Elisabetta Sterni è già la nuova Tiziana Cantone sul web

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di Malaparte – La storia di Elisabetta Sterni è ormai nota. I video hot dell’avvenente giovane con l’ex compagno sono diventati – suo malgrado – virali sul web, ma la ragazza immagine bresciana (padovana d’adozione) ha deciso di non rassegnarsi al torbido passaparola, uscendo allo scoperto e facendo un in cui ha dichiarato solennemente: “Denuncio. Non sarò la nuova Tiziana Cantone”. Riferimento esplicito alla giovane campana, che a causa della vergogna legata alla diffusione di simili ha deciso di togliersi la vita lo scorso 12 settembre.

Elisabetta Sterni, da Facebook
Elisabetta Sterni, da Facebook

A poche settimane dallo scoppio del caso mediatico, però, l’obiettivo che Tiziana si è prefisso sembra essere stato centrato solo parzialmente. Un successo c’è: le vittime di episodi simili hanno ora un esempio di donna che non si rassegna silenziosamente al “discredito sociale” causato da colpe altrui, ma denuncia – alle forze dell’ordine e a tutti – di essere soltanto una vittima. Risultato non da poco, se si considera che la reazione più frequente di fronte all’onta è quella del silenzio.

Ma il rovescio della medaglia è che Elisabetta Sterni, per il popolo della rete, è già diventata qualcosa di troppo simile a ciò che era Tiziana Cantone: cioè l’oggetto di morbose ricerce che nulla hanno a che fare con la cronaca e con il coraggio. A dimostrarlo sono le statistiche di Google, ma anche quelle di questo sito, che dicono come “ Elisabetta” (ma anche chiavi che accostano Elisabetta a Tiziana Cantone) sia tra le parole più cercate delle ultime settimane. E’ il tipico esempio di profezia che si autoavvera.

Forse le dichiarazioni di Elisabetta hanno contribuito a dare ancora maggiore diffusione al video. Il prezzo è alto, ma Elisabetta ha avuto ragione, la ragione di uscire dal silenzio.

Elisabetta Sterni, da Facebook
Elisabetta Sterni, da Facebook

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2 Commenti

  1. Lei è una gran bella figliola e concordo che il suo gesto sia stato in qualsiasi modo eroico. Siamo in un paese libero e uno ha anche il diritto di farsi i filmacci suoi senza sentirsi dare della poco di buono.

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