Atti vandalici contro cassonetti Humana anche a Brescia

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Atti vandalici contro Humana
Atti vandalici contro Humana

Ben 35 contenitori gialli per la raccolta di indumenti usati dati alle fiamme e vandalizzati solo nell’ultimo mese in Lombardia, nel Veneto e nel Lazio. Vittima degli attacchi è Humana People to People Italia Onlus, l’organizzazione che raccoglie abiti usati per finanziare progetti umanitari. Nel veronese sono 27 i contenitori gialli dati alle fiamme negli ultimi giorni, mentre a Pomezia (Roma) e a Toscolano Maderno (Brescia), sono stati cancellati e verniciati di bianco i visi dei bambini che appaiono sugli adesivi dei contenitori di Humana.

“La nostra organizzazione – spiega la Presidente Karina Bolin – porta da sempre avanti i valori dell’uguaglianza, della tutela dei più deboli e del rifiuto di ogni forma di razzismo, realizzando azioni sociali grazie al supporto dei cittadini che consegnano i propri abiti usati”. “Humana è divenuta un facile bersaglio del sentimento razzista perché i suoi contenitori si trovano sulla strada e mostrano immagini di bambini di colore. Chi cancella o brucia quei volti è simbolo di una pericolosa frustrazione sociale che si sfoga verso i più deboli, ma la cui vera origine dovrebbe essere ricercata nelle politiche economiche e finanziarie dei governi. E’ proprio nei momenti di crisi, conflitto e difficoltà che bisogna rilanciare la solidarietà sociale non solo a livello locale ma anche internazionale.

Il nostro lavoro di raccolta degli indumenti usati non è finanziato da alcun ente pubblico: crea posti di lavoro in Italia e, attraverso la commercializzazione solidale degli indumenti, genera risorse che vengono spese in Africa e in India per risolvere problemi concreti come la fame, la mancanza di istruzione e le epidemie. Parte delle risorse sono destinate ad interventi sociali in Italia. Tali risorse sono donate, sotto forma di vestiti, da milioni di cittadini italiani che, attraverso piccoli gesti quotidiani, vogliono contribuire alla costruzione di un mondo più equo. La loro volontà e i loro sforzi vanno rispettati”.

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