Valsabbina, i soci ribelli: la banca vuole 40mila euro per darci le fotocopie

Mentre iniziano ad arrivare le lettere ufficiali di convocazione per l’assemblea del 6 maggio, il Comitato Soci Valsabbina ha avviato un’iniziativa senza precedenti. Il sodalizio di azionisti, infatti, ha dato alle stampe 40mila lettere e le ha spedite in tutte le abitazioni dei comuni “storici” della valle

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L'assemblea del 30 marzo 2017 del Comitato soci valsabbina, a Gavardo
L'assemblea del 30 marzo 2017 del Comitato soci valsabbina, a Gavardo
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Mentre iniziano ad arrivare le lettere ufficiali di convocazione per l’assemblea del 6 maggio, il Comitato Soci Valsabbina ha avviato un’iniziativa senza precedenti in valle. Il sodalizio di azionisti, infatti, ha dato alle stampe 40mila lettere e le ha spedite in tutte le abitazioni dei comuni “storici” con l’obiettivo di “raggiungere, sia pure in modo casuale, il maggior numero di soci”.

“Una soluzione quasi obbligata – attacca il Comitato in una nota arrivata oggi – di fronte alle barriere incredibili frapposte dall’istituto di fronte alle richieste di trasparenza”. “Ci rendiamo conto che la nostra è una soluzione anomala”, spiega Giorgio Paris, uno dei fondatori del Comitato, “ma siamo stati costretti ad adottarla a fronte del reiterato rifiuto del Cda a fornire gli indirizzi dei soci in nome di una tutela della privacy puramente formale. Speriamo che questa iniziativa possa servire a favorire la partecipazione tramite la diffusione fra gli stessi soci. Nel frattempo”, prosegue Paris, “abbiamo la certezza che il costo della nostra iniziativa è molto inferiore alla somma di circa 40 mila euro che la Banca ci ha chiesto – a fronte di un costo di 10 euro per ogni fotocopia delle 4 mila pagine del libro soci – solo per consegnare un documento privo di indicazioni anagrafiche.”

Nella lettera inviata ai soci, il Comitato sollecita la partecipazione all’assemblea comunicando l’organizzazione di tre pre-assemblee territoriali a Brescia (2 maggio), Vestone (3 maggio) e Gavardo (4 maggio). “Una delle iniziative di ampliamento della partecipazione dei soci alla gestione societaria che vogliamo inserire, ampliandole, nelle proposte di modifica dello Statuto e del Regolamento assembleare”, precisa Francesca Uggeri, anche lei candidata per il Comitato al rinnovo parziale del Consiglio.

Nel frattempo il Comitato ha inviato una lettera al Cda, agli organi di controllo e ai direttori di filiale stigmatizzando il contenuto della lettera ai soci inviata dalla Banca e chiedendo maggiore trasparenza ed equità nelle procedure di nomina dei nuovi consiglieri. “Non è corretto”, attacca Aurelio Bizioli, che con Alberto Campana compone la terna proposta dal Comitato, “esprimere – senza alcuna possibilità di contraddittorio, non nell’interesse della Banca e dei soci, ma solo della conservazione dello status quo – valutazioni denigratorie e false nei confronti del Comitato, colpevole solo di aver espresso, a nome di centinaia di soci, un ragionato e pacato dissenso rispetto alle scelte ed ai comportamenti dell’organo di amministrazione”.

Per quanto riguarda la scottante questione del crollo del valore delle azioni, infine, il Comitato giudica come “particolarmente significativi i passaggi, sia della lettera sia della relazione al bilancio redatta dal Cda, in cui la riduzione viene imputata ‘ingiustificati allarmismi’ e alla ‘maggior propensione alla vendita legata alla necessità di adattamento alle nuove modalità di scambi e ad una limitata conoscenza dei meccanismi di funzionamento del mercato dell’azione’.

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  1. Credo che per la prima volta vedremo un’assemblea della banca Valsabbina dove non rischieremo di addormentarci e soprattutto non dovremo eleggere per acclamazione gli stessi amministratori di sempre.

  2. Esilaranti le motivazioni sul crollo del titolo sul mercato da parte dei vertici di Valsabbina che non parlano mai, ripeto mai, di come troppi clienti “al dettaglio” vengano indirizzati, guidati o convinti dalla rete commerciale all’acquisto del titolo senza il necessario inquadramento del profilo di rischio che proprio la nuova vcersione della direttiva europea MIFID impone come caposaldo e presupposto della consulenza finanziaria. In altre parole, i comportamentoi commerciali purtroppo non sempre sono allineati con l’obbligo di fornire ai clienti tutte le informazioni secondo trasparenza, correttezza, adeguatezza. E su questo aspetto, sottovalutato o minimizzato, dovrebbe insistere il Comitato in sede assembleare perchè si faccia estrema chiarezza, anche e soprattutto guardando al futuro nella gestione della Banca.

  3. La notizia ha dell’incredibile. Purtroppo anche da queste cose si vede come la Banca stia proteggendo i suoi uomini….
    Peraltro dalla lettura della lettera del Presidente della Banca apprendo che i clienti della Banca sono circa 95.000. Considerato che il numero dei soci è di circa 40.000 mi pare che il rapporto soci/clienti sia elevatissimo, una situazione che non ha riscontri in altre realtà territoriali. Soci aumentati grazie alla spinta dei funzionari della banca negli anni passati. Azionariato diffuso = difficoltà di convergenza dei voti dei soci per il rinnovamento = conservazione del potere in mano ai soliti. Forza azionisti, fate sentire la vostra voce.

  4. Sono felice che finalmente ci sia una donna, Francesca Uggeri, candidata per un ruolo importante. Come mai la banca ha preferito ripresentare i soliti e non nuove persone?
    Perchè sempre gli stessi? Spero che finalmente qualcosa cambi in Valsabbina.

  5. Speriamo che ci sia davvero il coraggio di cambiare. Il 6 maggio dovremo far sentire la nostra voce e votare i nuovi candidati..E’ ORA DI RINNOVARE QUESTA BANCA PARTENDO DALLE PERSONE!!!!! Non è possibile che siano da decenni sempre gli stessi nomi ad amministrare senza ascoltare la voce dei soci.

  6. Le modalità di elezione degli amministratori hanno un che di bulgaro, e il paradosso è che sono state avallate dai soci che le hanno approvate insieme allo statuto. Se non riescono ad abbattere questo muro, e quella della prossima assemblea è un’occasione unica nella storia della Valsabbina, sarà ancor più difficile per i soci controllare, o almeno capire, come, e dove, il CdA e la dirigenza intendono condurre la banca.

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