Pd in mezzo al guado, come nella favola di Esopo

Allo stato dell’arte il PD sta gestendo due linee opposte tra loro. Leggi l'opinione di Claudio Bragaglio sul quotidiano on line BsNews.it

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Claudio Bragaglio
Claudio Bragaglio

di Claudio Bragaglio* – In politica si possono avere idee diverse, ma non al punto da capovolgere la realtà. Allo stato dell’arte il PD sta gestendo due linee opposte tra loro.  A livello nazionale un PD sempre più solitario che non vuole la coalizione di centro sinistra, ma con l’ambiguità di possibili future aperture verso Berlusconi.  A livello territoriale (Regioni e Comuni) un PD che per vincere è invece (e giustamente) coalizionale (Centrosinistra e Civismo) . Come a Milano con Sala e auspicabilmente l’anno prossimo con Del Bono a Brescia.

Può reggere una simile situazione così contraddittoria e schizofrenica? Semplicemente no.
O si modifica la prima o il rischio è che si sfasci pure la seconda.

A mio parere sono ormai troppo evidenti le pulsioni – temo sempre più incontrollabili – di Renzi verso il nuovo ‘plebiscito’ sul PD, con l’anticipo delle elezioni politiche. Lasciando logorare il governo Gentiloni. O, come taluni sostengono, mettendoci pure del suo.
C’è chi è convinto, che ci sarà una prossima svolta di 180° della politica renziana. Da parte mia invece il timore che l’unica svolta che gli viene d’istinto è quella di 360°. Ovvero quella che lo riporta sempre allo stesso punto di prima. Quello già visto. Quello delle molteplici varianti, ma tutte e sempre d’un medesimo gioco. Ma a quel punto pure con lo stesso risultato del referendum del 4 dicembre scorso.

Renzi come un moltiplicatore di avversari, tutti da sbaragliare, puntualmente e variamente schieratigli contro.

Il timore è che tali pulsioni siano ben più forti di lui. E non vorrei quindi che come PD rivivessimo la morale della famosa favola di Esopo, quella della rana punta mortalmente da uno scorpione che – fiduciosa delle sue assicurazioni – stava trasportando da una riva all’altra del fiume. E con la fine che sappiamo per entrambi.

Con una partita a quel punto definitivamente persa non da una inesistente ‘Santa Alleanza’ capitanata dal PD contro Grillo, ma sconfitti da un rassemblement di Centro Destra, e da un po’ di Grillo e di Sinistra, contro Renzi.
Anche le illusioni di modifiche elettorali funzionali a far vincere il PD o la cancellazione dei parlamentari nominati dalle segreterie di partito (Italicum)rimarranno lettera morta. Appunto, semplici illusioni. Compresa quella d’una soglia di sbarramento più alta, al 5%, immaginata per tener fuori dal Parlamento la Sinistra e a vantaggio del PD, facendo leva sulla speranza del ‘voto utile’.

Infatti un ‘voto utile’ di certo ci sarà, ma funzionerà a rovescio di quanto sperato, quindi a favore di Pisapia e della nuova realtà della Sinistra, in modo da non far disperdere un voto ritenuto comunque ‘utile’. Anche dall’interno dell’elettorato stesso del PD, e dato alla Sinistra con Pisapia & C. proprio al fine di condizionare preventivamente od impedire derive di tipo centrista e ‘filoberlusconiane’ del PD renziano. E questo, non sembri un paradosso, a maggior ragione dopo l’indiscutibile successo del 70 % delle primarie ottenuto da Renzi e la conseguente debolezza della minoranza interna.

Un ‘gioco di sponda’, questo, su cui la sinistra elettorale, a torto o a ragione, si è spesso esercitata. Financo nel voto, brandito come un bastone punitivo, già dato a Grillo.
E non è a caso invece che, dove il centro sinistra ampio e di governo – da Milano, a Bergamo, a Brescia, passando per molti comuni – è affidabile e valido, il M5S raccolga un consenso limitato, attorno al 10/15%.

Difficile sia vincente una linea azzardata (e rischiosa) che s’immagini di essere ‘forza maggioritaria’ nel bel mezzo d’una nuova situazione di tipo proporzionale. Anzi ho l’impressione che si determinerebbe un effetto a cascata dirompente anche sulle elezioni della Lombardia, dei vari Comuni, compresa Brescia, chiamati a ricomporre una coalizione che nel frattempo il PD nazionale ha contribuito a non costruire o, persino, a sfasciare.

