Centrale del latte, nella tazza ci sono altri tre milioni di utile

Il consolidato 2016 si è chiuso con 60,6 milioni di fatturato, 6,6 milioni di Ebitda e 3 milioni di utile (100mila euro in meno del 2015), di cui 2 milioni distribuiti ai soci

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Franco Dusina, Emilio Del Bono e Andrea Battolozzi alla conferenza di presentazione del bilancio 2016 della Centrale del latte, foto Andrea Tortelli, www.bsnews.it
Franco Dusina, Emilio Del Bono e Andrea Battolozzi alla conferenza di presentazione del bilancio 2016 della Centrale del latte, foto Andrea Tortelli, www.bsnews.it

Bilancio ancora positivo per la Centrale del latte di Brescia, “l’unica azienda del settore rimasta pubblica” come ha sottolineato con orgoglio il presidente Franco Dusina nel corso di una conferenza stampa che si è tenuta stamane alla presenza del sindaco Emilio Del Bono e del direttore Andrea Bartolozzi.

Il consolidato 2016 si è chiuso con 60,6 milioni di fatturato, 6,6 milioni di Ebitda e 3 milioni di utile, di cui 2 milioni distribuiti ai soci. Il valore della produzione è in netta crescita rispetto agli scorsi anni: nel 2010, infatti, era a quota 49,6 milioni, mentre lo scorso anno era arrivato a 58,6.

“Per noi è un piacere presentare ancora un bilancio positivo”, ha detto Dusina, “le attese erano più prudenziali, ma – nonostante un 2016 non facile per i consumi (a causa della deflazione e del calo nei consumi) – il nostro bilancio è stato molto buono. E anche i primi mesi del 2017 ci stanno dando grandi soddisfazioni, almeno sul fronte dei volumi”.

Bartolozzi, invece, ha sottolineato l’equilibrio tra la componente industriale, politica e agricola nella società. “Tutti i soggetti coinvolti”, ha detto, “hanno trovato nella Centrale il  il denominatore comune per consentire a questa azienda di crscere. Stiamo lavorando per incrementare ancora i volumi, consapevoli che siamo già passati dall’essere una ‘boutique’ a una realtà con numeri interessanti anche per il panorama nazionale”. Quindi, il direttore ha annunciato investimenti per altri quattro milioni di euro entro il 2018.

“Quella della Centrale è una storia di successo”, ha detto Del Bono, “negli ultimi tre anni quest’azienda ha prodotto l’utile più alto della sua storia e non credo sia casuale. Senza dimenticare il valore distribuito sul territorio. La Loggia è convinta che quest’azienda debba continuare ad operare sotto il controllo pubblico, non intendiamo cedere la maggioranza e speriamo che le legislatori nazionali non facciano danni, soprattutto quando parliamo di realtà sane che producono utili”. “La certezza è che non ci faremo sbranare da nessuno”, ha aggiunto Dusina con la dote di sintesi che lo contraddistingue.

Nell’occasione, la Centrale ha presentato anche la seconda edizione del libro dedicato alla storia dell’azienda, scritto da Luciano Costa, che verrà distribuito a tutte le scolaresche in visita all’impianto di via Lamarmora.

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  1. “Non ci farenmo sbranare da nessuno,” dice il politico Dusina, magari dall’alto dei suoi 60.000 euro complessivi (Centrale più una partecipata) di compensi annui che incassa come Presidente da tempo immemore. In realtà, per fare cassa pro Metrobus, il duo Del Bono-Panteghini ci ha già fatto sbranare passando di mano il 49% della tanto amata Centrale del Latte. E qui arriva il bello perchè negli ultimi anni gli utili sono schizzati (circa 10 milioni sommando gli ultimi quattro esercizi di cui 6 milioni solo negli ultimi due anni). Domandona: valeva la pena di svendere le quote per andare poi ad incassare e a dividere con altri esattamente la metà di utili sempre più consistenti e con prospettive auree di crescita, come da piani industriali ? E lo stesso discorso non vale magari anche per la partecipazione in A2A semplicemente andando al valore del titolo (quotato in Borsa) quando si è svenduta la partecipazione rispetto alla quotazione di oggi e dando poi un occhio agli utili distribuiti ? Già, ne riparliamo a fine consigliatura, aprile 2018…

  2. Di solito condivido ciò che scrive Stradivarius, ma stavolta ci trovo troppo livore. L’azienda è stata parzialmente privatizzata per tutelarla, anche in vista del decreto Madia e i soldi dei dirigenti mi paiono più che meritati visti i bilanci… Per altre aziende farei un discorso diverso.

    • Meritato lo stipendio del numero uno Bartolozzi, manager innovativo con grandi visioni soprattutto di marketing. Altro sono Presidente e CDA, da lustri solo presenze fisiche e di estrazione politica. Sul resto, cioè le strategie recenti, parlano i numeri: le immobilizzazioni finanziarie del Comune di Brescia (partecipazioni) sino al 2013 erano a bilancio circa un miliardo di euro, oggi sono poco più di seicento milioni. Ne consegue, come da conto economico, che gl ultimi due bilanci si reggono solo con i conseguenti proventi straordinari e finanziari in assenza dei quali la voragine delle perdite di esercizio sarebbe drammatica. E i gioelli di famiglia da vendere prima o poi finiscono…

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