Referendum, la propaganda politica costa ai lombardi 46 milioni di euro

La spesa stimata è di 46 milioni, soldi ben spesi se servissero a migliorare la situazione. Ma.. L'appello di Gianantonio Girelli a Maroni su BsNews.it

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Gian Antonio Girelli, Pd
Gian Antonio Girelli, Pd

di Gianantonio Girelli – In questi giorni si è ripresa la discussione sul referendum autonomista Lombardo-Veneto, con indicazione della data della consultazione, il 22 ottobre.
46 milioni di € la spesa stimata per la Lombardia, cifra non banale, ma, come sempre, se spesa per cambiare, in meglio, la situazione…
Ma é qui che casca … il referendum.
Questo é il testo del quesito referendario: “VOLETE CHE LA REGIONE LOMBARDIA, NEL QUADRO DELL’UNITÀ NAZIONALE, INTRAPRENDA LE INIZIATIVE ISTITUZIONALI NECESSARIE PER RICHIEDERE ALLO STATO L’ATTRIBUZIONE DI ULTERIORI FORME E CONDIZIONI PARTICOLARI DI AUTONOMIA , CON LE RELATIVE RISORSE, AI SENSI E PER GLI EFFETTI DI CUI ALL’ARTICOLO 116, TERZO COMMA DELLA COSTITUZIONE?””.
Dovremmo spendere 46 milioni di € per chiedere a lombarde e lombardi se Regione Lombardia può chiedere al Governo di sedersi e discutere con il Governo di una maggior autonomia? Oltretutto basando la richiesta su un articolo della Costituzione a suo tempo avversato dalla Lega e dal centro-destra in Parlamento e nelle piazze?
Totò direbbe “…ma mi faccia il piacere…” accompagnato da un evidente “…e io pago!”.
Ora vorrei dire a chi Governa Regione Lombardia che non c’è bisogno di spendere tutti quei soldi per sapere quello che già tutti sanno: SI SIAMO D’ACCORDO, FALLO!
Perché tutti é da tempo che chiediamo venga aperto questo serio confronto, il Governo, nei giorni scorsi con il Ministro Martina, ha più volte dato ampia disponibilità a farlo. Tutto il Pd lombardo é disponibile a sostenere la richiesta. E allora? Forse perché chi guida la Regione non sa tradurre una rivendicazione in una richiesta precisa e articolata che metta in fila cosa si vuole e come?
É comprensibile, chi ora inneggia all’autonomia per anni ha governato a Roma e Milano contemporaneamente senza combinare nulla al riguardo, tranne qualche manifesto con uova e galline.
Di certo non si può permettere che ancora una volta un tema delicato come il rilancio del regionalismo, che può significare, abbattimento della burocrazia, eliminazioni delle doppie competenze istituzionali, maggior efficienza della pubblica amministrazione, maggiori risorse per i territori, finisca per essere usato per pura propaganda elettorale, oltretutto “a carico” dei cittadini lombardi.
Apriamo da subito il confronto, facciamolo in modo serio e nel merito. Il PD lombardo, composto da tanti esponenti che vivono sul territorio, c’è, anche perché é ora di andare oltre il federalismo delle false promesse per giungere ad un regionalismo solidale, più che mai necessario all’Italia. Il Presidente Maroni, al quale riconosco una serietà sconosciuta al Segretario del suo partito, ha già sperimentato in più occasioni, ultimo il patto per la Lombardia, la reale volontà del Governo  di mettere in campo azioni concrete e utili ai cittadini  lombardi, si liberi da condizionamenti di parte, da facili strumentalizzazioni ideologiche, interpreti in modo responsabile il ruolo che gli é stato consegnato!

Gian Antonio Girelli – Consigliere Regione Lombardia

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  1. Referendum autonomista ? Per come è posto, il quesito referendario può di fatto chiedere alcune deroghe alla legislazione esclusiva di competenza dello Stato poiché si richiama all’art 116 della Costituzione, (e di conseguenza al successivo 117). Le deroghe riguarderebbero solo: giustizia di pace, norme generali sull’istruzione, tutela dell’ambiente, dell’ecosistema e dei beni culturali. Tutto qui. Nulla a che spartire quindi né con l’autonomia, né col federalismo amministrativo e nemmeno con l’elenco dei temi che Girelli inquadra, a ruota libera, come “regionalismo solidale”. Insomma, una bufala incrociata di false finalità e irraggiungibili traguardi che ci costerebbe 46 milioni di euro. Diversa è invece la strada parlamentare per giungere ad una Legge Costituzionale dello Stato per la quale serve l’approvazione di due terzi del Parlamento e che comporta l’opzione di un possibile referendum confermativo. Mi sembra solo propaganda politica e tempo perso in chiacchiere, di qua e di là…

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