MOSTRAMI UNA MOSTRA/25. Il tempo dell’incanto con le maschere di De Marchi

La mostra allestita nel foyer del Teatro Sociale, a ingresso libero, è aperta fino al 21 maggio; dal martedì al sabato dalle 16 alle 19 mentre la domenica dalle 15,30 alle 18

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Le maschere di De Marchi in esposizione nel foyer del Teatro Sociale, foto di Enrica Recalcati, www.bsnews.it
Le maschere di De Marchi in esposizione nel foyer del Teatro Sociale, foto di Enrica Recalcati, www.bsnews.it

di Enrica Recalcati – Il teatro se lo pratichi, se lo ami, è come una spina nel cuore che non riuscirai mai a togliere, come una sete che non si placa neppure bevendo, come un fermento che frizza e spuma senza esaurirsi.

La passione poi si moltiplica se conosci la Commedia Dell’Arte, se comprendi e ammiri l’arte delle maschere, se le indossi, anche solo per curiosità, magari una volta soltanto.

Ebbene, vi invito a vedere questa mostra allestita nel foyer del Teatro Sociale, dove il maestro Giorgio De Marchi ha esposto 15 dei suoi inimitabili capolavori.

L’iniziativa affidata come sempre alla sapiente direzione artistica di Maria Candida Toaldo, fa parte della nona edizione della Rassegna della Commedia Dell’Arte: “Teatro tra spazio e tempo (tradizioni bresciane, rapporto uomo-ambiente, nel mondo classico e nell’attualità, culture e tradizioni diverse)”. Organizzata dal CUT “La Stanza”, in collaborazione con l’Università Cattolica, il CTB, la Fondazione Brescia Musei, con il contributo della Fondazione Asm, della Fondazione Eulo e della Centrale del Latte e con il patrocinio del Comune di Brescia.

Molte le iniziative collaterali alla mostra, tutte interessanti e coinvolgenti.

Il percorso espositivo inizia con gli Oracoli, esseri soprannaturali che trasmettono ai mortali i messaggi delle forze celesti e sotterranee. Continua con le nove Muse, figlie di Zeus e Mnemosine, protettrici di ogni umana sapienza e arte.  Si arricchisce con la presenza di Orfeo, divino cantore, figlio di Calliope ed evocatore della forza nelle arti, nel sapere, nel pensiero.  Si conclude con le suggestive Medea e Medusa.

La mostra vuole essere un omaggio al regista e drammaturgo Luca Ronconi, insieme al riallestimento CTB dello spettacolo “Medea”, con l’interpretazione di Franco Branciaroli.

Giorgio De Marchi appartiene alla famiglia vicentina di artigiani-artisti di maschere teatrali e da spettacolo.  Un lavoro certosino che si svolge come in una bottega d’arte rinascimentale, partendo dai disegni, poi il calco in legno, la lavorazione del cuoio e le decorazioni finali.  Il cuoio “materia viva” diventa seconda pelle sul viso di chi la indossa, provocando infinite emozioni.

Dagli anni ’80 il maestro De Marchi si dedica alla creazione di maschere in cuoio dalle varie fogge. Intere, limitate agli occhi e al naso o alla bocca e al mento. Maschere ammirate e apprezzate da Dario Fo, Federico Fellini, dal burattinaio Otello Sarzi, da Alein Le Bon regista e direttore della maison de Pulcinelle di Saintes.

Le maschere di De Marchi in esposizione nel foyer del Teatro Sociale, foto di Enrica Recalcati, www.bsnews.it
Le maschere di De Marchi in esposizione nel foyer del Teatro Sociale, foto di Enrica Recalcati, www.bsnews.it

Allestimenti in 50 Paesi del mondo e collaborazioni europee di alto livello nel curriculum di questa illustre famiglia di artisti.  Sotto la maschera, il gesto e la parola dell’attore risultano magicamente vivificate.

Mi soffermo, con l’imbarazzo di chi invaso di bellezza fatica a decidere dove fermare lo sguardo, sulla maschera di un Oracolo.

“Oracolo 2”, a me pare una Parca di antica memoria. Mi sovviene, guardandola, il ricordo di quel filo sottile, attore di turbamento, di monito, di ricatto, presagio di terribili paure. Il filo della vita che se tagliato, non lasciava scampo al trapasso nell’Ade.

Il teatro è vita e si contrappone a questa immagine truce.

Qui la contraddizione mi affascina e pensando al mio passato di attore, non posso che essere fiera di una esperienza così forte, così alta.

La mostra allestita nel foyer del Teatro Sociale, a ingresso libero, è aperta fino al 21 maggio; dal martedì al sabato dalle 16 alle 19 mentre la domenica dalle 15,30 alle 18.

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  1. Il teatro è il luogo giusto per fare cultura a Brescia: il Grande in particolare è ancora troppo poco conosciuto dai bresciani, bisogna fare di più per valorizzarlo!!!

  2. Vero amici! Brescia sta facendo moltissimo, ma deve riuscire ad uscire da alcuni provincialismi che la incartano, frenando intenzioni e lavoro. L’apertura al nuovo e alle novità non deve spaventare. Certo bisogna essere anche critici e sinceri nel giudicare gli eventi (arte, teatro o altro!).

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