Cambiare una linea che sta sempre più portando all’isolamento il PD è quindi assolutamente indispensabile. Se si vuole che la rana possa attraversare il fiume ed arrivare viva col suo carico sulla riva.

  • Vicepresidente Agenzia Tpl Brescia

ps
Con l’amico Aldo, passando come tanti cittadini venerdì da un Mimmo Paladino all’altro – dal Teatro romano, a Santa Giulia, a piazza Vittoria – in una giornata che ha visto il successo d’una straordinaria ed entusiasmante operazione culturale di Comune e Fondazione Musei a Brescia, ho fatto la scommessa d’un caffè. Lui, l’Aldo, sostenitore della prossima svolta renziana a 180°, io (purtroppo) d’una svolta ben più completa, quella appunto ad angolo giro dei 360°. Stracontento da parte mia di perdere tale scommessa con Aldo, e poter quindi rianimare le ormai residue speranze che coltivo…

 

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  1. Ineccepibile ed esaustiva riflessione politica di Bragaglio. Quindi, vorrei partecipare alla sfida “geometrica” tra i due amici (Aldo e Claudio) vedendo la prossima svolta renziana soprattutto ad angolo…ottuso. Pensando a Renzi, per la Treccani ottuso è colui che “con riferimento alla capacità intellettiva, è tardo a capire.” Insomma, il berluschino toscano, cieco, sordo e purtroppo non muto, sa interpretare solo un copione suicida per il PD e per il centrosinistra insistendo a guardarsi come Narciso allo specchio, a proporsi come l’ unico vero leader della storia repubblicana, ad ergersi a garante della politica piddina innovativa e del futuro “cha non fa alleanze tra partiti, ma tra persone” (pure questa, delirante, ha tirato fuori…). Da ieri magari proprio un novello Macron, cioè un vinmcente conservatore verniciato da progressista. Insomma, sempre nell’immagine dell’angolo ottuso, vedo invece Renzi più vicino…ai 90° che ai 180°. Infine, il ringalluzzimento di Renzi su quel 70% delle cosiddette primarie, celebrato come l’ennesimo trionfo personale, dovrebbe farlo riflettere (sono i numeri a dirlo, per chi li sa leggere) sul fatto che è stato incoronato zar del PD esattamente dal 2,2 % dell’attuale corpo elettotrale nazionale. Fossi in lui, io mi chiederi magari cosa ne pensa il restante 97,8%. O no ?

  2. Ma Bragaglio: come puoi aspettarti un cambiamento di linea del PD che andasse contro il volere e la natura del suo Supremo Segretario appena elettto? aspettativa quantomeno bizzarra, direi.

  3. si certo, fa parte del PD a livello locale e quindi non linea nazionale, pronto a dare la sua mano che riconosco esperta e valente alla prossima tornata elettorale. … Ma mi sembra che oramai da tempo quasi immemore il PD non abbia una “linea” ma si barcameni solamente. E neppure si barcamena come una DC di collaudata abilità, ma solo navigando a vista. A vista dei propri particulari interessi del momento ma quanto distante da una reale politica di sinistra… oops, scusate, che svista: dimenticavo che non esiste più…..

  4. voto utile, percentuali, disquisizioni a mille, perfino le scommesse (seppure solo di un caffè) sul comportamento di renzi e del PD (o meglio: di Renzipd) quando ci vorrebbe un vero governo di unità nazionale capace di affrontare in modo organico e non a spot, in maniera ragionata, in maniera autorevole e programmaticamente affrontabile i problemi che ogni giorno aumentano e ci fanno affondare sempre più!

  5. voto utile, percentuali, disquisizioni a mille, perfino le scommesse (seppure solo di un caffè) quando siamo davvero in emergenza. Ci vorrebbe un vero governo di unità nazionale capace di affrontare in modo organico e non a spot, in maniera ragionata, in maniera autorevole e programmaticamente affrontabile i problemi che ogni giorno aumentano e ci fanno affondare sempre più!

  6. Stradivarius, capisco che possa risuonare un gran male (l’ottusità …anche d’un angolo) e non a caso ti eserciti in tanti bei ironici ricami, come sai far tu. Ma permettimi di prenderti in parola. Se Renzi facesse una vera svolta – sul tema delle alleanze politiche e sociali verso il centro sinistra – ad angolo ottuso, quand’anche meno dei 180 gradi immaginati da Aldo, ci farei la firma. Subito.
    Renzina ritiene bizzarra questa mia aspettativa. Può darsi. Malignamente Giannini parla persino d’un festoso rientro di Renzi dall’isola d’Elba ma prima della sua prossima Waterloo. Io penso invece che quella possa esser sì la sua tentazione (prometeica, la chiamano quelli che la vogliono nobilitare), ma l’uomo (che non è certo un Cincinnato attratto dalle ortaglie) è del tutto consapevole – penso – della posta in gioco per tutti quanti e di cosa possa significare il bis d’un 4 di dicembre.

