Cominelli (Pd): resto e sostengo Orlando

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Con una nota la deputata Pd Miriam Cominelli annuncia che all’imminente congresso Pd sosterrà la candidatura di Andrea Orlando a segretario nazionale del partito.

ECCO IL TESTO INTEGRALE

“Sosterrò convintamente candidatura di Orlando alle primarie del PD perché ritengo che il suo modo di fare politica sia quello che serve al mio partito per superare questa difficile fase che stiamo attraversando. Orlando si è dimostrata una persona seria e capace, lontana dai personalismi, sempre per il dialogo, attenta a lavorare per il bene della collettività. Da parlamentare impegnata sui temi dell’ambiente e delle ecomafie ho particolarmente apprezzato il suo lavoro come Ministro dell’Ambiente perché ha saputo interpretare e valorizzare l’importanza di questi tematiche come strategiche per il futuro della nostra economia. È anche grazie al suo forte impegno prima al Dicastero dell’Ambiente e poi della Giustizia, per esempio, che il nostro paese dopo oltre vent’anni si è finalmente dotato di una riforma di civiltà come quella contro gli ecoreati. Inoltre credo che anche sul nostro territorio la candidatura di Orlando può avere il grande pregio di contenere la deriva scissionista da una parte e dall’altra di tenere insieme il Partito Democratico bresciano in un congresso che sia di vero confronto costruttivo. Credo in definitiva che la candidatura di Andrea Orlando sia l’unica in grado di rappresentare un’opportunità di crescita e di cambiamento per il futuro del Partito Democratico”, è quanto afferma la parlamentare del PD bresciano Miriam Cominelli, annunciando il sostegno alla candidatura di Andrea Orlando alle primarie per il futuro segretario del Pd.

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  1. I bresciani si schierano in vista del Congresso. La Cominelli con Orlando, Corsini con gli scissionisti dalemiani, Bazoli, ovviamente, con Renzi. Degli attuali bresciani piddini in Parlamento mancano all’appello la Berlinghieri, Galperti e soprattutto l’On.le Prof.Avv. Gregorio Gitti, colui che lanciò agli albori il PD bresciano salvo farsi nominare da Monti alla Camera come deputato di Scelta Civica per “tonare infine all’ovile” piddino a metà legislatura. Profetizzo: Berlinghieri e Galperti con Orlando, Gitti con Renzi. Così nel 2018 a Roma…ci torna solo Alfredo Bazoli.

    • Ci risentiamo a breve: fine aprile 2017 quando Renzi vince il Congresso 60 a 40 (gli altri candidati) e considerando gli scissionisti DeP il centrosinistra si ritrova spaccato in due esatte metà. E poi più avanti, aprile 2018, quando vincono i pentastellati ma il premio di maggioranza non lo becca messuno: caos totale…

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