Scommesse on line, la legge quadro rimandata a settembre

Sembra allontanarsi la legge quadro del governo sul riordino del sistema del gioco e delle slot. Non si farà prima dell'estate, e forse prima del voto

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Il parlamento italiano
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Sembra allontanarsi la legge quadro del governo sul riordino del sistema del gioco e delle slot. Un provvedimento normatico invocato a gran voce dagli operatori del settore delle scommesse on line e dell’azzardo, che chiedono da tempo un riordino del complicato sistema normativo, ma anche dal fronte di chi chiede un giro di vite, rappresentato in Lombardia dall’assessore regionale Viviana Beccalossi.

Il provvedimento potrebbe essere rimandato a settembre, complici il clima politico nazionale e la consueta – lunga – pausa estiva del Parlamento (che non si contraddistingue certo per produttività rispetto a quelli di altri Stati).

Di certo l’ultima legge di riferimento per il settore risale al 2014, quando Roma approvò la Legge Delega che conteneva le linee guida per il riordino generale del sistema dei giochi. Mentre i lavori per la nuova legge sono fermi in attesa della nuova Conferenza unificata che dovrebbe partorire il testo da sottoporre poi al vaglio delle Camere e del presidente Gentiloni. Il tema del gioco on line, dunque, viene sostanzialmente rimandato a settembre, ma più probabilmente viene rinviato a data da destinarsi – nella prossima legislatura, certamente – visto che l’imminenza del voto non favorisce certo la trattazione di un tema tanto delicato.

Ma nel frattempo il dibattito non manca, favorito anche dai dati che indicano una crescente diffusione delle scommesse on line, anche tra i minori. Il 16% degli studenti delle scuole medie inferiori e superiori – secondo una recente indagine dell’associazione ‘Semi di Melo’, centro per la formazione e la ricerca sull’infanzia e l’adolescenza – almeno una volta alla settimana gioca alle slot machine (al bar oppure on line), fa scommesse sportive (on line) oppure acquista un gratta e vinci. Mentre almeno il 60 per cento ha fatto una prova nella vita. Numeri che danno conto dell’estensione del fenomeno e dell’esigenza di una nuova normativa che lo regoli in maniera adeguata, senza pure uccidere un settore – quello delle slot gratis – che contribuisce in maniera significativa alle entrate statali.

Da qui l’impegno dell’assessore al Territorio della Lombardia Viviana Beccalossi, finalizzato a ridurre le slot machine installate nei bar (nella nostra regione sono 6.495, oltre il 60 per cento di quelle di tutta Italia), ma anche a sensibilizzare i più giovani nelle scuole e a combattere la ludopatia.

Sul fronte opposto, le società del settore delle scommesse – ribadendo l’impegno per contrastare il gioco minorile – chiedono chiarimenti normativi per coloro che operano entro i limiti di legge e maggiore tutela di fronte alla concorrenza sleale degli operatori non certificati. Ma anche una normativa quadro che impedisca a Comuni e soprattutto alle Regioni (si veda il recente caso dell’Umbria, in un quadro complicato ulteriormente dalle dimissioni del ministro degli Affari Regionali Enrico Costa) di farsi le proprie “leggi” o di interpretare le normative a svantaggio degli operatori autorizzati.

In questo quadro tutto il mondo sta studiando la propria via, spesso con percorsi opposti. Il Brasile sta conducendo una battaglia contro i siti web offshore dedicati alle scommesse, il Belgio vuole vietare l’on line ai minori di 21 anni, il Regno Unito – che pure presenta una delle normative più liberali ed è la patria delle scommesse – pensa a un aumento delle tasse, la Repubblica Ceca ha presentato le nuove linee guida sui limiti alla perdita media oraria per il gioco d’azzardo, terrestre e online. Mentre la Svezia è sotto osservazione della Ue per i troppi vincoli. L’Italia per ora prende tempo.

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