Ast del Garda nella bufera, alla portavoce del direttore 6mila euro al mese

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Soldi, soldi, soldi...
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Ben “6.300 euro al mese lordi, 3.800 netti al mese”. Fa discutere – secondo quanto riportato dal quotidiano Bresciaoggi – il nuovo incarico di portavoce dell’Azienda socio sanitaria del Garda, che costerà alle casse circa 300mila euro in tre anni (287.529 euro più eventuali rimborsi spese: che diviso per 36 fa 7.900 euro): ben 100mila euro all’anno.

Il braccio destro del direttore generale Peter Assembergs (nominato nel 2015) è, dal 23 febbraio, la giornalista Giovanna Rondinelli. E le critiche sono arrivate a pioggia. In discussione, ovviamente, non c’è il curriculum della persona scelta, ma – secondo quanto riportato da diverse fonti e in particolare da Brescia oggi – la decisione di affidare l’incarico in esterno e la cifra impegnata. Tanto che il Movimento 5 Stelle lombardo ha annunciato anche un’interrogazione parlamentare sulla vicenda.

“Sono per la trasparenza – ha dichiarato il direttore generale Peter Assembergs a Bresciaoggi – e ho condiviso come importante la pubblicazione degli stipendi mio e dei miei collaboratori. Non trovo condivisibile dare giudizi su professionisti senza conoscerne il curriculum e senza chiedersi se un compenso è giustificato o meno. Infine sulla mia correttezza e di quella dei miei atti ovviamente ne rispondo io”.

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  1. Per me quei 6.000 euro al mese sono pochi. L’ATS del Garda ha tanti di quei problemi di funzionamento, deve convincere tanti di quei cittadini che tutto va bene anche se niente va bene, deve quindi inventare tante di quelle balle che la portavoce dovrà alzar tanto la voce da perderla. Li merita, Giovanna Rondinelli, quei 6.000; anche se nessuno glieli ha mai dati prima.

  2. Il problema non è di correttezza, di trasparenza degli atti amministrativi o di curriculum, ma semplicemente di buon senso. Ed a molti amministratori pubblici è quello che spesso fa difetto, unitamente alla mancanza di senso della misura.

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