Il mio voto alla giunta Del Bono? Un sette secco | di Elio Marniga

Il sindaco di Brescia ha fatto bene: il giudizio rispetto alla giunta precedente sarebbe un dieci, ma devo togliere alcuni punti

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Elio Marniga
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di Elio Marniga – Del Bono è “disponibile” a rifare il Sindaco. Bella non inattesa notizia, confermata al numeroso pubblico di San Cristo, durante la presentazione del suo libro/intervista, che è introdotto da interessanti brevi ricordi/auspici di nove personalità cittadine. Sul libro non mi soffermo, avendone letto recensioni illustri. Invece voglio, ma non ne sono richiesto, dare anch’io un voto all’operato del Sindaco, così come ha fatto Bonometti, conscio che il mio voto pesa 0,1 grammo, (piccolo, ma sempre peso è) mentre quello dell’ex  presidente AIB, che non ha mai occultato le sue simpatie politiche non proprio di sinistra, pesa una tonnellata. Il mio voto è un 7 secco. Provo a motivarlo.

Preciso subito che non è una valutazione rapportata al voto che avrei dato alla Amministrazione che l’ha preceduto; così fosse sarebbe stato molto più alto; sfiorerebbe il 10.
E’ un voto di promozione piena; è ripulito da simpatie personali; è scevro di vicinanza politica, che pur c’è stata e c’è. E non è di incoraggiamento. E’ il risultato ragionieristico, anzi ragionieresco, di somme e sottrazioni: positivo meno negativo.
Il positivo lo riassumo in un solo dato: la popolazione residente a Brescia è aumentata, senza l’apporto dell’immigrazione. E’ un fatto molto significativo perché riassume “l’appetibilità” di una città. Il rimprovero, anche pubblico, che a suo tempo feci alla Giunta Corsini era di prestare troppa attenzione alle cosiddette “grandi mostre” e di non accorgersi che la città si stava spopolando. Non era di certo colpa solo di quel Sindaco; sua però era quella di non accorgersene e di non cercare di porvi rimedio. Il fenomeno di regressione della popolazione è continuato con Paroli; anche da lui nessun segno di avvertenza, intento com’era pure lui ad allestire mostre, sulle quali carità cristiana mi dice di star zitto. Con Del Bono la tendenza si è invertita; non tutto merito suo, di certo, ma qualcosa s’è mosso in questa città; l’idea di città più giusta, più servita, più serena, più colloquiante, più accogliente era nel suo programma: l’ha attuato Del Bono, con i suoi Assessori, non tutti con eguale apporto. Esempio, che può sembrar banale ma che è molto significativo: la pedonalizzazione del centro, attuata senza sommossa dei commercianti, è un buon obiettivo raggiunto con buon metodo.
Scrivo quindi 10 all’attivo. Per il 7 devo togliere tre punti; perché? Più volte ho avuto rimbrotti, più che fraterni direi figliali, perché ho mosso critiche pubbliche (intendiamoci: il mio pubblico è composto da familiari e cinque amici) alla Giunta Del Bono; non me ne ravvedo e così le sintetizzo: ci son stati momenti di opacità nel suo operato. Accusa pesante la mia (il peso è dato dalla mia sensibilità; per alcuni è una quisquilia), che vale tutti i tre punti da sottrarre. Esempi: la vicenda dei cambi di direttore generale, la nascita della Fondazione Brescia Musei, i rapporti con A2A, specie per quanto riguarda la raccolta differenziata. Mi si dirà che tutte queste opacità sono dovute a rapporti con forze estranee all’Amministrazione; questo può essere, ma è proprio in questi casi che si chiede il massimo della chiarezza nelle scelte, perché non basta essere onesti e corretti, bisogna che il cittadino lo veda, per capire. Certo, qui bisognerebbe introdurre il discorso sul PD e sulle alleanze presenti e future: ma questo è un altro discorso. Da affrontare.

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  1. Forse un po’ stretto di voti il bravo Marniga, forse sono io che ho un giudizio diverso da lui su Brescia Musei e Differenziata: per questo per me ha ragione Bonometti.

  2. Sulla differenziata: si tratta di una misura certamente impopolare, ma credo sia difficile affermare che è una scelta sbagliata. E’ una scelta culturale, per educare i cittadini a differenziare e renderli consapevoli. Poi i disagi sono evidenti, ma ogni cambiamento porta qualche disagio…

  3. Troppo buono Marniga, mi sembra un po’ di manica larga: ci sono Brescia Musei e i rifiuti ma però dimentica i problemi legati agli immigrati, alla microcriminalità e la mancanza di opere significative per Brescia!!

    • Sempre stato un marnighiano; però confesso che su tutti preferivo Franco Salvi. Verità biblica? Nome ed aggettivo non mi appartengono molto.

  4. Me lo diceva sempre il mio profe di italiano:”se scrivi per te stesso, sii conciso; se scrivi per essere letto sii dettagliato”.
    Ora provo ad essere dettagliato, visto che mi pare di non essere stato compreso.
    I tre punti che tolgo al voto assegnato a Del Bono sono dovuti a “momenti di opacità nel suo operato”; cioè di poca trasparenza; il che può essere di poca importanza, una quisquilia appunto, per alcuni; per me è fondamentale nella conduzione della cosa pubblica. In breve i tre punti che ho trovato opachi, e opachi nel loro svolgersi non nei risultati.
    Comincio con la vicenda del succedersi, a velocità fuori standard, dei direttori generali. C’è un cittadino che ne ha capito i reali motivi? Me li fa conoscere? Vi pare di poca importanza sapere perché sia stato tanto difficile trovare l’uomo giusto che deve coordinare l’attività operativa dell’Amministrazione? (Temo che il problema sia molto più ampio di quanto sia apparso e che venga dal rapporto con l’alta burocrazia comunale, senza il cui apporto convinto nessun Sindaco riesce a spostare la scrivania del suo studio. )
    Fondazione Brescia Musei: non imputo a Del Bono l’averla creata ma il modo in cui è nata, quasi con un colpo di mano, che ha causato la perdita di vecchi soci importanti (tanto: morto un papa se ne fa un altro!); senza spiegare perché è indispensabile farla durare vent’anni; soprattutto perché non si sia provato a farla nascere in accordo con tutto il consiglio comunale. Era un impegno preelettorale? Ci sta, basta farlo sapere.
    Per ultimo i rapporti con A2A. Sono molto favorevole alla raccolta differenziata e spero che abbia sempre più consenso e successo, ma per ora la vediamo attuata come fa comodo ad A2A, forse non ancora troppo esperta del settore (perché, se non per questo, la raccolta nel centro storico inizierà a settembre?) Una gara per la ricerca della miglior offerta non era possibile? Capisco che il rapporto Comune/A2A è quasi un rapporto incestuoso: come azionista il Comune vuole, a ragione, utili sempre maggiori, ma come cliente deve chiedere il miglior servizio al miglior prezzo, senza riguardi per le parentele.
    E’ più chiaro ora quanto ho esposto sopra?

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