    • E’ più faclie, come uso dire, che cada un meteorite sulla Terra nei prossimi dodici mesi che vedere Renzi porgere la mano a Bersani, a D’Alema, a Pisapia, al resto della minutaglia di sinistra. Non ci sarà vincitore alle politiche del 2018 e a Renzi sarà affidato il compito di formare l’ennesimo Governo d’emergenza nazionale, questa volta in primis con Berlusconi e poi con i vari Verdini, Alfano, Casini e giù giù fino agli oraganismi politici moncellulari come Fitto, Quagliariello, Nencini, ecc. Non ci sarà svolta, insomma.

    • A proposito, caro Bragaglio, poichè tutto si deciderà nel 2018 in base alla legge elettorale, cosa ne pensa della proposta pentastellata che così recita: “abbassamento al 37% della soglia per ottenere il premio di maggioranza e non più il ballottaggio ma un secondo turno al quale partecipano tutte le forze che abbiano superato il 20% al primo turno con un quorum del 50% di partecipazione” ? A me, fosse così, sembra un invito a nozze fatto solo al Movimento 5 Stelle sia nella prima che nella seconda tornata. Attenzione a concentrarsi solo sulla ispirazione maggioritaria della legge, ispirazione prevalente sulla quale anche il redivivo Renzi sta concentrando le sue intenzioni, perchè le trappole sono dietro l’angolo…

  7. Egregio Prof. Bragaglio, seguendo comodo, comodo in poltrona a casa che guardo lontano perso nella rincorsa d’un fuggente raggio di sole la prima nuova Assemblea nazionale del Partito Democratico. Penso al dibattito di oggi, alla proclamazione di Matteo Renzi e al suo invito a tornare tra la gente ad ascoltare e raccontare. Ed anche all’elezione della nuova direzione nazionale. Un incontro tra volti nuovi ed esperienza. Non voglio qui elencarli tutti. A loro va il mio augurio di buon lavoro. Lavoro, casa, mamme. Tre parole per continuare a fare buona politica tra la gente, in centro come in periferia. Ascoltando e raccontando quello che stiamo facendo: il modo migliore perché le riforme vivano tra le persone: su queste tre parole ci metteremo alla prova per cambiare il Paese. “Si tratta di scrivere una pagina nuova, una storia nuova, con la consapevolezza che il futuro è il nostro campo di gioco, il luogo in cui la politica si misura”. Io aggiungo: ha vinto Matteo Renzi, l’unico che incarna il sentimento del popolo del PD nella sua parte maggioritaria. Sull’ Affair ” Gianni Cuperlo non é nella Direzione “: a guardare il tutto non c’è posto per Gianni Cuperlo. Bella mente, raffinato politico, purtroppo appartiene a una concezione politica che al momento non c’é piú. Non c’é piú in Europa, non c’ e piú in Italia e non c’é piú nel PD. Bisogna vedere le cose da queste prospettive: o ti prendi la destra che segue logiche del passato e tu la eguagli col tuo passato e perdi perché la destra al suo gioco vince sempre, o ti prendi il PD che segue logiche di futuro, europee, dove il cittadino é al centro di tutto. Ho parlato per anni di un Europa sociale, di sindacati sociali, di Partiti territorialmente sociali, del volontariato che é perno di cittadinanza, e del tutto che ruota attorno al concetto cittadinanza : lavoro, produzione, economia, piccola e media industria locale, e grande industria nazionale e Europea. Ho spiegato i meccanismi nel dettaglio, invitando la sinistra ad ammodernizzarsi, a prendere a bordo i concetti di Nuove Cittadinanze Europee, dove il cittadino é il centro della sua Comunitá di quartiere e attorno al quale si muovono le economie locali, il volontariato, il Terzo Settore e poi lo Stato. E mi trovo che Matteo Renzi non é estraneo a questi concetti: “mettiamoci le magliette gialle e andiamo a pulire le strade di Roma, ricominciamo da Roma “. Certo, Bersani e i suoi possono e debbono prendere a bordo questi concetti al piú presto, ma hanno perso tre anni, Gianni Cuperlo é stato estraneo per tre anni, Cofferati, Commissario Europeo alle Politiche Sociali, non ha capito dove andava l’ Europa, non ha capito che le politiche sociali di cui lui si occupa sono queste politiche sociali che il Governo Renzi e poi Gentiloni stanno attuando, non hanno capito che a mettersi le magliette gialle saranno cittadini nuovi di quel fulcro sociale di cui Cofferati ancora discute a chi e come vanno i finanziamenti Europei alle Comunitá d’ Italia. E che proprio a quei movimenti di cittadini che vanno a pulire le strade, a quei cittadini che coinvolgono le piccole e medie industrie locali, per la raccolta dei rifiuti, per il decoro cittadino, per tenerle poi pulite quelle strade, pulite e fiorite insieme ai cittadini, saranno i nuovi fondi Europei destinati all’ welfare sociale del Luogo, della Comunitá, del Quartiere in cui vivi e lavori e se sei disoccupato o in bisogno percepisci l’aiuto dallo Stato per accompagnarti ad nuove formazioni-lavoro, aiutarti nei momenti di emergenza e poi ecco che torni nel mercato del lavoro stando sui tuoi piedi “libero e con dignità”. Non é difficile capire questi concetti. É difficile per chi non ne ha mai fatto parte. E Cuperlo non ne ha mai fatto parte. Se vuole può imparare. Gli voglio bene. Gli ho sempre voluto bene, come ne voglio a Bersani e gli altri e agli uomini e donne della mia storia Socialista. Ma devono farsi moderni mentalmente, rigettare il passato, e accettare che dopo Emmanuel Macron avremo Matteo Renzi, non in Francia, ma in Italia. Auguri di buon lavoro anche a Matteo Orfini, presidente dell’assemblea, a Barbara Pollastrini e Domenico De Santis eletti vicepresidenti. È stata una bellissima intuizione quella di Matteo Renzi di voler riservare i 20 nomi di sua nomina ad altrettante ragazze e ragazzi da impegnare per la prima volta a livello nazionale nel partito. Il rinnovamento si costruisce anche così: formando e coinvolgendo la classe dirigente del domani. E’ la generazione Erasmus.
    Celso Vassalini Cittadino Europeo.

