Vendita quote A4 Holding, dagli spagnoli di Acerbis 25 milioni da investire

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Pier Luigi Mottinelli
Pier Luigi Mottinelli
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Può partire la vendita delle quote di A4 Holding da parte del Broletto. Dopo che anche la seconda asta è andata deserta (a febbraio la Provincia aveva messo in vendita quasi tutte le sue quote della società che detenie la concessione per l’autostrada Brescia-Padova a base d’asta di 370 euro ad azione, ribassata nella seconda asta a 300 euro e conclusasi senza esito martedì scorso), la Provincia può trattare direttamente con gli spagnoli di Abertis che attraverso la Re.Consulting hanno proposto l’acquisto di 82mila azioni bresciane a 300 euro l’una.

Da questa operazione, quindi, il Broletto intascherebbe quasi 25 milioni di euro dalla vendita delle quote di A4 Holding che – secondo quanto riporta il Giornale di Brescia – nell’intenzione del presidente Pier Luigi Mottinelli andrebbero immediatamente reinvestiti in edilizia scolastica (10 milioni), strade (10 milioni), aeroporto e in una società che si occupi della viabilità della Lombardia orientale. I progetti per spendere questi soldi ci sono già (per l’edilizia scolastica finanzierebbero ad esempio l’ampliamento del Don Milani di Montichiari, dell’Einaudi di Chiari, del Capirola di Leno, dell’Antonietti di Iseo, del Marco Polo di Desenzano e le palestre per il De Andrè e il Leonardo di Bresci) e potrebbero venire impegnati nella seconda parte dell’anno.

Ma se il governo centrale non cambia il decreto sugli intenti locali – fa sapere il presidente Mottinelli – con una riduzione dei tagli, resta uno squilibrio di 57 milioni di euro nel bilancio 2017 per la spesa corrente che così non può essere chiuso e non si può dare il via agli investimenti (che in realtà avrebbero copertura di spesa).

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CALCIOBRESCIANO

UN COMMENTO

  1. Se non ricordo male il termine di presentazione del bilancio consuntivo relativo al 2016 scade il 30 aprile prossimo. Forse sarebbe meglio che Mottinelli, visto il buco nero del saldo finanziario, anticipasse cosa ci dobbiamo aspettare in concreto anzichè fantasticare su ipotesi di “cassa strordinarie” la cui particabilità rimanda sempre allo Stato centrale. Il quale, come noto, non ha alcuna intenzione di rivedere i tagli drastici e lineari agli Enti perifierici e men che meno alle province che, sempre più in teoria, si volevano eliminare.

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