Forza Italia tra provocazioni e vendette. E Maione sbotta: mi candido a sindaco

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Mariastella Gelmini e Adriano Paroli, foto mariastellagelmini.it
Mariastella Gelmini e Adriano Paroli, foto mariastellagelmini.it

In Forza Italia il clima è sempre più scottante. E nel marasma generale molti sembrano aver scelto la linea del si “salvi chi può”, anteponendo la propria sopravvivenza politica all’interesse di un partito già dato per defunto.

Margherita Peroni e Giorgio Maione, è noto, sono sotto “processo” per le scelte fatte in occasione delle ultime elezioni provinciali. Difficile dire come finirà. Ma è facile immaginare che i ribelli venderanno cara la pelle. Non a caso – riferiscono i beninformati – Maione ieri sarebbe sbottato con i fedelissimi annunciando di essere pronto a candidarsi a sindaco, con o senza Forza Italia, per la Loggia. Una provocazione a segno.

Qualche scintilla è arrivata anche in Broletto, durante il consiglio di ieri, quando il coordinatore azzurro Alessandro Mattinzoli ha provocato i dissidenti voltandosi all’improvviso verso il pubblico (dove erano seduti giornalisti, ma anche i compagni di partito Marco Rossi e Vigilio Bettinsoli) e affermando: “Vedete che so fare opposizione anche io?”. Un chiaro messaggio ai ribelli rappresentanti in aula da Nicoletta Benedetti, che – con il fronte dei peroniani – aveva criticato il presunto inciucio con il Pd della precedente legislatura, impedendo di fatto al segretario forzista di rinnovare l’accordo con Mottinelli.

Ma Mattinzoli ha avuto un vivace scambio di battute – sulle reciproche coerenze – anche con la paroliniana Mariateresa Vivaldini. Uno scontro che riecheggia quello avvenuto pochi giorni prima su Desenzano, feudo storico degli azzurri e in particolare dell’ex Mauro Parolini: qui Forza Italia (con la Lega) ha scelto di non coinvolgere nella scelta del candidato sindaco gli uomini dell’assessore regionale, che per tutta risposta si sono inventati una controcoalizione di centrodestra con Tosi e con i civici di Viva Desenzano.

Uno scontro che secondo i maliziosi affonda le radici anche nel timore che Parolini torni a comandare nella sua vecchia casa, dove oggi i leader più forti sono Mattinzoli, Mariastella Gelmini (coordinatrice lombarda) e Adriano Paroli, quest’ultimo sempre più nelle grazie – pare – dell’avvocato di Berlusconi Niccolò Ghedini e fresco di nomina a commissario del partito nell’intero Veneto (dopo aver guidato la sola Padova). Un incarico che lo rende di fatto pari alla Gelmini nei gradi, e che – secondo i maliziosi – non sarebbe stato molto gradito all’ex ministro bresciano.

Il quadro, insomma, è ad alta tensione. Che faranno Alberto Cavalli e Giuseppe Romele, per citare altri due big? In ballo, nei prossimi mesi, ci sono un po’ di posti garantiti e di prestigio (non troppi) che ad oggi sembrano indirizzati al trio Mattinzoli-Gelmini-Paroli, lasciando tutti gli altri con le briciole. Ma nel frattempo c’è anche da trovare il candidato per la Loggia: garanzie zero, ma Forza Italia non può rinunciare in partenza alla corsa.

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  1. Buone notizie per Del Bono o per chiunque, a questo punto, sarà il candidato Sindaco del centrosinistra alla tornata elettorale della primavera 2018. Per costui, con il principale partito di centrodestra così in confusione ed alle prese con veleni, rancori e vendette da consumare, riconquistare la Loggia sarà quasi una formalità. Più di tutti starà fregandosi le mani la Vicesindaco Castelletti che, per prima già rischieratasi con la continuità dell’attuale Amministrazione cittadina, non avrà nè assilli nè affanni a vedersi riconfermata in Giunta. Della serie: l’esperienza politica e la buona sorte ottimamente mixate.

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