Acqua pubblica, Cominardi (M5S): il referendum provinciale si deve fare

Il Movimento 5 Stelle riparte con la sua battaglia per mantenere pubblica la gestione del ciclo idrico

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Il Movimento 5 Stelle riparte con la sua battaglia per mantenere pubblica la gestione del ciclo idrico. Ad annunciarlo è una nota firmata dal deputato palazzolese Claudio Cominardi, che mette sotto accusa la società di gestione provinciale e annuncia le prossime mosse grilline, a partire dal sostegno al referendum consultivo bresciano sulla questione.

“Al referendum del 2011 – scrive Cominardi – oltre il 95% di votanti si è espresso in favore di una gestione pubblica dell’acqua, in quanto bene fondamentale. Eppure entro il 31 dicembre 2018 quasi metà delle quote (dal 40 al 49%) della società “Acque bresciane S.r.l.” – oggi a capitale interamente pubblico – saranno messe in vendita sul mercato europeo”. Uno “scandalo” che secondo Cominardi sarebbe dovuto soprattutto ai sindaci di Comuni come Chiari e Palazzolo sull’Oglio, “che parlano di beni comuni, pratiche virtuose e partecipazione, ma che nei fatti tradiscono se stessi e i cittadini”.

Da qui l’appoggio del M5s al referendum consultivo provinciale promosso dal Comitato “Brescia Acqua Bene Comune”, che potrà svolgersi se entro il 30 settembre 2017 almeno 25 Comuni – rappresentativi del 3% minimo degli aventi diritto al voto – avranno deliberato favorevolmente. Dopodiché una Commissione provinciale deciderà se accogliere la proposta o negare nuovamente la partecipazione dei cittadini.

“Nei Consigli comunali in cui sono presenti – si legge – i consiglieri M5S depositeranno o hanno già depositato una mozione affinché si deliberi in favore del referendum. A Chiari e in altri comuni verranno organizzate raccolte firme per fare pressione sulle Amministrazioni.L’acqua – conclude Cominardi – non è una merce ma un bene comune, quindi deve rimanere in mano pubblica”.

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