BsNews.it
La rubrica delle lettere al direttore di BsNews.it
Massimo Reboldi, Pd
Massimo Reboldi, Pd

Caro direttore,

non nascondo un po’ di amarezza per come è andata la direzione del partito. Ho scritto in questi giorni la mia contrarietà sia alle elezioni anticipate che al congresso anticipato.
Piuttosto avverto la necessità del Governo di governare fino al termine della legislatura per affrontare i temi sociali più incombenti e i rapporti con l’UE, e quella del Segretario di rimettere in piedi un PD indebolito, povero di iscritti, privo di tesseramento. Un PD soprattutto che deve sciogliere le questioni legate alla sua natura, come ad esempio decidere se tornare ad essere un partito popolare non solo a parole (ultima analisi è dato come terzo partito tra gli operaio e primo tra i manager e pensionati) e la sua vocazione istituzionale, ovvero scegliere di abbandonare definitivamente la sventurata idea di poter bastare a se stesso anziché diventare regista e polo gravitazionale di area riformista più ampia .
Ma ieri si è deciso di andare al congresso e se siamo arrivati lì, un mea culpa da parte della “ditta” (che sempre tanto mi sta a cuore) è purtroppo doveroso.
Mi spiace non sia stata valorizzata la proposta dal Ministro Orlando di preparare una Conferenza Programmatica che potesse risolvere le questioni di cui sopra meglio di quanto possa fare un Congresso, senza legare le sorti della discussione all’elezione della nuova classe dirigente.
Mi auspico almeno che ci sia il tempo necessario per rimettere in moto la macchina, per capire dove si vuole andare e per capire con chi.

Massimo Reboldi

Comments

comments


CALCIOBRESCIANO
CONDIVIDI

6 COMMENTI

  1. Reboldi, spero lei sia coerente e con la scissione se ne vada: vogliamo un partito nuovo e Renzi è un dittatore, quindi è giusto cambiare aria…… Giusto?????

  2. L’amarezza di un piddino nonchè amministratore pubblico come Reboldi è del tutto legittima. Ma dovrebbe esserlo, più che per le sorti di un partito precipitato dal granitico consenso delle Elezioni Europee al caos di oggi, per lo scenario politico che si apre in Italia. Personalmente ho lo strana sensazione che anzichè un resa dei conti stia andando in scena una rappresentazione ben studiata, prima e a tavolino. Che porta sì alla scissione, ma porta anche a due soggetti che sommeranno più dell’attualle consenso dell’attuale PD ed entrambi collocati nel centrosinistra. Vogliamo aggiungere Sinistra Italiana e qualche altra microaggregazione (tipo quella di Civati o il nascente movimento a guida De Magistris) ? Si va ben oltre quella soglia del 40% che, pur in un rinnovato sistema proporzionale, garantisce però il lauto bonus del premio di maggioranza. Un centrosinistra che, con il renzismo, riesce però ancora a pescare oltre i suoi confini naturali e magari non deve fare i conti al centro con dei Mastella o a sinistra con dei Bertinotti. Vedremo…

  3. Vedo che la lettera ha raccolto una grande quantità di consensi. I non renziani devono uscire dal partito, in coerenza con la volontà della maggioranza!

RISPONDI