Rovato, il ministero: a casa gli assessori con debiti verso il comune

Il ministero, sollecitato dalla prefettura, ha ribadito che due assessori in carica sono incompatibili in quanto indebitati con l'ente

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Il sindaco di Rovato Tiziano Belotti
Il sindaco di Rovato Tiziano Belotti

Rovato si conferma uno dei Comuni con la vita politica più tormentata della provincia di Brescia. La giunta comunale, infatti, nei prossimi giorni sarà chiamata a ratificare la “cacciata” di almeno due assessori, che – secondo quanto messo nero su bianco dal ministero – il sindaco non avrebbe potuto nominare perché al momento dell’investitura avevano debiti nei confronti dell’amministrazione.

Una grana non da poco per Tiziano Belotti, che guida una giunta a trazione leghista. Secondo quanto stabilito dal ministero – su sollecitazione della prefettura – gli assessori comunali (esterni) avevano debiti significativi nei confronti dell’ente e dunque non possono restare in carica. Ora dovranno dimettersi, oppure la giunta dovrà decretarne l’incompatibilità (non è chiaro se pagare tutta la cifra sia sufficiente a sanare la situazione). In alternativa qualsiasi cittadino potrà presentare ricorso al giudice ordinario chiedendo la resistutuzione di quanto percepito fino a oggi e, forse, anche di invalidare gli atti discrezionali firmati dagli assessori.

La decisione fa seguito alla richiesta di chiarimenti presentata all’ex prefetto Valerio Valenti dall’opposizione dei gruppi Pd (Angelo Bergomi e Mara Bergomi), Rovato Civica (Luciana Buffoli) e Semplicemente Rovato (Diego Zafferri) dopo il caso dei volantini anonimi che avevano sollevato il caso e alla conseguente cacciata dell’assessore al Bilancio Tania Tirelli (un’altra vicenda con coda legale, pare).

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