Garda, trovato uno squalo di 200 chili nelle acque del lago

E' stato grandissimo lo stupore di Mario Rossi - pescatore di Salò, sul lago di Garda - che è tornato dall'uscita mattutina in barca con un pesce decisamente insolito. Un grosso squalo di circa 200 chilogrammi di peso.

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Squalo del primo aprile
Squalo del primo aprile

Il ritrovamento è di quelli che fanno impazzire il web e promette di circolare in maniera virale sui social (a partire da Facebook). E’ stato grandissimo, infatti, lo stupore di Mario Verdi – pescatore di Salò, sul lago di Garda – che è tornato dall’uscita mattutina in barca con un pesce decisamente insolito. Un grosso squalo di circa 200 chilogrammi di peso.

La notizia del ritrovamento – da leggere fino in fondo – si è diffusa velocemente sul web, ripresa da diversi media. E ha gettato nello scompiglio le comunità locali, perché mai era stato avvistato un pescecane – tanto meno di quelle dimensioni – sul lago di Garda. Nel panico, soprattutto, i surfisti.

L’allarme ha suscitato l’attenzione delle forze dell’ordine, ma anche degli esperti: un pool di etologi dell’Università di Vinceterra si è subito recato sul Benaco per studiare l’anomalia (gli squali non sono soliti popolare acque lacustri, se non in prossimità di bacini collegati al mare da fiumi). Non è da escludere, comunque, che si sia trattato dello scherzo di qualche buontempone. O di qualche giornalista…

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UNA CONSIDERAZIONE IMPORTANTE

Ovviamente si tratta di un pesce d’aprile, di una notizia non vera. NON ESISTONO SQUALI NEL LAGO DI GARDA, né potrebbero esisterne (anche se alcune specie tollerano l’acqua dolce). BsNews.it ha pubblicato questa notizia-scherzo in osservanza alla consuetudine della stampa internazionale nel giorno del primo aprile. Ma non solo. Oggi la ricorrenza assume un valore davvero particolare, e attuale. Le bufale sono ormai la regola sui social e viaggiano a velocità dieci volte maggiori delle loro smentite, sono un fenomeno virale. Insomma: il primo aprile invita i lettori a una sempre maggiore attenzione nel vaglio delle fonti di informazione e delle notizie che ricevono.

E se avete diffuso questa notizia sui social senza leggerla fino in fondo vi invitiamo a fare una riflessione.

Inoltre vi invitiamo a leggere la petizione (oggi chiusa) lanciata tempo fa da GiornalistiSocial.it per fermare la diffusione di notizie false sul web

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  1. in un epoca in cui le bufale si diffondono come la peste e il colera grazie all’analfabetismo funzionale dell’80% degli utenti, i giornali “seri” dovrebbero prendere le distanze anche dagli “scherzi” come i “pesci d’aprile”.

  2. Caro lettore, riferiremo alla Bbc e al New York Times (che la pensano diversamente da lei) e le riporteremo la loro eventuale risposta… Grazie.

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