    • Per capire questo peana stellare di cento righe di Vassalini al berluschino toscano, ai suoi boys ed alle sue girls, bisognerebbe rileggere i suoi passati entusiastici endorsment a Craxi ed al craxismo, al civismo di “Brescia per passione”, al celodurismo di Maroni e della Lega 2.0, al grillismo dei pentastellati per approdare oggi al “macronismo piddino” (da Macron…) di Renzi. Manca ancora un passaggio più alto, che ne so, nella “Sinistra del Sistema Solare” o nel “Partito Democratico dell’Universo”. E lì chiudere in bellezza con i peana politici a chi più va di moda, a prescindere da tutto il resto.

  8. Caro Bragaglio ricordo ancora le tue fini e tortuose disquisizioni per giustificare il tuo si all immondo tentativo da parte del Bomba di Rignano sull Arno di stravolgere la costituzione italiana .Sembrava la disputa dei teologi di Costantinopoli sul sesso degli angeli con i turchi alle porte!!!Presumo che dopo la risposta degli italiani anche tu hai compiuto un angolo giro.Fai bene perché la mia convinzione e che gli elettori del PD in gran parte cercheranno altri lidi o pioggia alla”francese” di schede bianche.

  9. Non c’è un solo fatto che a secoli di distanza non trovi conferma nelle quartine di Nostradamus. Compreso – Nostradamus – il meteorite che non sta per te e pure per me nelle più scontate probabilità. Non mi stupirei però che, lasciando fior di ultrà renziani con un palmo di naso, Renzi girasse la frittata dalla sera alla mattina con la più cinica disinvoltura. Solo che ci fosse di mezzo la sua pelle. Ecco perché non escludo, di principio, le virate di Renzi, anche quelle oggi più improbabili. Solo che capisca – come capisce – che lasciandoci la pelle con un nuovo 4 dicembre non gli riuscirebbe più la recita per un paio di giorni d’un novello Lazzaro. Come vedi non confido sulle sue convinzioni, ma solo sulla forza cogente delle costrizioni.
    Stradivarius, gira e rigira, sui metodi elettorali tutti han cambiato sempre di tutto e di più. Io ho sempre pensato che il sistema migliore in un regime non bipartitico debba prevedere il ballottaggio tra i primi due (non come nel sistema francese tra chi supera il 12.5%). Tra Liste o coalizioni (molto importante questo in una realtà come l’Italia), con un premio di maggioranza come nei comuni. Superando le preferenze con i candidati di collegio, ma eletti con il sistema delle Province. Ovvero messi in elenco per l’elezione sulla base dei voti ottenuti dalla loro lista o nella coalizione. Insomma propongo da sempre più o meno l’acqua calda che già funziona abbastanza bene dal ’93 in Italia per i comuni.
    All’amico Celso dico sommessamente, vacci cauto coi tempi mutevoli che corrono, che se ripescano Cuperlo devi pure riscriverci il tuo elaborato pezzo, ma sostenendo il contrario di quel che ha detto e scolpito…e non è proprio un bel vedere, converrai, che mi auguro ti e ci venga risparmiato.

