Cfp Zanardelli, i conti tornano in utile. Pardo e Martinuz: guardiamo al futuro

A fine 2015 il bilancio si era chiuso, per la prima volta dopo anni, in rosso per 571mila euro. A fine 2016, invece, è tornato il segno più per ben 256mila euro

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Marco Pardo e Alberto Martinuz, rispettivamente direttore e presidente dell'istituto Zanardelli di Brescia, foto Andrea Tortelli, www.bsnews.it
Marco Pardo e Alberto Martinuz, rispettivamente direttore e presidente dell'istituto Zanardelli di Brescia, foto Andrea Tortelli, www.bsnews.it

Conti tornati in utile, iscritti stabili (613 iscrizioni al primo anno), nuove offerte formative e – soprattutto – una prospettiva incoraggiante dopo anni di crisi. E’ questo il bilancio dell’istituto Zanardelli, presentato oggi da Alberto Martinuz e Marco Pardo, rispettivamente presidente del Cda e direttore del Centro Formativo Provinciale “Giuseppe Zanardelli“.

“Ci siamo insediati due anni fa con un’eredità molto pesante”, ha sottolineato Martinuz, “oltre 4 milioni di euro di debito (su un bilancio di 18), una riduzione degli stanziamenti e costi del personale maggiori di quelli standard. Importante è stata la collaborazione con la Provincia (prima con Luigi Raineri e poi con Fabio Capra), che ci è venuta incontro stanziando risorse aggiuntive. In questo biennio ci siamo mossi su tre filoni. Il primo, la stella polare, è stato garantire la qualità della scuola. La seconda direttrice era quella di razionalizzare la spesa e recuperare risorse, chiedendo anche un impegno straordinario a docenti e cda (totalmente privo di contributo economico). Il terzo filone era quello di promuovere lo sviluppo dello Zanardelli. E in questi obiettivi è stato decisivo il ruolo del direttore Pardo”.

A fine 2015 il bilancio si era chiuso, per la prima volta dopo anni, in rosso per 571mila euro. A fine 2016, invece, è tornato il segno più per ben 256mila euro. “Abbiamo davanti una situazione più serena”, ha aggiunto Martinuz, “un risultato corale che ci fa sperare di migliorare ancora”.

Pardo, quindi, ha passato in rassegna le difficoltà di contesto che hanno condizionato l’attività dell’ente negli scorsi anni e fotografato la situazione dello Zanardelli. Il Cfp conta oggi 271 dipendenti a tempo indeterminato, 13 determinati e 200 collaboratori (sparsi su nove sedi), erogando oltre 200mila ore di formazione a 2.589 alunni (suddivisi in 143 percorsi formativi, di cui oltre mille nel settore Meccanica e Costruzioni e 871 nei Servizi alla persona), a cui si aggiungono un altro migliaio di partecipanti ai corsi extrascolastici per adulti (o meglio extra Ddf).

“Mantenere i ricavi del passato non è stato semplice”, ha sottolineato Pardo. Nel 2014, infatti, lo Zanardelli percepiva 8 milioni per il personale dalla Regione, diventati 3,3 nel 2015, 1,3 nel 2016 e 0,6 nel 2017. Un taglio solo recuperato in parte dal contrbuto doti (4 milioni. Nel frattempo, però, sono cresciuti i ricavi derivanti dai servizi extra Ddf, il costo del personale è rimasto sostanzialmente invariato a quota 9,6 milioni, mentre i risparmi sono stati significativi: ben 740mila euro fra energia elettrica, riscaldamento, mensa e interinali. Tutto ciò senza smettere di investire (l’acquisto di materiali didattici è passato da 263mila euro a 287mila) e valorizzando i dipendenti con un incremento del 15 per cento del fondo di produttività per i dipendenti.

La ricetta di questo successo?. “Innanzitutto la passione”, ha detto Pardo, “poi la meritocrazia – perché le persone sono il perno del cambiamento, la nostra risorsa più preziosa – e infine il sorriso”. Nella consapevolezza che “non siamo solo un Cfp, ma dobbiamo creare opportunità di lavoro”. E senza smettere di pensare in grande, perché “siamo disponibili a far entrare nella nostra famiglia altri Cfp più piccoli, che già non appartengono a reti”.

 

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