Cagni show: mio caro Brescia ta ghet de corer

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Allenatore del Brescia, Gigi Cagni, foto da sito ufficiale Brescia Calcio - www.bsnews.it
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di Nicola Laffranchi – E’ stato presentato nel tardo pomeriggio di lunedì Luigi Cagni, il nuovo allenatore del Brescia.

Il personaggio. Luigi Cagni nasce a Brescia nel 1950. La maglia delle Rondinelle l’ha vestita dal ’69 al ’78 e lo ribadisce durante la presentazione “Sono di Brescia, ho giocato una vita qua, ho portato questa maglia, sono un carmelitano”. Le prime parole sono una scintilla, mettono in risalto il senso di appartenenza che caratterizza i bresciani. La sfida è difficile, lo ammette anche lui, ma con un allenatore di Brescia, alla guida del Brescia, tutti si sentono già più compatti.

Rivincita. “Quello che non comprendo del calcio moderno è che si pensa che un allenatore esperto non possa allenare i giovani”. Questa opportunità rappresenta una sorta di riscatto, un voler mostrare a tutti che un allenatore esperto è in grado di guidare al traguardo un gruppo di giovani. La chiamata del Brescia è un riscatto anche sotto l’aspetto della carriera, perché Cagni non allenava da quattro anni “Se non avessi ricevuto chiamate entro fine anno Ndae ‘n pensiù. E’ la sfida più rischiosa della mia carriera, io la voglio vincere”.

“Non esiste nessun tifoso che ti critica se tu sul campo dai tutto. Voglio che questa squadra esca dal campo avendo sempre dato tutto” è un’altra frase che colpisce dritta nell’orgoglio, di giocatori e tifosi, ma è la pura verità. La conferma arriva qualche minuto dopo “Se sabato i ragazzi mi fanno quarantacinque minuti alla morte io sono contento. Ta ghet de corer e basta”.

La presentazione prosegue poi con qualche aneddoto, sempre in dialetto, sul passato: l’amicizia con Corioni, gli esordi alla Voluntas, i tornei notturni e la presunta trattativa sull’acquisto del Brescia che vide come protagonista un pakistano. Il tutto in una clima completamente diverso da quello dei giorni scorsi.

 

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UN COMMENTO

  1. Non ho capito bene. Cagni dice sarebbe contento di quarantacinque minuti “giocati alla morte” sabato prossimo dai suoi neo giocatori ? E gli altri quarantacinque, cosa succede ? Forse è meglio saperlo prima…

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