    • Cortese Sig.re e/o Sig.ra anziano/a che si nasconde dietro al nome Nostrasdamus,
      premesso che la pochezza intellettuale dei detrattori tuttavia è tale che raramente mi sono viste opporre delle controargomentazioni filosoficamente-politicamente pregnanti…
      Troppa gente si occupa dei sensi unici e dei sensi vietati, senza mai mettersi in cammino…. Conosco delle barche che si dimenticano di partire… hanno paura del mare a furia di invecchiare… Se non ci piace dove stiamo possiamo spostarci, non siamo alberi…. Ci sono sempre due scelte nella vita: accettare le condizioni in cui viviamo o assumersi la responsabilità e il coraggio di cambiarle e di rinnovarsi…..
      Non avrò mai mai paura di tentare qualcosa di nuovo. Ricorda persona nascosta e vigliacca dietro ad un altro nome: dei dilettanti costruirono l’arca mentre il Titanic fu costruito da professionisti…..

    • Caro Amico Prof. Bragaglio,
      sempre con piacere ti ascolto e ti leggo e ti confido che sei parte della mia crescita culturale.. L’esperienza mi porta ad osare nel saper “forse” vedere come te Prof. Bragaglio. Poi la storia ci racconterà…. Grazie.

  10. Il professor Bragaglio è pessimista sulle riforme elettorali mentre proprio in queste ore la situazione mi pare in movimento, non esaustiva ma sbagliata la sua analisi sulle proposte del Pd.

  11. Mi permetta, dottor Bragaglio, di farle notare che un ex comunista che se la prende con quelli che in politica capolgono la verità risulta poco credibile.

  12. AlfaOmega può darsi tu abbia ragione. Ma ne dubito, anche sulla legge elettorale. Prima era Renzi ad aspettare il 4 di dicembre i troppi cadaveri da lui collezionati (interni ed esterni del PD) sulla riva del fiume, ora sono tutti quanti i “morituri te salutant” ad aspettare – tanto per restituirgli la cortesia – il passaggio del suo. Temo sia così.
    Mario intanto mi ha fatto piacere riverti anche tu in contemplazione delle opere di Paladino al Teatro Romano. Sei il solito brillante sarcastico di sempre, ed in gran forma. Sulla riforma costituzionale dici d’una nostra disputa di teologi bizantini sul sesso degli angeli con i turchi alle porte. Ma se noi eravamo i teologi ciarlieri, mi pare che i turchi sareste stati voi nel votar no. Complimentarti, figurarti come un “turco impalatore”, non mi pare il massimo! Io non ho fatto nessuna piroetta di 360. Il mio è stato un sì critico…e sono tra i convinti che se Renzi avesse accolto la proposta di Chiti sulla elezione del Senato, assunto un serio impegno per modificare l’Italicum e non avesse preteso per se stesso il piedistallo a cavallo d’un plebiscito sguainato (come suggerito anche da Napolitano, Prodi…) per moltiplicarsi e per poi sbaragliare i “nemici” interni ed esterni del “suo” PD, il risultato sarebbe stato ben diverso. E la scissione del PD, caldeggiata a quel punto da pochi, non vi sarebbe stata per la maggior parte dell’area bersaniana. Gira e rigira, adesso se non cambia e brandisce pure la spada della vendetta tremenda vendetta ovviamente per quell’indigesto di D’Alema e i “traditori” temo ci riporti, anche indossando giacca e cravatta da Macron, ad un nuovo 4 di dicembre. E non solo a Roma, ma anche in giro per regioni e comuni l’Italia.

