Rovato, resta aperto il caso dei debiti degli assessori verso il Comune

Consiglio infuocato, ieri, sulle pendenze di alcuni esponenti della giunta verso l'ente che rappresentano. Ma le domande restano ancora molte

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Il sindaco di Rovato Tiziano Belotti
Il sindaco di Rovato Tiziano Belotti

“I debiti non ci sono perché, contro il mio parere, i due assessori hanno deciso autonomamente di saldare le loro pendenze. Gli assessori che dovevo rimuovere – ha concluso – li ho già rimossi”. Così – secondo quanto riportato da Bresciaoggi – ha detto ieri sera il sindaco leghista di Rovato Tiziano Belotti sul caso dei due assessori con debiti verso l’amministrazione comunale che sono chiamati a rappresentare e che li remunera mensilmente. Una questione oggetto pochi giorni fa di comunicazione ufficiale del ministero degli Interni, in cui si stabiliva l’incompatibilità degli assessori-debitori e si invitava la giunta a decretarne la decadenza.

Nell’infuocata seduta di ieri in cui le minoranze hanno chiesto conto al sindaco dei debiti verso il Comune. Il primo cittadino Tiziano Belotti però – trincerandosi dietro alla privacy – non ha rivelato nomi e cifre delle singole posizioni debitorie (che non si limiterebbero ai due visto che alcuni hanno concordato piani di rientro di cui non sono note le condizioni), né il totale dei debiti che i rappresentanti della maggioranza hanno ancora verso l’ente. Di più: l’esponente leghista (ex Forza Italia) ha accusato le minoranze di correità per la diffusione del volantino anonimo sui presunti debiti di almeno quattro esponenti della maggioranza (la cifra complessiva citata superava i 100mila euro) e annunciato che verrà contestato formalmente il parere del ministero degli Interni.

Se i due hanno saldato i conti, resta però ancora da capire quanti siano gli esponenti della maggioranza che hanno ancora debiti con il Comune di Rovato, direttamente o attraverso società da loro controllate e partecipate. Una questione che ha provocato anche il ritiro delle deleghe dell’assessore al Bilancio Tania Tirelli, che aveva denunciato di essere stata cacciata proprio per aver voluto fare chiarezza sui debiti.

Rimane da comprendere poi se gli assessori-debitori abbiano firmato o meno la dichiarazione di assenza di debiti verso l’ente che impone la legge all’accettazione della carica. Anche dal punto di vista formale, infine, non è chiaro se l’aver pagato interamente i debiti sana oggi la posizione dei due assessori citati oppure – come riferiva esplicitamente il parere del ministero – li espone a rischio decadenza di fronte al ricorso alla magistratura ordinaria di qualsiasi cittadino. Insomma: il caso resta aperto.

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