A2A, via libera a bilancio, dividendi e nuovo consiglio

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L'assemblea di A2A vista dalla sala stampa, foto Andrea Tortelli, www.bsnews.it
L'assemblea di A2A vista dalla sala stampa, foto Andrea Tortelli, www.bsnews.it
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Via libera oggi al bilancio e ai dividendi per gli azionisti di A2A. A sancirlo ufficialmente è stata questa mattina l’assemblea dei soci, convocata nell’auditorium dell’inceneritore di via Malta. Presenti 592 azionisti per circa 2.2 milioni di azioni (il 70,2 per cento del capitale)

L’assemblea si è aperta alle 11.15. Dopo le procedure burocratiche di rito, affidate al notaio Mistretta, ha preso la parola l’ammiistratore delegato Luca Camerano, che ha presentato sintenticamente i risultati del triennio.

Camerano, in particolare, ha sottolineato i dodici trimestri di continua riduzione del debito, i 20 milioni di euro di costi fissi degli impianti tagliati, la crescita di 164 milioni del Mol, l’aumento dei clienti nel mercato dell’energia (+374mila), l’aumento degli abitanti serviti nel settore rifiuti (+700mila), l’estensione della rete di teleriscaldamento (+13 per cento), la crescita dei ricavi (+3 per cento) e del Mol (17 per cento) tra il 2015 e il 2016. Mentre Valotti ha successivamente sottolineato il valore aggiunto sul territorio, che ammonta a ben 1.634 mililioni di euro (con una crscita del 29 per cento) e la crescita dell’occupazione, salita a quota 9777 dipendenti (il saldo è positivo per un centinaio di unità), di cui il 95 per cento con contratto a tempo indeterminato.

A seguire gli interventi degli azionisti. Tra i primi a prendere la parola l’assessore al Bilancio di Brescia Paolo Panteghini, che ha assicurato che “il Comune di Brescia non ha intenzione di scendere sotto la propria quota del 25 per cento”. Quindi le critiche dei piccoli (tra cui Lorenzo Cinquepalmi e Cesare Giovanardi).

I conti sono stati approvati alle 12.54 con il sì del 99,482 per cento delle azioni votanti, contrari lo 0, 010, astenuti 0,006. Percentuale pressoché identica sui dividendi.

Per quanto riguarda il rinnovo Cda, i Comuni di Milano e Brescia hanno invitato la società a contenere lo stipendio dell’intero consiglio in 960mila euro (come lo scorso anno), con un tetto ad amministratore di 80mila euro annui. Proposta approvata dall’assemblea (con il 74 per cento). L’elezione per il consiglio è invece finita con le seguenti proporzioni: Lista 1: 9,74 per cento la lista 1; 6,2 per cento la lista 2 (fondi e Comune di Bergamo) e 83,7 per cento la lista 3 (Comuni di Brescia e Bergamo). Il nuovo Cda (che starà in carica fino al 2019) – votato alle 14.36 – risulta composto da: Valotti, Perazzelli, Camerano, Comboni, Corali, Rosini, Fracassi, Franceschetti e Giusti (tutti della Lista 3); De Paoli e Ramera (lista 1) e Brivio (lista 2). Mentre per i revisori è finita all’87,04 per cento in favore dei Comuni.

Da segnalare infine – tra le curiosità – le domande scritte presentate da alcuni soci prima dell’assemblea. Tra queste quelle (apparentemente stupefacenti) dell’azionista Bava riguardanti il fatto se l’azienda abbia percepito soldi in nero, incassato tangenti all’estero o fatto insider trading nell’anno appena chiuso. Ovviamente la risposta è stata un no secco.

– CRONACA IN DIRETTA DELL’ASSEMBLEA, ULTIMO AGGIORNAMENTO 14.55 –

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