Evasione, sequestrati beni per altri quattro milioni a un’imprenditrice

Il 16 maggio 2017 i militari della Guardia di Finanza del Nucleo di Polizia Tributaria di Brescia e personale della Squadra Mobile della Polizia di Stato di Brescia, coordinati dalla Procura della Repubblica di Bergamo, hanno sequestrato beni immobili del valore di oltre 4 milioni di euro

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Soldi, soldi, soldi...
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Il 16 maggio 2017 i militari della Guardia di Finanza del Nucleo di Polizia Tributaria di Brescia e personale della Squadra Mobile della Polizia di Stato di Brescia, coordinati dalla Procura della Repubblica di Bergamo, hanno sequestrato beni immobili del valore di oltre 4 milioni di euro.

L’attività rappresenta lo sviluppo dell’operazione “Pecunia non olet”, condotta lo scorso 19 dicembre 2016 e già resa nota agli organi di stampa. Durante le indagini, gli investigatori avevano ricostruito l’attività di riciclaggio posta in essere, tra l’Italia e la Svizzera, da un’imprenditrice di origine bergamasca residente nel territorio elvetico, consentendo di sottoporre a sequestro beni e disponibilità finanziarie per un ammontare di circa 10 milioni di euro nei confronti della stessa.

In particolare – si legge in una nota – tali proventi illeciti rappresentavano il frutto di reati tributari e fallimentari commessi attraverso società edili, intestate a prestanomi, “svuotate” delle risorse finanziarie attraverso trasferimenti bancari da conti italiani, verso conti svizzeri, sanmarinesi e di Singapore intestati a società offshore (scatole vuote formalmente aventi sede a Panama, British Virgin Islands, Marshall Islands) gestite a loro volta da società fiduciarie svizzere.

L’operazione del dicembre 2016 non ha tuttavia messo la parola “fine” alle indagini.

Da un’approfondita analisi della documentazione, grazie anche alla collaborazione dell’Autorità Giudiziaria Elvetica, sono emersi infatti ulteriori beni di provenienza illecita. Immobili, del valore di circa € 4 milioni, intestati a due società riconducibili, per interposta persona, alla donna bergamasca già colpita dai provvedimenti eseguiti lo scorso dicembre.

Nello specifico, si tratta di 87 unità immobiliari siti nelle province di Brescia, Varese, Mantova e Bergamo, costituenti asset societari delle due s.r.l. le cui quote sono formalmente intestate ad un soggetto di nazionalità svizzera, prestanome dell’imprenditrice bergamasca.

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