Bagnolo, la telenovela della piscina continua. In ballo 1,6 milioni di euro

L’ormai lunghissima vicenda legata alla piscina comunale di Bagnolo Mella si è arricchita di un’altra puntata che già, a sua volta, si preannuncia foriera di ulteriori sviluppi

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La piscina di Bagnolo Mella
La piscina di Bagnolo Mella

L’ormai lunghissima vicenda legata alla piscina comunale di Bagnolo Mella si è arricchita di un’altra puntata che già, a sua volta, si preannuncia foriera di ulteriori sviluppi. E’ stata infatti trasmessa dalla cancelleria del Tribunale di Brescia l’ordinanza con la quale è stata respinta la richiesta, avanzata dallo stesso Comune di Bagnolo, di sospensione del decreto ingiuntivo avanzato da BTL, Banca del Territorio Lombardo (ex BCC di Pompiano e Franciacorta), attraverso il quale viene richiesto il pagamento di 1.629.407,10 euro alla società Aqvasport ssd srl e al Comune di Bagnolo Mella quale suo fidejussore.

Dopo aver ricevuto il decreto ingiuntivo l’Amministrazione Comunale bagnolese ha presentato la sua opposizione davanti al Tribunale ordinario di Brescia, eccependo l’invalidità della fidejussione perché emessa in violazione dell’articolo 207 del Tuel (Testo Unico Enti Locali) e del divieto per gli enti locali di indebitarsi per finanziare spese diverse da quelle di investimento. La pronuncia del giudice del Tribunale ha respinto l’istanza di sospensione avanzata dai legali del Comune di Bagnolo ritenendo che non sussistano i gravi motivi addotti.

Nel suo provvedimento il giudice Giuseppe Magnoli ha fissato la nuova udienza per proseguire nell’analisi del merito della vicenda per il prossimo 19 ottobre ed ha anche autorizzato la chiamata in giudizio del terzo, l’Aqvasport ssd srl, richiesta dall’Amministrazione Comunale bagnolese. Tutto questo per una situazione della quale non è facile capire nei dettagli quali potranno essere gli sviluppi, anche se con delibera della Giunta Comunale dello scorso 28 dicembre è già stata approvata la “quantificazione delle somme impignorabili per il primo semestre dell’anno 2017”, un documento che ha vincolato le risorse del bilancio di previsione 2017/2019 ai servizi pubblici essenziali.

In attesa dunque di vedere come si comporterà la BTL e quali potranno essere poi gli sviluppi che emergeranno in occasione dell’udienza fissata per il 19 ottobre, il Comune di Bagnolo ha tracciato il punto della situazione dell’intricata vicenda che presenta una data di assoluta importanza nel 2007, quando l’impegno residuo verso la banca era di 1.300.000 euro. Un impegno al quale, in seguito, l’Aqvuasport non ha più fatto fronte, visto che non ha più pagato le rate del mutuo e nemmeno ha cercato di ridurre la sua posizione debitoria. Tutto questo nonostante proprio nel 2007 l’Amministrazione Comunale bagnolese all’epoca in carica abbia deciso il rifinanziamento del debito del gestore, un rifinanziamento destinato a garantire il proseguimento della gestione e la realizzazione di una serie di interventi che, in realtà, non si sono mai verificati. Proprio questa situazione ha portato l’Amministrazione guidata dal sindaco Cristina Almici a decidere di non riconoscere la validità della fidejussione che è stata prestata nel 2007, facendo riferimento ad una serie di adempimenti che hanno poi portato alla decisione di risolvere il contratto di gestione con l’Aqvasport, inadempiente sotto tutti i punti di vista, ed avviare poi un nuovo bando per la gestione provvisoria dell’impianto natatorio.

Un bando della durata di quattro mesi che a ottobre del 2016 è stato vinto dalla Sport Management, che gestirà l’impianto fino al prossimo mese, quando il Comune di Bagnolo avrà completato il nuovo bando per l’assegnazione della gestione per i prossimi anni (si sta definendo la durata che dovrebbe essere quinquennale piuttosto che triennale). Quali potranno essere, nel frattempo, i rapporti che si verranno a creare tra la BTL e il Comune di Bagnolo Mella? La pronuncia del Tribunale di Brescia ha aperto la strada ad alcune ipotesi. La prima potrebbe portare ad una trattativa tra gli amministratori e i vertici dell’istituto bancario. La seconda, oltre alla chiamata in causa di Aqvasport e alla conseguente richiesta di fallimento in caso di insolvenza, prevederebbe una valutazione dell’immobile e della situazione nei suoi dettagli (attraverso incontri con i tecnici e con i legali, tenendo anche conto del fatto che il terreno sul quale si trova la piscina è di proprietà del Comune e che punto fondamentale di tutto il discorso è quello di continuare ad offrire un servizio di pubblica utilità alla comunità). Una volta fatta questa operazione la documentazione verrà presentata alla Corte dei Conti ad integrazione di quella che è già stata depositata in questi anni affinché proprio la Corte dei Conti possa prendere i provvedimenti del caso, compresi quelli legati ad un eventuale danno erariale. Da alcune parti si parla anche del possibile intervento della prescrizione in merito a fatti che risalgono al 2007, ma la tesi giurisprudenziale prevalente fa partire la prescrizione solo dal momento nel quale si è avuta notizia di questo danno erariale e, quindi, dal suo riconoscimento o, in subordine, dalla presentazione del decreto ingiuntivo della banca avvenuta lo scorso 25 ottobre 2016. Sono comunque molteplici le posizioni che si possono contemplare a livello legale, tutte con possibili conseguenze anche molto differenti tra di loro. Una situazione che rimane più che ingarbugliata e che presenta fin d’ora l’unica certezza che della questione della piscina comunale di Bagnolo mella si parlerà ancora a lungo nei prossimi mesi.

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