Brocchi e il Brescia: storia di una parabola discendente e di un amore mai sbocciato

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Cristian Brocchi allenatore del Brescia
Allenatore del Brescia Calcio

di Nicola Laffranchi – Il Brescia e Cristian Brocchi si sono detti addio domenica, all’indomani dell’ennesimo ko subito in campionato – il settimo su nove partite disputate nel 2017 – sul campo della Salernitana.

Fatale per l’ex centrocampista di Milan e Lazio la preoccupante involuzione, sia sotto l’aspetto dei risultati sia sotto l’aspetto del gioco, che ha colpito le Rondinelle immediatamente dopo la pausa natalizia.

Infatti, tralasciando le amichevoli estive, l’avventura di Brocchi in bianco-azzurro non era nemmeno cominciata male: nelle prime nove giornate la classifica segnava solamente una sconfitta all’attivo e gli avversari affrontati avevano organici ed aspettative superiori. Il Brescia era addirittura stato corsaro a Cittadella infliggendo la prima sconfitta a quella che allora era la capolista. Nonostante questo, facendo un piccolo paragone con la passata stagione e con Boscaglia, la tifoseria si è sempre mostrata piuttosto fredda nei confronti del nuovo mister: per lui niente ovazioni, niente cori.

Arrivano le prime sconfitte, il gioco comincia a latitare. Cinque sconfitte su otto partite fra ottobre e inizio dicembre, la classifica è comunque tranquilla. Ma qualcosa si rompe proprio nelle ultime due partite dell’anno: il Brescia vince soffrendo con la Pro Vercelli, poi va in casa dell’ultima in classifica, il Trapani, pareggia ma si dimostra arrendevole.

Inizia l’incubo. L’Avellino espugna il “Rigamonti”, le trasferte con Frosinone e Perugia vanno a vuoto, il pareggio con il Pisa è un ‘brodino’ che non fa altro che rinforzare i mugugni e le critiche. Col Carpi c’è l’ennesima sconfitta e le prime contestazioni verso Brocchi -formazioni non convincenti, l’acquisto di Mauri a gennaio, difesa debole – che scaturiscono anche da tutta quella freddezza e distacco accumulatisi in precedenza. Il 4-1 rifilato al Cittadella è un fuoco di paglia. Il Brescia torna da Bari a mani vuote ed ecco che gli animi si accendono. “Brocchi vattene” cita uno striscione al San Filippo. Capitan Caracciolo prova a prendere in mano la situazione e non si capacita di questo accanimento, ma le Rondinelle cadono anche nel Derby del Garda contro l’Hellas.

Nonostante la fiducia espressa dalla società e la vicinanza mostrata dai giocatori la storia tra Brocchi ed il Brescia è già segnata e a Salerno, dopo una settimana di ritiro lontano da tutto e da tutti, si consuma l’ultimo atto: Coda e Donnarumma mandano al tappeto i bianco-azzurri, la prestazione è nuovamente deludente e si opta così per una scossa. Nella serata di domenica il ‘tanto atteso annuncio’, da parte di molti, che ufficializza l’esonero di Brocchi e l’arrivo di Cagni. E’ lo stesso neo allenatore che dedica un pensiero a Cristian: “Il primo pensiero va a Brocchi, so cosa sta provando. E’ un momento difficile per lui ma se lo prende nel modo giusto servirà a farlo crescere”.

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