    • Le ultime sei righe, con Renzi come Rigoletto nel “sì vendetta, tremenda vendetta”, ci fanno intravvedere ben poco di buono in vista delle prossime tornate elettorali. Vado a memoria, ma non ricordo una “sestina” (politica) di Bragaglio non finita a bersaglio (politico). Niente da fare, dunque: Governo Gentilenzi tenuto in sala rianimazione, legge elettorale che si intravvede sempre più “nazarenica” e gran finale con il grande abbraccio tra il berluscone ed il berluschino. A proposito del verdiano Rigoletto, il finale sulle rive del Mincio in quel di Mantova gli riserba una tragica sorpresa…

  13. Malizioso, dimmi per favore chi non è un “ex” in politica dal ’90 in poi. Ma sull’ex fammi dire che non son tra quelli che fan finta di non esser stati PCI. Anzi. Infatti con riferimento alle varie (e non tutte entusiasmanti) leadership a sinistra quella a cui tengo è di ritenermi un “berlingueriano non pentito”. Dagli anni ’70: Compromesso storico (sinistre e cattolici), questione morale, europeismo, politiche di fatto socialdemocratiche e riformiste , anche nei governi locali, compresa Brescia …Col solo rammarico d’un Berlinguer che non ha fatto, nei rapporti con altri partiti comunisti, lo strappo “definitivo”, nel l’81 coi fatti di Polonia. Ho ritenuto l’Ulivo/Centro sinistra nel solco del compromesso storico (e del moroteismo) nell’epoca del bipolarismo. Non mi ha invece convinto il PD ed il bipartitismo del 2007 perché smarriva (recideva) tali radici plurali e popolari. Oggi dopo la sconfitta del 4 dicembre il tema d’un PD perno decisivo, non solo di se stesso, ma d’un nuovo centro sinistra, anche civico e sociale, si ripropone. Pena una nuova sconfitta. Un amico ieri mi diceva (facendo riferimento agli “immutabili” del prof. Severino) che ho una concezione “severiniana” della politica e del centro sinistra. Una immagine non proprio precisa, ma gradita, a fronte di tante trottole, troppe frottole, per non dire delle schiene curve dei voltagabbana.

  14. Ed infatti, come volevasi dimostrare, così parlò ieri S.Matteo Renzi:” Le ultime elezioni europee, in realtà, non ci dicono che i partiti tradizionali sono al collasso. Ci dicono che la sinistra europea è al collasso, non i partiti tradizionali. Cdu, Conservatori e Popolari spagnoli stanno benone. Hanno perso i repubblicani francesi, solo per lo scandalo Fillon. Altrimenti saremmo qui a raccontare un’altra storia. I socialisti europei invece sono messi male in Olanda e Francia. Non se la passano benissimo in Spagna e Gran Bretagna. Il Partito democratico, invece, torna a crescere nei sondaggi e al momento è l’unica forza politica riformista che sta sopra il 30 per cento in Europa”. E, nel contempo, il berluschino continua imperterrito a strizzare l’occhio a Berlusconi…

  15. Alla domanda di Bragalio Malizioso da buon renziano tace, anche perché dovrebbe dire che non sono EX i suoi tanti amici della Dc che vorrebbero rifarla oggi insieme a Berlusconi.

  16. Cortese Sig.re e/o Sig.ra anziano/a che si nasconde dietro al nome Nostrasdamus,
    premesso che la pochezza intellettuale dei detrattori tuttavia è tale che raramente mi sono viste opporre delle controargomentazioni filosoficamente-politicamente pregnanti…
    Troppa gente si occupa dei sensi unici e dei sensi vietati, senza mai mettersi in cammino…. Conosco delle barche che si dimenticano di partire… hanno paura del mare a furia di invecchiare… Se non ci piace dove stiamo possiamo spostarci, non siamo alberi…. Ci sono sempre due scelte nella vita: accettare le condizioni in cui viviamo o assumersi la responsabilità e il coraggio di cambiarle e di rinnovarsi…..
    Non avrò mai mai paura di tentare qualcosa di nuovo. Ricorda persona nascosta e vigliacca dietro ad un altro nome: dei dilettanti costruirono l’arca mentre il Titanic fu costruito da professionisti…..

  17. Sono iscritto al PD e mi collego a quello che ha detto Rossi io ho sentito più volte il prof Bragaglio sostenere il modello di Milano e di Brescia come la strada che il PD ha già fatto per il centro sinistra e non mi sembra che ci sia molto senso dubitare se Bragaglio faccia parte del PD.

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